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11 janvier 2008 5 11 /01 /janvier /2008 01:46

Quello che segue è la trascrizione let-te-ra-le dell'intervento fatto da Oreste a piazza Plebiscito a Napoli sul finire della manifestazione del 9 gennaio promossa innanzitutto dalla <Rete campana salute-ambiente> (di cui sono anima e spina dorsale i compagn@ dell'area antagonista …quelli dello Ska e Officina 99).

A proposito di numeri: la questura ha parlato di seimila partecipanti. Si dice di solito che per approssimare il numero di teste realmente presenti ad una manifestazione bisogna moltiplicare per due o tre i dati diffusi dalla questura, e che bisogna dividere per due o tre la cifra 'sparata' dagli organizzatori : tenendoci al moltiplicatore più basso, potremmo dire che c'erano almeno dodicimila persone reali….

Diamo qui, ripetiamo, la "sbobinatura nuda e cruda  di un discorso, come si vedrà, urlato "a braccio"… Come qualche amico colto ci ha riferito, Proust diceva che il parlato e lo scritto sono due lingue diverse… Tradurre dall'una all'altra è operazione difficile, a rischio, come tradurre poesia : per avere un effetto di verità, occorrerebbe il massimo di artifizio, chè solo un'operazione assai sofisticata, lunga e complessa pu'o pervenire a quella sorta di risultato iperrealistico, che permette di avere un effetto "più vero del vero"… ( cioè, sentire come la voce dell'Alfonso Natella reale sprigionarsi dalle pagine di Vogliamo tutto ; mentre la lettura della trascrizione letterale non farebbe risuonare nella nostra testa alcuna eco della voce di Alfonso…).

Per ragioni di tirannia del tempo, non proviamo neanche ad impegolarci nella difficile traduzione orale-scritto : ci limitiamo solo a qualche piccolo tocco, necessario a una elementare intelligibilità, ad evitare perfidi eventuali fraintendimenti, malintesi, inversioni di senso… ( cose che sono sempre "diabolicamente" in agguato : manca infatti l'apporto della gestualità, delle espressioni del viso e inflessioni di voce, che sono puntelli del senso, consustanziali all' espressione-comunicazione orale …).

I compagni di Napoli

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Compagni,

(….) il diritto ad una vita degna di essere vissuta, di cui hanno parlato i protagonisti di questa lotta, gente di questa città, che è anche capace di dare delle piazze grandi, magnifiche come questa, una città in cui ancora vediamo le tracce delle mura greche…

Ebbene il sistema reale, lo stato realmente esistente, la democrazia istituita, la legalità reale, come è quella che comanda i carabinieri e i poliziotti, si è presentata ieri col volto smascherato di chi non sa fare altro che mandare un avvertimento camorristico e mafioso, ieri, al presidio di Pianura uno come me, dopo quasi cinquant'anni di militanza, si è sentito un ingenuo, perché non volevo crederci che domenica, in una trasmissione di balletti e di paillettes televisive, la destra – Gasparri e altra gente – ha reclamato un dittatore, i pieni poteri di super commissario specialissimo a Gianni De Gennaro, e non volevo crederci che 15 ore dopo il governo trasformava questo in un decreto.

Gianni De Gennaro  – di persona non lo conosco e le intenzioni di ognuno, solo se ci si prende per un Dio le si può leggere – ma per quello che ha rappresentato è sentito da migliaia di giovani come un killer di stato, come il servitore del padrone di turno, che qui a Napoli, nella primavera del 2001 ha scatenato la polizia contro dei ragazzi e che a Genova porta le macchie del sangue di Carlo Giuliani, questo Paganini del bipartisan.

Ma peggio di lui c'è chi ha avuto l'idea perversa di decidere di  mandare un segnale degno dei peggiori mafiosi e camorristi, per dire si è finito di giocare, noi adesso passiamo come i carri armati su Tien Ammen rispetto a quello con la camicia bianca che gli si parava di fronte,  noi siamo lo stato e uno stato è uno stato è uno stato.

Si dice che qua c'è la camorra, certo, ma vuol dire che qui l'economia è camorrista, le banche sono camorriste, i politicanti sono camorristi, la politica, l'economia, la giustizia sono camorriste qua, altrove possono essere fasciste, colonialiste, liberali, staliniste, qui sono camorriste, ma è camorrista il capitale, i capitalisti, non ci sono un capitale buono, una legalità buona e poi i camorristi.

Credo che dobbiamo riflettere, hanno deciso che fanno l'unica cosa che sanno fare,  magari stanno già pensando che questo è il nostro canto del cigno e loro dicono   mo venimmo e vi facciamo vedere, andiamo a stuprare la popolazione di Pianura…

Io ho un sogno e adesso lo dico, questi sperano di presentarsi come gli illuminati, come le lumière napoletane del 1799 e presentare noi come i sanfedisti, il popolaccio, la vandea, avete capito, Bassolino ha parlato Luigia Sanfelice, ha parlato Eleonora Pimentel Fonseca…loro sperano che vada così…

Io non è che conto, sono un compagno che però ha fiducia, non nascondo le mie affinità, ha fiducia nei compagni dell'Area Antagonista Campana,  ha fiducia nella Rete campana salute-ambiente, ha fiducia nella gente che si muove e  sogno che si dica, come nella canzone di Brecht, decretiamo: punto primo chi deve decidere, la gente deve decidere perché la gente, nella sua vitalità disperata, ha una potenza di vita e questa va trasformata in capacità di governare il proprio destino, di decidere.

Non è vero che siamo quelli delle superstizioni impaurite che dicono no a tutto, noi dobbiamo creare una rete di comitati, e poi una tavola a cui chiamiamo delle intelligenze anche tecniche, troviamo delle cartografie, indichiamo delle soluzioni d'urgenza e provvisorie, troviamo dei siti, invece di subire quelli che sembra che li scelgano a posta per dire noi facciamo come cazzo ci pare e se vi vogliamo violentare mo venimmo…Se lo fanno hanno la forza, ma non la ragione.

Noi dobbiamo dire e lo diciamo prima e, mi permetto di dire, questo  lasciatemelo dire anche a nome vostro, non è vero che c'è alternativa: o la dura necessità, il meno peggio del loro progetto o il caos. No, noi diciamo: a voi non vi trattiamo più, voi siete come morti, noi diciamo adesso noi decidiamo, è un insurrezione senza armi.

Potremmo dirvi: adesso posate e sord, prendete 1000 persone, pavat a fatica e facciamo la differenziata , ma noi diciamo che non vi chiediamo niente, noi non vi trattiamo, per noi siete come morti, perché portate morte.

Noi siamo in grado di esprimere una volontà, di scegliere con intelligenza, di presentare un piano, ve lo abbiamo detto, ve lo stiamo dicendo, se venite è perché siete ormai una deriva delle peggiori, di un assurdo che pretende di governare il mondo, criminale e criminogeno, e poi solo punitivo, siete dei tossicomani della morte e noi siamo una potenza di vita.

