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5 janvier 2008 6 05 /01 /janvier /2008 14:03
Les collectifs de solidarité avec Marina Petrella appellent à un rassemblement devant l’Assemblée Nationale, place du Pdt E. Herriot, 75007 Paris, M° Assemblée Nationale, le 8 janvier 2008 à 11h, pour appuyer la question orale qui sera posée au Premier ministre par Patrick Braouezec, député de Seine-Saint-Denis, promoteur d’un appel d’élus contre la menace d’extradition de Marina et des autres exilés italiens.

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Published by Oreste Scalzone
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sergio falcone 07/01/2008 22:57

lunedì 7 gennaio 2008 Marina Petrella. Rassemblement du 8 janvier Bonjour,Juste pour rappel et mise à jour.Le 8 janvier 2008 à 11 heuresRassemblement devant l’Assemblée NationaleSauvons Marina Petrella !Les collectifs de solidarité avec Marina Petrella appellent à unrassemblement devant l’Assemblée Nationale mardi 8 janvier 2008 à 11h(Place du Président E. Herriot, 75007 Paris – M° AssembléeNationale) pourappuyer la question orale qui sera posée au Premier ministre françaisparPatrick Braouezec, député de Seine-Saint-Denis, promoteur d’unappeld’élus contre la menace d’extradition de Marina et des autresréfugiésitaliens.Marina Petrella est détenue à Fresnes depuis le mois d’aoûtdernier. Ellerisque la réclusion criminelle à perpétuité en Italie pour desfaitsremontant à plus de 25 ans. Elle a bénéficié en France de l’asilede faitaccordé à tou-te-s les Italien-ne-s, asile qui a été respectépendant 20ans par tous les gouvernements qui se sont succédé dans notre pays.Pourtémoigner de notre détermination à empêcher la trahison de sesengagementspar l’Etat français et à voir maintenir Marina Petrella et lesautresréfugiés politiques sur le sol français, de nombreusespersonnalités ontmanifesté leur soutien.Le mardi 8 janvier prochain, ont confirmé leur participation aurassemblement devant l’Assemblée Nationale :Mouloud Aounit, président du MRAP ; Francine Bavay, Vice-présidenteduConseil Régional ; Doucha Belgrave, Appel des Femmes contrel’extraditionde Marina Petrella ; Martine Billard, Député de Paris Les Verts ;PatrickBraouezec, député PCF ; Serge Blisko, Député PS ; Corinne Bord,Déléguéenationale PS ; Nicole Borvo-Cohen Seat, présidente du Groupecommuniste auSénat ; Jean Brafmann, conseiller régional PCF ; Antoine Chassin,Fasti ;François Cochain, responsable du SNUIPP 93 ; Yves Cochet, Député LesVerts; Annick Coupé, Solidaires ; Daniel Golberg, député socialiste deSeine-Saint-Denis ; Jean Michel Delarbre, Réseau Education Sans Frontières;Monique Dental, Présidente du Collectif féministe « Ruptures » ;JeanDessessard, Sénateur PCF ; Jean-Pierre Dubois, président de la LiguedesDroits de l’Homme ; Cécile Duflot, Secrétaire nationale des Verts ;Catherine Gégout, élue PCF, Conseillère de Paris ; Regis Juanico,députéPS de la Loire ; Pénélope Komites, Adjointe Les Verts au Maire deParis ;George Pau Langevin, Députée PS de Paris ; Marylise Lebranchu,Députée PS,ancienne Garde des Sceaux ; Me Henri Leclerc, avocat, présidentd'honneurde la LDH ; Bruno Le Roux, Député PS de Seine-Saint-Denis, Présidentde laFédération Léo Lagrange ; Noël Mamère, Député Les Verts ; PierreMansat,Adjoint PCF au Maire de Paris ; Fernanda Marrucchelli, élue communistedu20ème arrondissement ; Jean-François Pellissier, adjoint au Maire du13èmearrondissement de Paris ; Jean-Vincent Placé, président dugroupe desVerts au Conseil régional Ile-de-France ; Laurence Rossignol,Vice-présidente du Conseil régional de Picardie, Secrétairenationale duPS aux droits des femmes ; François de Rougy, Député Les Verts ;MayaSurduts, Collectif national pour les droits des femmes ; MaîtreIrèneTerrel, avocate de Marina Petrella ; Guy Tresallet, responsable FSU 93;Marie-Christine Vergiat, Présidente de la LDH 93 ; Claire Villiers,Alternatives citoyennes, Vice-présidente du Conseil régional ;DominiqueVoynet, Sénatrice Les Verts ; Sophie Zafari, FSU .Alima Boumedienne, Sénatrice Les Verts et Jacques Muller, SénateurLesVerts témoigneront mardi matin 8 janvier 2008 leur solidarité avecMarinaPetrella en lui rendant visite à la prison de Fresnes.Les collectifs de solidarité avec Marina Petrella – contactmarinapetrella2007@yahoo.fr ; paroledonnee@no-log.org ; doucha@free.fr;

