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19 octobre 2007 5 19 /10 /octobre /2007 13:33

Il Manifesto 19/10/07
Ilaria Urbani

Tornato da 8 mesi in Italia, è già protagonista di due documentari, sull’epoca della militanza e su quella della «non militanza critica» di oggi.

Lo abbiamo incontrato ad «Adunata sediziosa»


La voce cavernosa di Scalzone arriva di persona all’8a festa degli antagonisti campani, «Adunata sediziosa», e non da Parigi e via videowall come 2 anni fa quando An cercò di impedire il collegamento. Rientrato a febbraio in Italia dopo 26 anni di esilio («diciamo latitanza, se ci tengono») e la prescrizione, l'ex potop è rimasto a Napoli per un po’, con la schiena bloccata («certo che la pancata dei fascisti nel '68 c'entra, ma poi ci ho messo del mio...»). Nello scenario iperrealista di una terrazza del quartiere Materdei, Laura Perini riprende parte dell’incontro per il suo film Il furto dell’immaginario (produce Mariangela Frasca) sulla vita dell'ex esponente di Potere operaio e «sui luoghi dell’antagonismo sociale dell’Italia seconda repubblica», che conterrà conversazioni, tra filosofia e politica radicale, anche con Zizek, Sloterdijk, Sassen, Kurtze, Trenkle, Bauman e Vandana Shiva.


Oreste Scalzone, accusato nel '79 di tentata insurrezione armata, e altro, scarcerato per motivi di salute, fuggito nell'81 in Corsica con l'aiuto di Gianmaria Volontè, rifugiato a Copenhagen e Parigi è anche protagonista di un film, sui primi 100 giorni da girovago dopo il rientro, di Aïtor Pacheco. Ovvio chiedergli subito della manifestazione del 20. «Dicevo ai compagni del network delle comunità in movimento che vanno per radicalizzarne il segno, nel senso dell'opposizione al governo: se Giordano ha detto a Prodi "Saremo il tuo servizio d'ordine", il messaggio "è un governo di merda, ma è il nostro governo". Ora, i movimenti sociali radicali possono avere un governo amico? Più che andare di illusioni in delusioni, con corollario di risentimento, ci sarebbe da vedere l'obsolescenza della forma-governo e il carattere delirante della «governamentalità reale» nel mondo. Ci sarebbe da passare dall'utopia del buongoverno alla linea direttrice dell'autonomia comune. E comunque, siamo proprio sicuri che la nostra agenda debba sempre coincidere con la loro? Certo continua poi finisce che ci vengo anch'io il 20 ottobre. Questo dipende dalla strutturazione nevrotica della mia personalità. Ma il mio dream sarebbe che, come controcanto, in 100, diciamo in 30, in 10 città si organizzasse un'occupazione di case (non è una forma di reddito d'esistenza?) i cui soggetti elettivi non potrebbero che essere precarî e immigrati, con o senza papier. Sennò accade come nel ’97, con la battaglia sull'indulto: per lasciare la questione ai partiti si finisce con un nulla di fatto». Un tema attuale quello dei postumi penali della guerriglia urbana anni ’70.

Tornano le questioni della soluzione politica e dell'amnistia negata, delle estradizioni, della giustizia infinita dopo che Marina Petrella, condannata all'ergastolo nell'ambito del rapimento di Moro e rifugiatasi 15 anni fa in Francia, è stata arrestata a Parigi nell'agosto scorso e rischia il carcere a vita. E dopo l’arresto di Cristoforo Piancone a Siena dopo una rapina in banca. «La battaglia per Marina è difficile, faremo di tutto per trovare gli elementi a suo favore. Certo, pensare a una nuova dottrina sull’asilo, sul modello della politica di Mitterrand (che non aveva motivo per amarci, era semplicemente un politico realista). Oggi parliamo di una donna che i poteri pubblici francesi hanno autorizzato a pensare di avere un futuro dandole un permesso di soggiorno per 10 anni: applicare un rovesciamento di politica retroattivamente, significa colpire una figlia di 10 anni che senza quella speranza non sarebbe qui a vivere una tragedia. Almeno fosse risparmiato lo sghignazzo di Prodi, che parla di "segreti che così potranno esser chiariti"... Ma quali segreti? I magistrati di quei processi per primi lo negano, affermando che "i pentiti hanno rovesciato i gruppi di lotta armata come un guanto".

Chi dovrebbe spiegar qualcosa è Prodi, che sentì il famigerato nome Gradoli durante una seduta spiritica. La gestione poi della vicenda di Gérard Piancone è sintomatica. In alto, tanti sciacalli straparlano, come se credessero che misure di temperamento della pena, amnistie, indulti ecc. siano doni graziosi, manifestazioni di simpatia per chi ne è oggetto, e non forme "tecniche" di regolazione. Violante, Amato, Mastella credono davvero che Togliatti, con l'amnistia legata al suo nome, volesse fare un regalo ai torturatori fascisti o ai partigiani che avevano sforato ? De Gaulle, decidendo per l'amnistia, voleva favorire l’Oas che tentò di ammazzarlo? La cosidetta classe dirigente fa finta di non sapere che la politica pensa dovendo per forza, crudelmente, astrarre. Non può non pensar statistico, prescindere da tutte le singolarità che compongono la "complessità sociale" di cui essa è riduttrice. Non può che essere sempre così, fintantoché l'autonoma comunanza umana viene considerata al più un'utopia (per questo, già in Marx, la critica della politica si affianca a quella dell'economia, o del diritto). Altrimenti non ci sarebbe storia, ma solo un'insensata accumulazione di orrori singolari infiniti. Qui, quando accade la tragedia che un tabaccaio è ucciso da un rapinatore e si trova che il rapinatore è, mettiamo, rumeno, si procede a pogrom legali contro i rumeni. Bisognerebbe chiedere a D'Alema (Grillo, Di Pietro): è questo il "paese normale" o "morale" che auspicano?». Il diritto assoluto delle vittime a una "giustizia infinita"è diventato ovvietà... «Perché è l'unico risarcimento riconosciuto commenta Scalzone in quest'epoca in cui bellamente si ibridano, al dritto e al rovescio, ultra-modernismo, tecnolibertinismo e risorgenze ancestrali di cacce alle streghe e colonna infame. Ma questo il rifiuto di ogni coesistenza di memoria e di oblìo porta il mondo ben oltre l' homo homini lupus: prefigura guerre sante d'annientamento tra 6 miliardi di Leviathani». Su Persichetti, beppegrillismi, pacifismo etc., vedi anche http://orestescalzone. over-blog.com/ e un alias futuro.

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Published by Oreste Scalzone - dans orestescalzone
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