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Published by Oreste Scalzone
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KletaGR 18/01/2008 23:34

 Naples, le 09 Janvier 2008, Place Plébiscito… Le texte qui suit est la transcription li-tté-ra-le de l’intervention faite par Oreste Scalzone sur la Place Plébiscito à la fin de la manifestation* du 09 Janvier organisée par « Réseau Tocsin Santé-Environnement », dont l’âme et l’épine dorsale sont les camarades de l’Espace Antagoniste, Ska et Officina 99.

sergio falcone 16/01/2008 21:27

Camillo Berneri, Le prolétariat ne se nourrit pas de curés Ce texte a été publié en italien sous le titre Anarchismo e socialismo le 18 janvier 1936 et en français dans les Œuvres choisies de Camillo Berneri, parues aux Editions du Monde libertaire en 1988. Nous en publions des extraits. Les coupures sont indiquées par (...). Et le texte est suivi d’un commentaire : "Devons-nous baisser la garde ?" (Ni patrie ni frontières).Camillo Berneri : Le prolétariat ne se nourrit pas de curés« (...) Eh bien, je déclare, bien que je ne pratique aucun culte et ne professe aucune religion, que je n’en serais pas moins, dans le cours de la révolution italienne, à côté des catholiques, des protestants, des juifs, des Grecs orthodoxes, chaque fois que ceux-ci revendiqueront la liberté religieuses pour tous les cultes. Considérant que j’ai eu l’occasion de constater que mon attitude et mes propos ne recueillent pas l’assentiment général de mes camarades de foi et de lutte, je crois utile d’expliquer mon opinion sur la question, et je le crois utile d’autant plus qu’au-delà de la valeur du principe, j’aperçois des erreurs révolutionnaires porteuses à mon avis de dommages et de dangers très graves.Chaque intellectuel devrait (...) prendre comme devise les mots de Voltaire « Monsieur l’Abbé, je suis convaincu que votre livre est plein de bêtises, mais je donnerai la dernière goutte de mon sang pour vous assurer le droit de publier vos bêtises. » Aucun anarchiste, dis-je, ne peut repousser ce principe sans cesser d’être anarchiste. Quand, au cours du dernier congrès mondial de l’AIT, je disais aux délégués espagnols qu’il fallait considérer l’anticléricalisme défendu par la CNT et par beaucoup d’éléments de la FAI comme non anarchiste, borné et fou, et que l’un des facteurs de succès des courants fascistes espagnols était cet anticléricalisme, j’avais sous les yeux un texte de délibération rédigé par les anarchistes espagnols où l’on préconisait l’interdiction des pratiques cultuelles tout en tolérant les sentiments intérieurs (comme si ces sentiments n’étaient pas totalement libres sous le talon de Mussolini, comme celui de Hitler et de Staline). L’anticléricalisme prend souvent le caractère de l’Inquisition... rationaliste. Un anticléricalisme non libéral, quelle que soit sa coloration d’avant-garde est fasciste. Non seulement fasciste, mais pas très intelligent. Malatesta a toujours réprouvé les fanatiques... de la Libre Pensée. En rapportant cette nouvelle parue dans un journal anarchiste (« A Barcelone, une bombe a éclaté dans une procession religieuse, faisant quarante morts et on ne sait combien de blessés. La police a arrêté plus de 90 anarchistes avec l’espoir de mettre la main sur l’héroïque auteur de l’attentat »), Malatesta commentait ainsi, dans le numéro unique de L’Anarchia (août 1896) : « Aucune raison que la lutte pourrait justifier, aucune excuse, rien ; est-il héroïque d’avoir tué femmes, enfants, hommes sans défense parce qu’ils étaient catholiques ? Cela est déjà pire que la vengeance : c’est la fureur morbide de mystiques sanguinaires, c’est l’holocauste sanguinaire sur l’autel de Dieu ou d’une idée, ce qui revient au même ; ô Torquemada ! ô Robespierre ! » Leandro Arpinati (1), à l’époque où il se disait anarchiste, était spécialisé dans la dispersion des processions rouges à Bologna et ailleurs. Mussolini, de bouffe-curés qu’il était est devenu « l’homme de la Providence ». Podrecca (2), directeur d’âneries du journal L’Asino (« l’âne »), est devenu fasciste et grenouille de bénitier.L’anticléricalisme grossier en vogue en Italie jusqu’en 1914 a exécuté les volte-faces les plus spectaculaires. Il ne pouvait en être autrement puisqu’à la virulence sectaire s’ajoutaient la superficialité intellectuelle et le marchandage de la culture. L’anticléricalisme en Italie était fasciste quand il interdisait les sonneries de cloches, quand il envahissait les églises, quand il bousculait les prêtres dans les rues, quand il falsifiait l’histoire, quand il s’appuyait sur les faux témoignages d’enfants mythomanes ou de parents cupides pour démasquer un prêtre « cochon » de plus, quand il niait la liberté d’enseignement, quand il rêvait d’interdire aux croyants toute liberté de rite et de culte.Les résultats ont été ceux que l’on connaît. Les communistes, qui aujourd’hui flirtent avec les chrétiens révolutionnaires de France et avec les chrétiens communistes de Yougoslavie, et qui utilisent Miglioli (3) comme miroir aux alouettes démocrates-chrétiennes de chaque pays, contribuèrent en 1919 et en 1920 avec les socialistes extrémistes, à pousser le Partito popolare (catholique) vers l’alliance avec le fascisme. Les républicains, oubliant Mazzini là où ils étaient majoritaires, tombèrent eux aussi dans l’anticléricalisme grossier et accablant. La subversion et le rationalisme démocrate maçonnique furent en Italie cléricalement anticléricaux. Urbain Gohier écrivait dans l’un de ses perspicaces articles (Leur République, Paris 1906) : « Le cléricalisme n’est pas l’attachement fanatique à un dogme donné ou à certaines pratiques, c’est une forme particulière de la pensée, qui s’exprime surtout par l’intolérance. La plus grande partie des soi-disant anticléricaux d’aujourd’hui sont des cléricaux protestants ou des cléricaux juifs, qui combattent la religion catholique au profit de la leur ; ou bien des sectaires maçonniques encombrés de vains préjugés, de vaines cérémonies et de bibelots encore plus ridicules que ceux du clergé. Leurs principaux meneurs sont des ex-prêtres ou des ex-moines qui ne peuvent pas se débarrasser de leurs habitudes mentales acquises précédemment et qui rétablissent dans la Libre Pensée des Noëls païens, des Pâques socialistes, des baptêmes civils, des communions et surtout des excommunications, et remplacent les jeûnes, les évangiles, les credos, les catéchismes et les billets de confession par des banquets. » Cette catégorie de prêtres de la Libre Pensée a prévalu en Italie comme en France et en Espagne. En Italie, aucune revue « rationaliste » n’a eu l’importance culturelle de la Civilta cattolica des jésuites, de la Rivista neotomistica des catholiques, du Bylichnis des protestants, du Coenobium spiritualiste.Les plus sérieux des historiens des religions en Italie ont été prêtres catholiques ou protestants, et il n’y a pas eu un seul « rationaliste » qui ait la préparation culturelle, en matière religieuse, d’un Turchi, d’un Fracassini, d’un Bonaiuti, etc. En Italie, il y avait encore en 1919 et en 1920, le scandale des revues comme Satana de Rome, dirigée par des ânes présomptueux qui critiquaient la religion avec des arguments ridicules et qui publiaient des articles d’une pauvreté d’idées et de documentation qui faisait pitié. A l’ignorance et la stupidité de cet anticléricalisme faisait pendant l’intolérance qui, en France, sous l’hégémonie franc-maçonnique, conduisait à exclure des universités des prêtres de grande valeur uniquement parce qu’ils étaient prêtres. Ainsi, une chaire fut refusée au père Scheil, une des plus grandes autorités en matières d’assyriologie. De lui, Morgan dit dans son traité Les premières civilisations : « Aujourd’hui en Europe, on peut à peine compter quatre ou cinq savants de ce type dont l’opinion fait autorité, et parmi eux, il y a V. Scheil que j’ai eu la chance et l’honneur d’avoir comme collaborateur pour mes travaux en Perse. Son nom restera pour toujours lié à sa magistrale traduction des lois d’Hammourabi et au décryptage des textes élamites, véritable tour de force accompli sans l’aide d’un bilingue. »Les anticléricaux ne s’émouvaient pas du tout du fait qu’à un savant de réelle valeur fût refusée la chaire d’assyriologie au Collège de France, parce qu’à leur avis, un prêtre n’aurait pas eu l’impartialité nécessaire pour traiter des matières qui ont à voir avec les études bibliques. J’ai eu comme professeur d’histoire des religions, à l’université de Florence, le professeur Fracassini, qui était prêtre, et, dans le cercle des études philosophiques de cette ville, j’ai eu l’occasion d’écouter certains conférences du professeur Bonaiuti, prêtre lui aussi. Eh bien, je n’hésite pas à déclarer que je n’ai jamais entendu traiter des questions religieuses avec moins de préjugés philosophiques, avec une plus grande rigueur scientifique, avec une plus grande netteté. Si presque tous les anticléricaux refusent de croire qu’il puisse y avoir des prêtres intelligents, cultivés et exerçant sérieusement et honnêtement leur fonction, de ministre du culte catholique, protestant ou juif, cela signifie que presque tous les anticléricaux sont, à leur façon, des cléricaux. L’anticléricalisme, déjà philosophiquement pauvre et scientifiquement tracassier et superficiel, a été en outre en Italie, et est encore en France et en Espagne, borné dans sa perception du problème social. Le « danger clérical » a été utilisé en Italie comme substitutif par la bourgeoisie libérale et par le radicalisme ; en France, depuis 1871, la lutte contre l’Eglise a permis à la bourgeoisie républicaine d’éviter les réformes sociales. En Espagne, le républicanisme à la Lerroux (4) a joué, lui aussi la carte de l’anticléricalisme, qui, mis en pratique par la gauche, a permis à la coalition catholique fasciste de se développer. Il faut en finir avec cette spéculation. Le prolétariat