sergio falcone 07/01/2008 05:19

domenica 6 gennaio 2008 sergio falcone, A lui dedico [Spoon River, Illinois]6 gennaio 2008A lui dedico.Stasera,... stasera vi parlerò della vita. Quella vera. Con parole che sento. E della morte, che della vita è parte.Ai miei pochi, affezionati lettori, non proporrò notizie, interventi, denunce, come faccio abitualmente, da bravo "militante", almeno da qualche tempo a questa parte. Troppo radicale per i letterati, troppo artista per i militanti, quelli che "militano" realmente, di lettori ne ho persi, lungo il percorso che mi ha portato a dar vita a questo blog.Francesca Branca, letterata, non si fa più sentire e, via via, altri tecnici del sapere pratico. Giuseppe Genna aveva annunciato una analisi del mio lavoro, quello che si colloca principalmente nell'anno 2006: sparito. Altri avevano promesso la recensione del mio libro, idem con patate. Nanni Balestrini l'ha giudicato "difficile e coraggioso". Non si è nemmeno degnato di intervenire alla presentazione. Geraldina Colotti de "il manifesto", avvisata anche via fax, ha preferito andare altrove. E via cantando.Ma non me ne dolgo.Uno dei drammi del genere umano è l'alta considerazione di sé che tanti hanno.Compassione buddhista.Da sempre, e ingenuamente, subisco il fascino della intellettualità. Una intellettualità alla quale non appartengo, per forza di cose e perché troppo compromessa con la società costituita. Con i suoi meccanismi esclusivi, classisti e mafiosi. Ma preferisco confrontarmi con quel che accade tutti i giorni che iddio ha creato.Se amate i fini esercizi linguistici e di pensiero fini a se stessi, beh... allora vi prego di rivolgervi altrove. Ci sono siti, anche cosiddetti estremistici, con titoli bislacchi ed ipotetici, in perfetto stile radical-chic, che sono stati creati apposta.A lui dedico.Era un signore d'altri tempi e come tale si comportava. E mi giudicava favorevolmente. Ieri sera, poco prima di andarsene, mi ha detto che sono bravo, perché sono sempre andato a trovarlo. Oggi, quel sacco che ho raccolto da terra con i suoi indumenti, mi ha fatto ricordare gli abiti di mia madre, quelli che mi hanno dato in ospedale, quando è morta.Rimangono la pioggia di queste ore, i commenti di un portantino, i visi dei parenti degli altri ricoverati, un caffè schifoso, servito in una tazzina di plastica, e bevuto giusto per dire che ho mandato giù qualcosa, tre gatti diffidenti, ai quali mi ero avvicinato e che sono scappati via, ed un cane. L'ho incontrato sulla strada del ritorno, che camminava, abbandonato. Non sono riuscito a raggiungerlo.Quando l'ultimo di questa generazione - migliore della mia, innanzitutto - sarà scomparso, allora sì che inizieranno i problemi. Quelli seri.sergio falconeA lui dedico questi versi.Intervista a Fernanda Pivano- Tu a Spoon River c’eri stata una volta...Si, la prima volta che sono andata in America, sono andata per conoscere Spoon River.Nel 1956 avevo deciso di visitarli quei luoghi dei miei sogni e il modo di visitarli me l’ha offerto il senatore Paul Douglas niente meno che dello Illinois.L’intervento di Paul Douglas mi aveva procurato la protezione di due redazioni incuriosite e ben disposte, abilissime a tirarmi fuori dai guai in cui venivo continuamente cacciata dalle linee aeree. E da una Ford all’altra una mattina mi ero trovata lì, di fronte a una collina, che era poi “la”collina, quella del cimitero di Masters, dove “tutti,tutti,tutti dormono”; e mi ero ritrovata lì, di fronte ad un fiume, a quel fiume, il fiume Spoon, in realtà ormai un rigagnolo bordato di salici morenti più che piangenti.- Che effetto ti ha fatto “rivedere” Spoon River dopo cinquant’anni?Dopo cinquant’anni ha fatto l’effetto che puoi immaginare… sono commossa perché io continuo a essere innamorata persa di questo libro che in fondo mi ha cambiato un po’ la vita. Io dico sempre che la vita me l’hanno cambiata Ginsberg e Kerouac e molto è vero, però io ero molto più giovane quando la prima volta la vita me l’ha cambiata Spoon River. Perché Spoon River mi dava un esempio di pace, non violenza, anticapitalismo, innocenza, purezza… tutte cose che noi allora ragazzi sognavamo. E William Willinghton, grande fotografo eintellettuale, mi ha dato una grandissima gioia, riproponendo a quelli che sono i ragazzi di adesso, questa serie di idee che erano proprio le idee del futuro, di quello che noi sognavamo come futuro per i ragazzi d’Italia.