Overblog
Suivre ce blog
Editer l'article Administration Créer mon blog
5 novembre 2008 3 05 /11 /novembre /2008 23:30

A caldo, un biglietto, per intanto

(ah, dimenticavo : è a margine dell'elezione di Barack Obama...)


Non siamo  di quelli che pensano che ciò che chiamiamo Storia sia affare di Angeli e Démoni, e che dunque si pongono come spettatori di Grandi Narrazioni leggendarie, piene di sortilegi, maleficî e miracoli, stelle filanti e mostri, Demiurghi  del Bene o del  Male.    Non siamo dunque, e non vogliamo essere, né di quelli che, installati nell'Opinione e guardando lo Spettacolo come tifosi, osannano un Salvatore, Uomo-della-Provvidenza , né di quelli che esibiscono un'eterna smorfia atrabiliare, sfoggiano un ostentato disincanto che finisce per sfociare nel cinismo, e nuotano in una Filosofia della Storia all'incontrario, in cui il fiele del risentimento annega la critica, e una sorta di rancore imbelle che si nutre della voluttà del « tanto peggio » sembra realizzarsi solo nella denuncia del maleficio e dei Colpevoli, oscillando tra querimonie e palinodìe e trasudando dispetto quando il corso delle cose non offre materia per questa forma, che in realtà – nutrita com'è di legittimismo vittimistico come mortifera identificazione ''identitaria'' --  una sorta di « quietismo » al negativo.

Quale che sia la forma che prendono lo stato e il moto del sistema, l'unica intelligenza è l'azione di lotta, l'azione insorgente per il rivoluzionamento delle logiche, dei rapporti sociali, il rovesciamento delle gerarchìe, l'appropriazione umana sociale delle decisioni, dell'esperienza della propria vita, singolarmente in comune.

Ci viene da osservare, da esporre qualcosa  (affinché esaminino queste osservazioni)  a tanti compagni e compagne che hanno perseguito -- anche credendo che il loro <antagonismo> non fosse come quello tra i muscoli omonimi e i piatti della bilancia, ma bensì sovversivo --, quella che per noi è una <sineddoche>, scambiare la parte  per il tutto : vale a dire, che hanno individuato come bersaglio polemico il neoliberalismo o la finanza, l'imperialismo o i fascismi, la corruzione, le forme di colonialismo, i dispotismi più oppressivi, lasciando in ombra (non dico che, « a domanda », non avrebbero risposto che, « beninteso, quello resta il punto di partenza e l'orizzonte », ma, intanto…) una sempre rinnovata critica teorica e pratica dei fondamenti  di quella che si puo' definire 'la storia in corso', 'la civilizzazione attuale', il sistema integrato, mondiale e mentale, capitalistico-statale, nonché ogni sua variante, sotto-sistema o antecedente.

Permetteteci, compagni e compagne accampati su posizioni ''terzomondiste'' e/o  ''etnoculturaliste'', e più in generale ''identitarie'',  di dire, che se la questione centrale fosse quella identitaria, e si trattasse semplicemente di riscossa dei colonizzati, dei ''terzomondizzati'', delle nazionalità conculcate, di questo o quel gruppo umano (come, in altri scenarî, 'di genere'), dovremmo oggi concludere che – su di un piano che manifestamente non potrà restare solo ''simbolico'' – abbiamo 'incassato' la notte scorsa un tale 'strappo', che potremmo anche riposare un po'… 

 In realtà per mettere e rimettere al centro come necessitante un punto di vista di lotta, e di lotta radicale, «  rivoluzionaria ». non abbiamo bisogno di dover dire che tutto è assolutamente equivalente nell'inautenticità, che anzi si va ogni volta nell'ancor peggio (per un motivo e un ordine d'argomentazioni o per quello opposto : per esempio, lamentarsi una volta dell'arroganza sfrontata, un'altra dell'ipocrisia mistificatrice) ; nè sperare in una qualche 'miracolistica…

    La questione si propone in modo sempre più acuto : come uscire dalle forme più diverse di ordine costituito, uscire in particolare dal sistema, dalla dinamica che ha dominato i cinque secoli scorsi detti « della modernità » ; come uscire, decostruendolo, dal sistema capitalistico-statale innanzitutto, passare dalla storia dell'incessante eteronomizzazione e atomizzazione/serializzazione umana, a quella dell'autonomizzazione-comunizzazione. Cioé dell'inveramento della potenza di vita, <potenza di persistere nel proprio essere>, in capacità di autodeterminazione, in comunanza di autonomie. Comun'autonomizzazione. Autonomia comune.

            Paris, 6 novembre 2008                                                                                 OresteScalzone

Partager cet article

Published by Oreste Scalzone
commenter cet article

commentaires

Archivio