ne se nourrit pas de curés. Et les révolutionnaires socialistes savent que la hiérarchie et les privilèges de l’Eglise sont une chose, et que les sentiments religieux et les cultes en sont une autre. Le droit au baptême ne peut être mis sur le même plan que les garanties pontificales. Les couvents franciscains ne peuvent pas être pris pour la banque catholique. Le prélat fasciste ne peut être confondu avec le prêtre qui ne s’est jamais plié au fascisme. Les organisations syndicales catholiques se sont démontrées capables, comme en Lomellina, de grèves, de sabotages, d’occupations de terres, et dans la révolution de demain, il serait stupide de se mettre à dos, à cause d’un jacobinisme anticlérical, une grande partie du prolétariat rural en mesure d’entrer dans le jeu des forces révolutionnaires et socialistes. Les anarchistes doivent avoir foi dans la liberté. Quand l’instruction sera ouverte à tous, quand la misère du prolétariat aura disparu, quand les classes moyennes se seront modernisées, le clergé ne pourra plus, une fois perdus ses privilèges de caste, remplir entièrement ses fonctions. Déjà, dans l’après-guerre, les séminaires étaient dépeuplés et, souvent, il y avait de jeunes prêtres qui, une fois le titre professionnel obtenu, jetaient leur soutane aux orties. Quand, dans chaque village, les cercles culturels, les cercles récréatifs, les associations sportives et de théâtre amateur, le cinéma, la radio, etc., éloigneront la jeunesse de l’Eglise et des cercles récréatifs catholiques ; quand une vie de couple plus harmonieuse permettra à la femme d’échapper aux charmes de la confession et au besoin de réconfort religieux ; quand face au dogme il y aura la chaire du maître et que le prêtre ne sera plus appelé à pontifier mais à un débat public et ouvert ; quand, enfin, le grand souffle de la révolution aura balayé presque tous les éléments qui renforcent et corrompent le clergé et qui se soumettent à son pouvoir : l’ignorance de l’enfance, la jeunesse sans horizons, la féminité frustrée et avide de soutien moral, alors qu’en sera-t-il du « danger clérical » ?Quand la révolution aura gagné les esprits, les églises ne seront plus que les monuments d’une puissance abattue, comme l’arc impérial et les châteaux féodaux ; leurs cloches seront silencieuses, leurs nefs vides de chants liturgiques, leurs autels dépouillés d’or et de cierges. Mais tant qu’elle sera victorieuse sur les choses, muette et travestie sous le regard inquisiteur des Jacobins, vaincue et dispersée en apparence, mais sous les cendres plus que jamais vivante, l’Eglise ressuscitera tôt ou tard, peut-être renforcée. L’anticléricalisme anarchiste ne peut être ni antilibéral ni simpliste.Camillo Berneri(1936)Notes 1. Leandro Arpinati (1892-1945). Socialiste, puis anarchiste, il adhère à l’Union sacrée en 1913 puis se rapproche de Mussolini à la fin de la guerre. Se rend tristement célèbre par ses expéditions punitives contre les ouvriers de la région de Bologne. Tué à la libération par les partisans communistes.2. Guido Podrecca (1864-1923). Journaliste socialisant, il fonde en 1893 l’hebdomadaire L’Asino spécialisé dans la propagande anticléricale superficielle et vulgaire. Partisan de la guerre contre l’Autriche, il devient l’un des plus proches collaborateurs de Mussolini.3. Guido Miglioli (1879-1954). Syndicaliste catholique proche du Parti communiste, il travailla étroitement avec ce parti dans son exil en France.4. Garcia Lerroux (1864-1949). Homme politique espagnol de tendance radicale, il assuma à plusieurs reprises des responsabilités dans le gouvernement de la république espagnole.*****************Commentaire de "Ni patrie ni frontières"Devons-nous baisser la garde ?Dans une « Note inédite sur l’agnosticisme » que l’on trouve sur le site italien http://www.socialismolibertario.it Camillo Berneri écrit : « Un athée n’est pas obligatoirement un fanatique, mais il le devient chaque fois qu’il veut démontrer, avec de prétendues preuves, l’inexistence d’une entité dont l’existence ou la non-existence n’est soutenable que dans le domaine de la pure métaphysique ».Cette citation éclaire sans doute un peu plus la position défendue par Berneri dans le texte reproduit ci-dessus, du moins sur le plan philosophique. L’auteur défend quatre principes importants selon lui :1) il est préférable de bien connaître la religion avant de la dénoncer (nous ajouterions : aujourd’hui, il est préférable de bien connaître la religion - catholique ou musulmane - avant de vanter les vertus d’une « théologie de la libération » ou un « féminisme islamique » imaginaires...) ;2) il faut critiquer la religion en respectant les individus qui croient en Dieu ;3) on doit établir une différence entre les institutions religieuses réactionnaires qui exercent un pouvoir politique ou financier et les croyants voire les prêtres qui s’engagent dans les luttes sociales du côté des travailleurs ;4) il faut respecter la liberté des cultes et la liberté d’expression des croyants. Et pour illustrer sa position il cite un certain nombre d’actes criminels ou de propos imbéciles de certains anticléricaux - anarchistes, ou pas. Dans l’ensemble, on ne peut qu’être d’accord avec la prudence que prône Camillo Berneri en matière de critique antireligieuse et d’anticléricalisme.Mais si l’on prend quelques exemples actuels, on voit que la question est plus complexe. Il est évident, et on peut le constater tous les jours en France depuis qu’ont commencé les débats sur le port du hijab, qu’être partisan de la laïcité, ou être anticlérical n’a pas grande signification en soi. Un certain nombre de gens très virulents contre le port du « voile islamique » à l’Ecole sont en fait des individus d’extrême droite, des racistes qui s’ignorent, ou simplement des individus intolérants - ce que Berneri appelle des « non libéraux » ou des « antilibéraux », ce qui signifie pour lui des adversaires de la liberté - et non des adversaires du libéralisme économique ! De même, parmi les partisans de la laïcité en France, on sait qu’il existe des alliances douteuses entre des anarchistes, des trotskystes et des francs-maçons au sein d’associations qui prétendent défendre la « Libre Pensée » - tout comme en Italie au début du XXe siècle. Mais toutes ces mauvaises raisons d’être antireligieux ou anticlérical annulent-elles les excellentes raisons de défendre une philosophie matérialiste athée ? Certes l’anticléricalisme peut être une arme de la bourgeoisie pour faire diversion par rapport aux questions sociales. Mais le cléricalisme et l’obscurantisme religieux aussi. Certes il existe des croyants, voire des prêtres qui prennent des positions politiques justes, voire participent à la lutte de classe du bon côté, mais ce n’est jamais le cas des autorités religieuses qui font toujours corps avec l’ordre établi. Berneri écrit qu’il faut « avoir foi dans la liberté ». Il a raison. C’est pourquoi les révolutionnaires doivent défendre la liberté d’expression et la liberté de culte même de ceux qui considèrent que les athées pourriront tous en Enfer et qui ne défendent jamais les révolutionnaires quand ces derniers sont victimes de la répression étatique. Mais on pourrait lui rétorquer que défendre la « liberté » dans l’absolu, pour ne pas faire le jeu du fascisme (décidément l’argument aura une belle postérité !) ou, plus simplement, pour ne pas avoir un comportement intolérant qui renforcera l’obscurantisme religieux, une telle attitude peut aussi amener un « libertaire » à se trouver en très mauvaise compagnie. Et c’est malheureusement inévitable. On a pu voir, lors du procès de l’UOIF et de la Mosquée de Paris contre Charlie Hebdo, que les défenseurs de la liberté d’expression ont reçu en dernière minute des soutiens fort encombrants. Auraient-ils dû se laisser museler ou changer de position parce que Sarkozy ou Bayrou manifestaient leur soutien ? Besancenot aurait-il dû renoncer à se présenter aux élections présidentielles de 2007 parce que le président de l’UMP a démagogiquement fait savoir qu’il était prêt à l’aider à obtenir ses 500 signatures ? Ou, situation plus complexe et délicate encore, devons-nous éviter toute critique des implications politiques et sociales réactionnaires de la religion musulmane, sous prétexte que Le Pen et de Villiers, ou les grands médias, font de la « critique » de l’islam un fonds de commerce juteux ? Dernier point contestable dans l’argumentation de Berneri, et que l’on retrouve chez toutes sortes de courants radicaux. Les discours mous ou « agnostiques » des révolutionnaires, anarchistes ou trotskystes, vis-à-vis de la religion, reposent toujours sur l’illusion que l’éducation (publique et militante), d’abord la révolution ensuite, rendront les Eglises et les croyances religieuses magiquement obsolètes, comme en témoignent les dernières lignes lyriques de l’article reproduit ci-dessus. Malheureusement, la révolution mondiale n’a pas encore eu lieu. Donc il nous est difficile de savoir ce qui se produira après. Quant au pouvoir miraculeux de l’instruction publique et de l’activité culturelle et politique du mouvement ouvrier sur la conscience des masses, on n’a malheureusement pas constaté, du moins dans les zones les plus développées et riches de l’humanité où une fraction non négligeable de la population bénéficie de la possibilité d’étudier jusqu’à au moins 18 ans, un rapport de cause à effet entre hausse du niveau de l’instruction, baisse radicale du niveau de fréquentation des Eglises et surtout baisse des pratiques superstitieuses de tous ordres. Si la France est le pays d’Europe (et même du monde industriel développé) qui compte le plus d’athées au kilomètre carré, le moins qu’on puisse dire est que l’influence sociale, politique et intellectuelle des Eglises et des sectes continue à y prospérer. Une raison de plus pour que les athées matérialistes ne baissent pas la garde...Y.C.