- Che cosa ha rappresentato Spoon River per te? Cosa ti ha trasmesso?Non c’è dubbio che per una adolescenza come la mia, infastidita dalla roboanza della falsa eticità a tutti i costi in voga nel nostro anteguerra,la semplicità scarna dei versi di Edgar Lee Masters e il loro contenuto dimesso,rivolto a piccoli fatti quotidiani privi di eroismi e impastati soprattutto di segreta tragedia erano una grossa esperienza; e col tempo l’esperienza si era approfondita e aveva individuato,coi temi di quel contenuto, il mondo che lo ispirava. Spoon River significava la rivolta al consumismo, la franchezza, la disperazione, la denuncia della falsa morale che allora mi piaceva chiamare “dei sepolcri imbiancati”, l’ironia antimilitarista, anticapitalista, antitotalitaria: e ancora, la necessità e l’impossibilità della comunicazione.- Cosa rappresenta oggi?Per me Spoon River significava allora e significa ancora oggi la schiettezza, la fede per la verità, l’orrore per la retorica, la certezza per la libertà.Questo libro è ancora nel cuore della gente. Lo testimoniano i tanti ragazzi che vengono a farmelo autografare. Questo libro è tuttora nel cuore dei ragazzi, è nella loro anima, che scoprono, attraverso questi versi, i loro ideali, il sogno di un mondo e di una vita che è la stessa che noi giovani abbiamo sognato anni e anni fa, con gioia, orgoglio, determinazione. Questi ragazzi oggi hanno un’ulteriore occasione per conoscere e apprezzare Spoon River perché il libro che abbiamo fatto è anche per i giovani:è un libro candido e delicato, per incoraggiare a conservarli, questi sogni, questi ideali, queste speranze di vita pura senza sorprendersi di eventuali contraddizioni perché le contraddizioni fanno parte della vita.- E che cosa ha rappresentato Spoon River per la letteratura?E’ stato il sogno più grande della letteratura americana.Ringrazio William Willinghton perché mi ha riportato nel cuore i giorni meravigliosi di quando ho scoperto questo libro, mi ha ricordato Pavese che non voleva parlarmi di Spoon River. Mi dava del lei,a quel tempo, e mi diceva “è ora che finisca di raccontarle sempre le idee degli altri! Non è più una bambina. Lei deve trovare dentro di sé una risposta a tutte le domande che mi farebbe se gliele lasciassi fare”. Certo, io gliene facevo tante di domande e invece… “no,deve scoprirlo da sé!”. E forse aveva ragione.Spoon River Anthologyby Edgar Lee Masters The HillWhere are Elmer, Herman, Bert, Tom and Charley,The weak of will, the strong of arm, the clown, the boozer, the fighter?All, all are sleeping on the hill.One passed in a fever,One was burned in a mine,One was killed in a brawl,One died in a jail,One fell from a bridge toiling for children and wife-All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.Where are Ella, Kate, Mag, Lizzie and Edith,The tender heart, the simple soul, the loud, the proud, the happy one?--All, all are sleeping on the hill.One died in shameful child-birth,One of a thwarted love,One at the hands of a brute in a brothel,One of a broken pride, in the search for heart's desire;One after life in far-away London and ParisWas brought to her little space by Ella and Kate and Mag--All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.Where are Uncle Isaac and Aunt Emily,And old Towny Kincaid and Sevigne Houghton,And Major Walker who had talkedWith venerable men of the revolution?--All, all are sleeping on the hill.They brought them dead sons from the war,And daughters whom life had crushed,And their children fatherless, crying--All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.Where is Old Fiddler JonesWho played with life all his ninety years,Braving the sleet with bared breast,Drinking, rioting, thinking neither of wife nor kin,Nor gold, nor love, nor heaven?Lo! he babbles of the fish-frys of long ago,Of the horse-races of long ago at Clary's Grove,Of what Abe Lincoln saidOne time at Springfield.

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