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12 juillet 2008 6 12 /07 /juillet /2008 12:52
    Non si può essere talmente accecati da <passioni tristi>, da non vedere che, nella lettera al Presidente italiano Napolitano, il presidente della Repubblica francese Sarkozy riconosce - non può non farlo, per la forza dei fatti e delle cose - non solo la condizione estrema di Marina Petrella, ma anche il fatto che questa condizione nasce dallo shock  per un arresto e una decisione d'estradizione che interviene quindici anni più tardi dell'ingresso di questa donna in Francia, dove è stata accolta nella forma di un asilo di fatto, dove ha fondato una famiglia, e dove ha vissuto senza mai violare la legge.

    Personalmente, non vedo come - dopo aver detto queste cose, e averne tratto la conseguenza di arrivare ad un gesto irrituale come annunciare a successive riprese una sua proposta al capo dello Stato italiano di graziarla, spingendosi fino a sfiorare un disagio, una "sofferenza" diplomatica ; non vedo come - dicevo - di fronte al già annunciato rifiuto di parte italiana anche solo di concepire questa grazia, trincerati come sono (Caste, Scrittori & Popolo specchiatesi in ciò che "ci dicono dalla regìa", negli "auto"ritratti diffusi da un ‘sur-Moi' vertiginosamente elevato, un Majeuta che dètta passioni "spontanee" , attizza tutta una mcrofisica di identitarismi e memorialismi e vittimismi egocentrici, e sul concorso di ciascuno, sulla ridda di egocentrismi e vittimolatrìe erige un populismo penale come forma della governamentalità adeguata alla fase entropica in pieno corso del sistema capitalistico-statale, affiancando una tossicomania vendicativa, punitiva in forma di alienazione penale al mercato delle paure, delle angosce, alle egualmente attizzate psicosi securitarie che mettono capo ad una società di sorveglianza e controllo totali), trincerati come sono -dicevamo -  dietro un'inflessibilità da  rigor mortis - non vedo come, insomma, il Presidente francese potrebbe non decidere di cancellare il decreto d'estradizione : semplicemente, appoggiandosi sulla <clausola umanitaria> inserita proprio su domanda della Francia  nella Convenzione sulle estradizioni in vigore all'epoca dei fatti, e dunque testo di riferimento per la decisione su Marina.

    Non vedo come potrebbe non farlo, dopo aver rivendicato la sua ricerca ostinata di una soluzione che trovasse una difficile armonizzazione fra il "principio della cooperazione penale internazionale ed europea", e l'urgenza assoluta di <trattare il caso con una reale umanità> (ciò, evidentemente, anche in applicazione del principio giuridico che prevede che <il valore primario della vita> deve ‘premiare' su ogni altro principio).

    Il momento venuto, bisognerà aggiungere che le considerazioni fatte nella lettera presidenziale sulle cause, sull' "eziopatogenesi" della malattia esistenziale di Marina, sono applicabili a tutti gli altri rifugiati a rischio d'estradizione : dunque, non vedo come Nicholas Sarkozy potrebbe non decidere una moratoria di queste tardive, epperciostesso crudeli minacce d'estradizione.

    Aggiungiamo ancora, che nelle precedenti dichiarazioni, Sarkozy aveva appoggiato il riconoscimento dell'assurdo rompicapo costituito dal caso-Petrella, sulla lunghezza irragionevole del tempo intercorso tra i fatti, la condanna, e la richiesta di applicazione delirante di un principio assoluto di <certezza della pena>.  Questa è un'ammissione, anche se non voluta, del fatto che il "cancro primario" che è alla radice di metastasi come queste cacce all'uomo a fini estradizionali, vera forma di eternizzazione del bisogno di vendetta (che sia nella forma di sanzione penale..., la cosa non cambia : resta la miseria della passione, del veleno del delirio di risentimento), è costituita dall' anomalia italiana di un trentennale, crescente rifiuto di metter mano alle soluzioni-maestre, classiche per la regolazione dei postumi di situazioni di inimicizia giunta alle armi e al sangue, che sono le misure d'amnistia e simili.

    Avendo una mentalità di lotta, scommettiamo su questo : lasciamo agli alienati di questo o quel "corpo mistico" (il "popolo degli Onesti & Buoni" o "la République" e la "Patrie des Droits de l'Homme", peraltro introuvables  al netto di tutti i denunciati auto-tradimenti di cui dovrebbe aver vergogna e che incessantemente si va "smascherando") ; lasciamo a preti e fedeli, scrittori e popoli di questo e quell'organicismo ed "essenzialismo morale" che contengono una tale rimozione della consapevolezza tragica dell'inimicizia che è, da non poter che secernere in continuo una sorta di legittimismo che va a caccia di "tradimenti" e "traditori", di "ipocrisie" e altro da "smascherare". Questo coltivare un'estetica della propria indignazione è futilità alienata, imbelle, impotente, profondamente incapace di comunanza ed autonomia : le quali solo possono fondarsi su una potenza capace di ‘cogliere l'occasione'....

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Published by Oreste Scalzone
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