sergio falcone 16/01/2008 21:02

Le joli mois de mai À bas la charogne stalinienneÀ bas les groupuscules récupérateurs Rue d'Ulm À bas la société de consommation.À bas la société spectaculaire-marchande.À bas le crapaud de Nazareth Sorbonne À bas le réalisme socialiste. Vive lesurréalisme. Condorcet À bas les journalistes et ceux qui veulent lesménager Sorbonne, hall grand amphi. À bas l'État.À bas le sommaireVive l'éphémèreJeunesse Marxiste PessimisteVive l'Association Internationale des Travailleurs Sorbonne À bas l'objectivité parlementaire des groupuscules.L'intelligence est du côté de la bourgeoisie. Lacréativité est du côté des masses. Ne votezplus. Sorbonne Abolition de l'aliénation.Abolition de la société des classes.L'aboutissement de toute pensée, c'est le pavé dans tagueule, C.R.S. Rue de Rennes L'action ne doit pas être une réaction mais unecréation Censier L'action permet de surmonter les divisions et de trouver dessolutions.L'âge d'or était l'âge où l'or nerégnait pas. Le veau d'or est toujours de boue. Odéon, foyer L'agresseur n'est pas celui qui se révolte mais celui quiaffirme Nanterre L'agresseur n'est pas celui qui se révolte mais celui quiréprime Rue Saint-Jacques Aimez-vous les uns sur les autres Censier L'alcool tue. Prenez du L.S.D."Amnistie : acte par lequel les souverains pardonnent le plussouvent les injustices qu'ils ont commises." (Ambrose Bierce) [La définition dans le Devil's Dictionaryde Bierce est plus précisément : "magnanimité de l'État envers lescontrevenants qu'il serait trop coûteux de punir".]L'anarchie c'est Je Nanterre, entrée côtéA1 L'aptitude de l'étudiant à faire un militant de toutacabit en dit long sur son impuissance. -Les fillesenragées.Les armes de la critique passent par la critique des armes Odéon, rue Rotrou L'art est mort. Godard n'y pourra rien. Sorbonne L'art est mort, libérons notre vie quotidienne.L'art est mort, ne consommez pas son cadavre.Attention : les arrivistes et les ambitieux peuvent se travestiren "socialards".Attention les cons nous cernent. Ne nous attardons pas au spectaclede la contestation, mais passons à la contestation duspectacle. Odéon "Au grand scandale des uns, sous l'oeil à peine moinssévère des autres, soulevant son poids d'ailes, taliberté." André Breton, "Ode à Charles Fourier",Salle C20, Nanterre Autogestion de la vie quotidienne Place du Panthéon Autrefois, nous n'avions que le pavot. Aujourd'hui, lepavé. Nanterre Avant donc que d'écrire, apprenez à penser.À vendre, veste en cuir spéciale manifestation,garantie anti-CRS, grande taille, prix 100 F Nanterre Ayez des idées Faculté de droit duPanthéon Baisez-vous les uns les autres sinon ils vous baiseront Sorbonne, hall Richelieu Bannissons les applaudissements, le spectacle est partout.La barricade ferme la rue mais ouvre la voie Place Saint-Michel et/ou Nanterre, amphimusique Le bâton éduque l'indifférence Sorbonne Belle, peut-être pas, mais ô combien charmant. Lavie contre la survie.Bien creusé vieille taupe Rue de laMontagne-Sainte-Geneviève Le bleu restera gris tant qu'il n'aura pas étéréinventé Nanterre Le bonheur est une idée neuve.Un bon maître nous en aurons dès que chacun sera lesien Hall Sc. Po. La bourgeoisie n'a pas d'autre plaisir que de les dégradertous Assas Cache-toi, objet Sorbonne, hall Richelieu Camarades, 5 heures de sommeil sur 24 sont indispensables :nous comptons sur vous pour la révolution.Camarades, l'amour se fait aussi à Sc. Po., pas seulement auxchamps Sciences Po Camarades, lynchons Séguy !Camarades, si tout le peuple faisait comme nous...Camarades, vous enculez les mouches Nanterre, amphi. musique Céder un peu c'est capituler beaucoup Beaux-Arts Celui qui peut attribuer un chiffre à une (é)motion estun con Sorbonne Ce n'est pas seulement la raison des millénaires quiéclate en nous, mais leur folie, il est dangereux d'êtrehéritier Nanterre C'est en arrêtant nos machines dans l'unité que nousdémontrons leur faiblesse."C'est parce que la propriété existe qu'il y a desguerres, des émeutes et des injustices." (Saint Augustin)C'est pas fini ! Boulevard Saint-Michel Ceux qui ferment les portes à clé sont des froussardsdonc des ennemis Censier Ceux qui font les révolutions à moitié ne fontque se creuser un tombeau.Ceux qui parlent de révolution et de lutte des classes sans seréférer à la réalité quotidienneparlent avec un cadavre dans la boucheLycée Henri IVChangez la vie, donc transformez son mode d'emploi Odéon, rue Rotrou Chassez le flic de votre tête.Colle-toi contre la vitre. Croupis parmi les insectes Nanterre "Le combat est père de toute chose." (Héraclite)Comment penser librement à l'ombre d'une chapelle ? Sorbonne Concours du prof le plus bête. Osez donc signer les sujetsd'examen. Sorbonne Le conservatisme est synonyme de pourriture et de laideur Nouvelle faculté de médecine, GrandHallConsommez plus, vous vivrez moins Rue de Rennes et/ou Sorbonne, hallRichelieu Construire une révolution, c'est aussi briser toutes leschaînes intérieures Médecine Contestation. Mais con d'abord Nanterre, escalier C Cours camarade, le vieux monde est derrière toi Sorbonne et/ou Odéon, rue Rotrou et/ouSorbonne, hall grand amphi. Créez.Crier la mort c'est crier la vie Nanterre, salle C20 C.R.S. qui visitez en civil, faites très attention à lamarche en sortant Odéon La culture c'est l'inversion de la vie Rue de Vaugirard "Dans la révolution, il y a deux sortes de gens : ceuxqui la font et ceux qui en profitent." (Napoléon)Dans le décor spectaculaire, le regard ne rencontre que leschoses et leur prix.Dans les chemins que nul n'avait foulés, risque tes pas! Dans les pensées que nul n'avait pensées, risque tatête ! Odéon, escalier hall Debout les damnés de l'Université.Déboutonnez votre cerveau aussi souvent que votrebraguette Odéon Déchristianisons immédiatement la Sorbonne Sorbonne Déculottez vos phrases pour être à la hauteur desSans-culottes Rue d'Ulm et/ou Cour Sorbonne Déjà 10 jours de bonheur La Mutualité et/ou Censier Défense de ne pas afficher Sc. Po Désirer la réalité, c'est bien ! Réaliserses désirs, c'est mieux Sorbonne, Hall Grand amphi. Dessous les pavés c'est la plage... Sorbonne Dieu, je vous soupçonne d'être un intellectuel degauche Condorcet Le discours est contre-révolutionnaire.Le droit de vivre ne se mendie pas, il se prend Nanterre L'économie est blessée, qu'elle crève ! Rue Linné Écrivez partout !L'éducateur doit être lui-mêmeéduqué Sorbonne Élections pièges à cons Place Saint-Michel L'émancipation de l'homme sera totale ou ne sera pas Censier Embrasse ton amour sans lâcher ton fusil Odéon L'ennemi du mouvement, c'est le scepticisme. Tout ce qui aété réalisé vient du dynamisme quidécoule de la spontanéité.L'ennui est contre-révolutionnaire.Enragez-vous Nanterre, amphi. Musique et/ou Censier, lesC.A. En tout cas pas de remords !Espérance : ne désespérez pas, faites infuserdavantage. Sorbonne, Cour Est prolétaire celui qui n'a aucun pouvoir sur l'emploi de savie quotidienne et qui le sait Nanterre et/ou Odéon Et cependant, tout le monde veut respirer et personne ne peutrespirer et beaucoup disent "nous respirerons plus tard". Et laplupart ne meurent pas car ils sont déjà morts.Êtes-vous des consommateurs ou bien desparticipants ?Être libre en 1968, c'est participer.Être réactionnaire c'est justifier et accepter laréforme sans y faire fleurir la subversion E.S. Saint-Louis Être riche c'est se contenter de sa pauvreté ? Censier Et si on brûlait la Sorbonne ? Sorbonne L'état c'est chacun de nous Quai Malaquais Les étudiants sont cons.Exagérer c'est commencer d'inventer Censier Exagérer, voilà l'arme Censier Examens = servilité, promotion sociale,société hiérarchisée.Explorons le hasard Boulevard Saint-Germain Fais attention à tes oreilles, elles ont des murs Censier Faites l'amour et recommencez Rue Jacob et/ou Odéon Faites la somme de vos rancoeurs et ayez honte Censier Le feu réalise ! Nanterre Fin de l'Université.Un flic dort en chacun de nous, il faut le tuer Censier La forêt précède l'homme, le désert lesuit. Sorbonne, hall grand amphi. Les frontières on s'en fout.Les gens qui travaillent s'ennuient quand ils ne travaillentpas. Les gens qui ne travaillent pas ne s'ennuient jamais Sorbonne Godard : le plus con des Suisses pro-chinois !L'homme n'est ni le bon sauvage de Rousseau, ni le pervers del'église et de La Rochefoucauld. Il est violent quand onl'opprime, il est doux quand il est libre.Un homme n'est pas stupide ou intelligent : il est libre ou il n'estpas Médecine D'un homme, on peut faire un flic, une brique, un para, et l'on nepourrait en faire un homme ? Nanterre, amphi. musique L'humanité ne sera heureuse que quand le dernier capitalistesera pendu avec les tripes du dernier gauchiste Condorcet L'humanité ne sera vraiment heureuse que lorsque le dernierdes capitalistes aura été pendu avec les tripes du dernierdes bureaucrates Rue Lhommond Hurle.Ici, bientôt, de charmantes ruines.Ici, on spontane Censier Il est douloureux de subir les chefs, il est encore plus bêtede les choisir.Il est interdit d'interdire Rue Saint-Jacques et/ou Nanterre, amphimusique Je lis surWikipediaque cette phrase aurait été prononcée pardérision par Jean Yanne dans une de ses émissionsradiophoniques du dimanche au printemps 1968; il aurait étésurpris de l'avoir entendue reprise au premier degré.Il est interdit d'interrompre Hall, Sciences Po. "Il faut porter en soi un chaos pour mettre au monde uneétoile dansante." (Nietzsche)Il faut systématiquement explorer le hasard Censier Il n'est pas de pensées révolutionnaires. Il n'est quedes actes révolutionnaires Rue Gay-Lussac Il n'y a de mortel, de temporel, de limitée et d'exclusif quedans l'organisation et dans les structures Nanterre, hall A1 Il n'y aura plus désormais que deux catégories d'hommes: les veaux et les révolutionnaires. En cas de mariage,ça fera des réveaulutionnaires. Educat. surveillée Ils pourront couper toutes les fleurs, ils n'empêcheront pas lavenue du printemps ? Il y a, en France, 38 000 communes... nous en sommes à laseconde Sciences-Po "Imagination n'est pas don mais par excellence objet deconquête." (Breton)L'imagination prend le maquis Sorbonne L'imagination prend le pouvoir Rue de Seine et/ou Science Po.,escalier L'insolence est la nouvelle arme révolutionnaire Médecine Interdit d'interdire. La liberté commence par uneinterdiction : celle de nuire à la liberté d'autrui. Sorbonne Inventez de nouvelles perversions sexuelles (je peux pus !) Nanterre, devant cafetaria hall C J'aime pas écrire sur les murs.J'ai quelque chose à dire mais je ne sais pas quoi Censier Je décrète l'état de bonheur permanent Sc. Po., escalier Je joue Nanterre Je jouis dans les pavés Rue Gay-Lussac "Je me propose d'agiter et d'inquiéter les gens. Je nevends pas le pain mais la levure." (Unamuno)J'emmerde la société et elle me le rend bien Condorcet Je ne sais qu'écrire mais j'aimerais en dire de belles et jene sais pas Censier Je ne suis au service de personne, le peuple se servira tout seul Sorbonne Je ne suis au service de personne (pas même du peuple et encoremoins de ses dirigeants) : le peuple se servira tout seul. Censier Je participe.Tu participes.Il participe.Nous participons.Vous participez. Ils profitent.Je plane/hashich Nanterre, ascenseur bâtiment GH Je prends mes désirs pour la réalité car jecrois en la réalité de mes désirs Sorbonne, hall Grand amphi. Je rêve d'être un imbécile heureux Nanterre, amphi. musique Je suis marxiste, tendance Groucho Nanterre, salle C20 Je suis venu, j'ai vu, j'ai cru Sorbonne Je t'aime !!! Dites-le avec des pavés Gare de Nanterre Jeunes femmes rouges toujours plus belles Faculté de médecine Les jeunes font l'amour, les vieux font des gestesobscènes.Jouissez ici et maintenant Nouvelle Faculté demédecine Jouissez sans entraves, vivez sans temps morts, baisez sanscarotte Nanterre, cité universitaire,ascenseur Laissons la peur du rouge aux bêtes à cornes... et lapeur du noir aux staliniens Rue Bonaparte et/ou Beaux-Arts Les larmes des Philistins sont le nectar des dieux Sorbonne, hall Grand amphi. La liberté, c'est la conscience de lanécessité Place de la Sorbonne La liberté, c'est le crime qui contient tous les crimes, c'estnotre arme absolue Sorbonne, hall Grand amphi. La liberté, c'est le droit au silence Censier La liberté commence par une interdiction. Celle de nuireà la liberté d'autrui Nanterre La liberté d'autrui étend la mienne àl'infini.La liberté est le crime qui contient tous les crimes.C'est notre arme absolue.La liberté n'est pas un bien que nous possédions. Elleest un bien que l'on nous a empêché d'acquérirà l'aide des lois, des règlements, despréjugés, ignorance... Nanterre Libérez nos camarades.Luttons contre la fixation affective qui paralyse nospotentialités. -Comité des femmes en voie delibération.Lynchons Séguy ! La marchandise, on labrûlera ! Institut pédagogique Le mandarin est en vous Nouvelle faculté de médecine, grandhall Mangez vos professeurs Sorbonne Manquer d'imagination, c'est ne pas imaginer le manque Nanterre, amphi. musique La marchandise, on la brûlera Sorbonne, hall Richelieu Le masochisme aujourd'hui prend la forme du réformisme Sorbonne Make love, not war.La marchandise est l'opium du peuple.Même si Dieu existait, il faudrait le supprimer.Merde au bonheur (vivez) Sorbonne Mes désirs sont la réalité Nanterre, C 24 Métro, boulot, dodo Ce slogan serait tiré d'un poème de PierreBéarn, Couleurs d'usine, paru chez Seghers en 1951: Audéboulé garçon pointe ton numéro / pourgagner ainsi le salaire / d'une morne journéeutilitaire / métro, boulot, bistro, mégots, dodo,zéro.Mettez un flic sous votre moteur Rue Daubenton et/ou Censier Millionnaires de tous les pays, unissez-vous, le vent tourne.Mort aux tièdes Censier La mort est nécessairement une contre révolution Langues orientales Les motions tuent l'émotion Censier Mutation lave plus blanc que révolution ou réformes Censier Mur baignant infiniment dans sa propre gloire Nanterre, Hall A Les murs ont des oreilles. Vos oreilles ont des murs Condorcet N'admettez plus d'être / immatriculés /fichés / opprimés /réquisitionnés / prêchés /recensés / traqués / Odéon, escalier foyer La nature n'a fait ni serviteurs ni maîtres, je ne veux donnerni recevoir de lois Hall, Sciences Po. Ne changeons pas d'employeurs, changeons l'emploi de la vie Sorbonne Ne consommons pas Marx Censier Ne dites plus : Monsieur le Professeur, dites :crève salope ! Rue Cujas Ne dites plus : urbanisme, dites : policepréventive Beaux-Arts Ne me libère pas, je m'en charge Nanterre, bâtiment GH,ascenseur Ne nous attardons pas au spectacle de la contestation, mais passonsà la contestation du spectacle.Ne nous laissons pas bouffer par les politicards et leurdémagogie boueuse. Ne comptons que surnous-mêmes. Le socialisme sans la liberté, c'est lacaserne.Ne prenez plus l'ascenseur, prenez le pouvoir 107, avenue de Choisy Ne travaillez jamais ! Nanterre et/ou Sorbonne Ne vous emmerdez pas, merdifiez Censier Ne vous emmerdez plus, emmerdez les autres Nanterre, Hall C. Rz. Le n'importe quoi érigé en système Nanterre Le nihilisme doit commencer par soi-même Censier Ni maître, ni Dieu. Dieu, c'est moi Censier Ni robot, ni esclave Censier Non à la révolution en cravate.Notre espoir ne peut venir que des sans-espoir Hall Sc. Po. Nous avons une gauche préhistorique Hall Sc. Po. Nous n'avons fait que la 1ère insurrection de notrerévolution"Or, les vraies vacances, c'était le jour où nous pouvionsregarder une parade gratuitement, où nous pouvions allumer un feugéant au milieu de la rue sans que les flics nous enempêchent." Harpo Marx (Harpo speaks) Sorbonne Nous ne voulons pas d'un monde où la certitude de ne pasmourir de faim s'échange contre le risque de mourir d'ennui. Sorbonne (une autre source mentionne "garantie"au lieu de "certitude")Nous refusons d'être H.L.M.isés, diplômés,recencés, endoctrinés, sarcellisés, sermonés,matraqués, télémanipulés, gazés,fichés.Nous sommes des rats (peut-être) et nous mordons. Lesenragés Sorbonne Nous sommes rassurés : 2 + 2 ne font plus 4 Censier Nous sommes tous des "indésirables".Nous sommes tous des juifs allemands Gare de Lyon Nous voulons : les structures au service de l'homme et non pasl'homme au service des structures. Avoir le plaisir de vivre et non plusle mal de vivre Odéon Nous voulons une musique sauvage etéphémère. Nous proposons unerégénération fondamentale : grève deconcerts, des meetings sonores : séances d'investigationcollectives, suppression du droit d'auteur, les structures sonoresappartiennent à chacun.Nous voulons vivre.La nouveauté est révolutionnaire, lavérité aussi Censier Nul n'arrive à comprendre s'il ne respecte, conservantlui-même sa propre nature, la libre nature d'autrui Censier L'obéissance commence par la conscience et la conscience parla désobéissance Censier Occupation des usines.O gentils messieurs de la politique, vous abritez derrière vosregards vitreux un monde en voie de destruction. Criez, criez, on nesaura jamais que vous avez été castrés. Sorbonne, galeries Lettres On achète ton bonheur, vole-le ! Sorbonne, hall Richelieu On n'a... pas le temps d'écrire !!!On n'efface pas la vérité (ni d'ailleurs lemensonge) Nanterre, salle C20 On ne revendique rien, on prend Faculté de médecine On ne revendiquera rien, on ne demandera rien, on prendra, onoccupera Sorbonne, hall grand amphi. L'orthografe est une mandarine Sorbonne Ôsons Nanterre "Ôsons ! Ce mot renferme toute la politique de cetteheure." (Saint-Just)Oubliez tout ce que vous avez appris. Commencez parrêver Sorbonne Ou vous vous emparez des usines, des bureaux, des banques, de tousles moyens de distribution, ou vous disparaîtrez sans laisser detraces ! La révolution a besoin d'argent et vous, aussi; lesbanques sont là pour nous en fournir ! Une organisation,oui ! Une autorité ou un parti, NON ! (Bonnot andClyde) Rue de l'Estrapade Ouvrez les fenêtres de votre coeur Censier Ouvrons les portes des asiles, des prisons et autresfacultés Nanterre, amphi. Musique La paresse est maintenant un crime, oui, mais en même temps undroit Censier Parlez à vos voisins (et à vos voisines,bordel !) Rue Racine et/ou Censier Participez au balayage. Il n'y a pas de bonnes ici Beaux-Arts Pas de liberté aux ennemis de la liberté.Pas de replâtrage, la structure est pourrie."La passion de la destruction est une joie créatrice."(Bakounine)Le patron a besoin de toi, tu n'as pas besoin de lui.Au pays de Descartes les conneries se foutent en cartes Lycée Condorcet La pègre, c'est nous Rue Moufetard Une pensée qui stagne est une pensée qui pourrit Rue des Fossés-Saint-Jacques et/ouSorbonne Penser ensemble, non. Pousser ensemble, oui Assas, faculté de droit La perspective de jouir demain ne me consolera jamais de l'ennuid'aujourd'hui Nanterre, escalier C, 1erétage Plébicite : qu'on dise oui qu'on dise non, il fait denous des cons.Pluie. Pluie et vent et carnage ne nous dispersent pas mais noussoudent (Comité d'agitation culturelle) Sorbonne La plus belle sculpture, c'est le pavé que l'on jette sur lagueule des flics.Plus jamais Claudel Nanterre, Hall E Plus je fais l'amour, plus j'ai envie de faire la révolution.Plus je fais la révolution, plus j'ai envie de faire l'amour Sorbonne La poésie est dans la rue Odéon, rue Rotrou La politique se passe dans la rue.Pour mettre en question la société où l'on"vit", il faut d'abord être capable de se mettre en questionsoi-même.Pourvu qu'ils nous laissent le temps...Le pouvoir avait les universités, les étudiants les ontprises. Le pouvoir avait les usines, les travailleurs les ontprises. Le pouvoir avait l'O.R.T.F., les journalistes lui ontpris. Le pouvoir a le pouvoir, prenez-le lui ! Sc. Po., hall d'entrée Le pouvoir est au bout du fusil (est-ce que le fusil est au bout dupouvoir ?) Nanterre, hall C Rz Le pouvoir sur ta vie tu le tiens de toi-même Rue Dauphine et/ou Odéon, rueRotrou Prenons la révolution au sérieux, mais ne nous prenonspas au sérieux Odéon Professeurs, vous êtes aussi vieux que votre culture, votremodernisme n'est que la modernisation de la police, la culture est enmiette (les enragés) Sorbonne Professeurs, vous nous faites vieillir Rue Soufflot Quand l'assemblée nationale devient un théâtrebourgeois, tous les théâtres bourgeois doivent devenir desassemblées nationales Odéon Quand le dernier des sociologues aura étéétranglé avec les tripes du dernier bureaucrate,aurons-nous encore des "problèmes" ? Sorbonne, hall GD amphi. Quand le doigt montre la lune, l'imbécile regarde le doigt(proverbe chinois) Conservatoire de musique Quand les gens s'aperçoivent qu'ils s'ennuient, ils cessent des'ennuyer.Que c'est triste d'aimer le fric.Qu'est-ce qu'un maître, un dieu ? L'un et l'autre sontune image du père et remplissent une fonction oppressive pardéfinition Médecine Qui parle de l'amour détruit l'amour.Le reflet de la vie n'est que la transparence du vécu Sorbonne, hall Grand amphi. Réforme mon cul.Regarde-toi : nous t'attendons ! Odéon Regarde ton travail, le néant et la torture y participent Sorbonne, hall grand amphi. Regardez en face !!!Les réserves imposées au plaisir excitent le plaisir devivre sans réserve.Le respect se perd, n'allez pas le rechercher Condorcet Le rêve est réalité Censier La révolution cesse dès l'instant qu'il faut sesacrifier pour elle.La révolution, c'est une INITIATIVE.La Révolution doit cesser d'être pour exister Nanterre, hall A1 La révolution doit se faire dans les hommes avant de se fairedans les choses Beaux-Arts La révolution est incroyable parce que vraie Censier Révolution, je t'aime.Un révolutionnaire est un danseur de cordes Nouvelle faculté demédecine La révolution n'est pas seulement celle des comitésmais avant tout la vôtre.Une révolution qui demande que l'on se sacrifie pour elle estune révolution à la papa Médecine Un rien peut être un tout, il faut savoir le voir et parfoiss'en contenter Nanterre, amphi. musique Le rouge pour naître à Barcelone, le noir pour mourir (non, Ducon, pour vivre à Paris) Boulevard Saint-Michel Le sacré, voilà l'ennemi Nanterre, hall B Savez-vous qu'il existait encore des chrétiens ? Sorbonne Scrutin putain Censier Seule la vérité est révolutionnaire.Un seul week-end non révolutionnaire est infiniment plussanglant qu'un mois de révolution permanente Institut des langues orientales SEXE : c'est bien, a dit Mao, mais pas trop souvent.Si besoin était de recourir à la force, ne restez pasau milieu Rue Champolion Si tu rencontres un flic, casse-lui la gueule Gare Saint-Lazare Si tu veux être heureux, pends ton propriétaire.Si vous continuez à faire chier le monde, le monde varépliquer énergiquement Nanterre, salle des prof. RC Si vous pensez pour les autres, les autres penseront pour vous Nanterre, salle C24 La société est une fleur carnivore ? La société nouvelle doit être fondée surl'absence de tout égoïsme, de tout égolatrie.Notre chemin deviendra une longue marche de la fraternité. Sorbonne, hall bibliothèque Sous les pavés la plage Rue Sommerard Soyez réalistes, demandez l'impossible Censier Soyez salés, pas sucrés ! Lycée Louis-le-Grand et/ouOdéon Soyons cruels Rue des Écoles Staliniens vos fils sont avec nous Place Denfert-Rochereau Les syndicats sont des bordels Rue Lafayette Toi, mon camarade, toi que j'ignorais derrière lesturbulences, toi jugulé, apeuré, asphyxié, viens,parle à nous.Tout acte de soumission à la force qui m'est extérieureme pourrit tout debout, mort avant que d'être enterré parles légitimes fossoyeurs de l'ordre. Hall Nouvelle fac. médecine Tout ce qui est discutable est à discuter Nanterre Tout enseignant est enseigné. Tout enseigné estenseignant. Sc. Po., hall bibliothèque Tout est Dada Odéon, foyer "Toute vue des choses qui n'est pas étrange est fausse."(Valéry)Tout le pouvoir aux conseils ouvriers (un enragé).Tout le pouvoir aux conseils enragés (un ouvrier).Tout pouvoir abuse. Le pouvoir absolu abuse absolument. Nanterre, escalier C, 2èétage Tout réformisme se caractérise par l'utopiste de sastratégie et l'opportunisme de sa tactique Sorbonne, Grand Hall Travailleur : tu as 25 ans mais ton syndicat est de l'autresiècle.Le vent se lève. Il faut tenter de vivre Nanterre, salle C20 Vibration permanente et culturelle.La vie est ailleurs Sorbonne La vieille taupe de l'histoire semble bel et bien ronger laSorbonne. Télégramme de Marx, 13 mai 1968.Vigilance ! Les récupérateurs sont parminous ! "Anéantissez donc à jamais tout ce qui peutdétruire un jour votre ouvrage." (Sade) Sorbonne Violez votre Alma Mater.Vite ! Collège de France Vive le pouvoir des conseils ouvriers étendu à tous lesaspects de la vie Nanterre Vive les enragés qui bâtissent des aventures. Sorbonne, hall Grand Amphi. Vive les mômes et les voyous Nanterre, hall C. Rz. Vivre au présent.Voir Nanterre et vivre. Allez mourir à Naples avec leClub Méditerranée.Vous aussi, vous pouvez voler Sorbonne Vous êtes creux.Vous êtes en face d'une force. Prenez garde dedéclencher la guerre civile par votre résistance. Nanterre Vous finirez tous par crever du confort Nanterre, hall grand amphi. Zelda, je t'aime ! À bas le travail !

sergio falcone 16/01/2008 20:52

Ponte della Ghisolfa. Marker, Godard, Resnais ed altri, Le Joli mois de mai 1968 immagini visioni documenti di un desiderio di rivoluzione e di eguaglianza proiezione di LE JOLI MOIS DE MAIun film di Criss Marker, Alain Resnais, Jean Luc Godard.Copia unica in pellicola del Maggio Francese. Introduce Enrico Livraghi della Cineteca Obraz. MERCOLEDI' 16 GENNAIO ORE 21AL CIRCOLO ANARCHICO PONTE DELLA GHISOLFAVIALE MONZA, 255 MILANO.Le jolie mois de mai (t.l. Il dolce mese di maggio)di Chris Marker, Jean-Luc Godard, Alain Resnais e altri. (Francia 1968, 25 minuti, 16 mm, b/n)Immagini in presa diretta del maggio 1968 a Parigi, nelle strade del quartiere Latino e nelle assemblee di massa (alla Sorbona). Alla macchina da presa soprattutto il grande film-maker Chris Marker, ma anche Jean Luc Godard, Alain Resnais e altri operatori non identificati. Qualche camera in 16 mm di vecchia fattura, ma soprattutto le pesanti 35 mm, portate a spalla, danno l'idea del coraggio e della determinazione di questi cineasti esposti al rischi degli scontri, tra lacrimogeni, molotov, sanpietrini e cariche dei CRS (i celerini francesi).Si tratta di un materiale unico, almeno in Italia, che documenta la rivolta forse più esplosiva (e certamente la più celebre) di quell'anno cruciale in cui tutto è cambiato nel profondo del tessuto sociale. Un'esperienza di antagonismo così intensa da non poter essere duratura (e infatti, al contrario che in Italia, il conflitto sociale nella Francia degli anni Settanta si è ben presto spento).Chris Marker, semi-sconosciuto in Italia se non tra gli addetti ai lavori, è uno dei massimi esponenti del cosiddetto "cinema-verità". Jean Luc Godard, oggi ultrasettantenne, è il regista che più ha contribuito a rendere famosa la Nouvelle Vague francese degli anni Sessanta-Settanta, e soprattutto è colui che ha rivoluzionato il cinema moderno. Alain Resnais è oggi un classico della Settima Arte, ma lo era già allora, avendo creato film come Hiroschima mon amour e L'anno scorso a Manrienbad.Mercoledì alle 21 al Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa Il '68 francese raccontato da Jean-Luc Godard Si guarda «Le jolie mois de mai», girato in presa diretta dal regista oggi ultrasettantenne insieme ad Alain Resnais e Chris Marker «Sul quarantennale del '68 è gia cominciato un chiacchiericcio reducistico da un lato e dall'altro un revisionismo che tende a cancellare i veri valori di quegli anni, così abbiamo deciso di partire dal film di Jean-Luc Godard, Alain Resnais e Chris Marker che è una pietra miliare nella discussione». Così Mauro Decortes, portavoce dello storico Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa, presenta una vera e propria chicca per storici e cinefili, «Le jolie mois de mai», girato in presa diretta nel maggio del '68 a Parigi. Il film, copia unica in pellicola, verrà proiettato mercoledì 16 alle 21 nella sede del circolo, in viale Monza 255. Alla macchina da presa, una 35 millimetri portata a spalla nelle strade del quartiere Latino e nella assemblee della Sorbona, in quel maggio '68 si alternarono Godard, oggi ultrasettantenne regista della Nouvelle Vague, Resnais, celebre per film come «L'anno scorso a Marienbad» e Marker, uno dei massimi esponenti del cinema-verité. VALORI - «Partiamo da questo film, intitolato in italiano "Il dolce mese di maggio" - spiega Decortes - per introdurre nel dibattito sul '68 un documento storico di riflessione su quell'anno cruciale in cui tutto cambiò nel tessuto sociale. Perché ci interessa sottolineare come valori quali la solidarietà e l'eguaglianza, che oggi qualcuno vorrebbe cancellare, furono le vere molle di quella rivoluzione che coinvolse milioni di giovani». La serata è introdotta da Enrico Livraghi della Cineteca Obraz, storica sala dove il film fu proiettato nel '75. Il film è in lingua originale senza sottotitoli, ma - spiega ancora Decortes - «molto comprensibile a tutti, anche per l'assoluta eloquenza delle immagini».     Corriere della Sera, Vivimilano, 14 gennaio 2008

sergio falcone 15/01/2008 10:58

sergio falcone, Dall'assenza di una coscienza civile Dall'assenza di una coscienza civile nasce la mancanza di partecipazione. Essa inevitabilmente produce burocrazia.

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