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11 novembre 2008 2 11 /11 /novembre /2008 18:46
Non si dovrebbe mai dar corso all'ansia come di afferrare una tempestività che insegua - inafferrabile inattingibile come l'ubiquità - la contemporaneità, l'essere (o quasi) "in tempo reale" : ne deriva una precipitazione irta di rischi.

I testi non riletti sono, più che una mina vagante, un intero campo minato: occasione di cardiopalmi, e crepacuori... Le "bruttecopie" però, presentano altri inconvenienti : le versioni in progress, andrebbero gettate, senza cedere a riflessi maniacali d'archivismo, nel timore di trovarsi nella deperdizione di "tutto"... Se non lo si fa, degli scambî catastrofici per la comunicazione, sono sempre in agguato.

Il testo pulci nell'orecchio che - col concorso maligno del computer sbagliandomi di versione nella serie delle stesse, successive, via via corrette e ricorrette, sempre 'di corsa' - era un cimitero di errori: anacoluti, omissione o eccesso di segni di punteggiatura (e, come diceva qualcuno che ora non ricordiamo "la virgola è il senso"), refusi (alcuni di questi, particolarmente comici - valga per tutti "semisfera" invece che semiosfera - sono, per sovrammercato, effetto della diavoleria della correzione automatica: quella che per più di un anno ha fatto sì che ogni volta che si scriveva il nome Petrella, inesorabilmente e proditoriamente veniva trasformato in "putrella").
Questa lettera del lunedì la rimettiamo dunque in linea domani (cosicché tutto rientra nell'ordine, essa uscirà con due giorni di ritardo). Preghiamo eventuali lettori e lettrici, senz'altro rimasti perplessi, di voler rileggere: anche perché abbiamo approfittato dell'occasione per aggiungere un punto sul nodo dirimente di antisemitismo, e giudeofobia.
*   *   *   *   *
Gli stimoli a scrivere si moltiplicano, sempre più spesso anche per motivi assai tristi : per oggi mettiamo intanto in linea un ricordo di un'amica e compagna appena scomparsa, Carla Casalini, "ragazza Carla". 

Carla's song un sorriso per Carla (Casalini)

L'una a Terni accanto a genitori vecchî e malati ; l'altro 'artigliato', 'al chiodo' a Parigi, preso dentro i postumi della battaglia per salvare Marina dalla crudeltà di una « macchina del tempo » che avrebbe voluto come cancellare  vent'anni di vita e riportarla alla casella di partenza, lontana quasi – per darne una misura – il tempo della durata del regime mussoliniano, o quello intercorso tra il 25 aprile del '45 e quello del '68 (pòstumi, in cui ci si confronta con l'emergere di un populismo penale come forma di Governo, con «  la Politica » che produce passioni che, cosa assai rivelatrice, scoppiano in ritardo e vanno 'in crescendo' -- contro ogni esperienza umana sui tempi dell'oblìo, o di una memoria rivisitata elaborando i lutti) – Lucia ed io veniamo a sapere della morte di Carla solo oggi.  Lo leggo sul numero del manifesto arrivato al solito in gruppo con altri con qualche giorno di ritardo, e la prima reazione è, come spesso in questi casi, lo sbigottimento, il « no !, non può essere… ».

Nel caso di Carla, il de mortuis nisi bene  non costa alcuna fatica, sgorga 'di sorgente'. Bisogna dire, che il buco esistenziale è nostro, anche di chi la vedeva una volta ogni qualche anno, e significativamente per caso  (e dirò quali, e la dicono lunga…).  Si sapeva che Carla c'era, ed è sempre questo che conta. Così come il fatto che, in casi così, è su noi, è di noi che piangiamo, chè ci sentiamo, e siamo, un po' più soli :  lei, Carla, quali che siano le ipotesi che si fanno sul cosiddetto « al di là », in tutti i casi di figura piangere…no, 'su questo non ci piove'.

L'avevamo conosciuta a Milano, epicentro-Alfa, sere di discussioni accanite fumose affollate nel bar del flipper di Umberto eco, bar-Oreste di piazzaMirabello. Conosciuta all'epoca del fidanzamento, un po' reciprocamente furbesco un po' interessante (come la vita nella maledizione hjddish che la augura tale), fra Potere Operaio e il gruppo il manifesto : fidanzamento celebrato in tendoni di circhi, con grandi speranze accese da Comitati politici  operai, e poi infrantosi, come l'amore per Majakowskij nell'ultimo poema a Lily Brik, sugli scogli della vita, intesi come 'dissapori'  , ad esser eufemistici, a proposito di « Champagne-molotov, per l'insurrezione », per cominciare ; e in particolare d'un grappolo di ''bocce '' poteroperaiste che avevano messo in fuga fino a piazza Colonna cordoni di polizia che avevano osato voler interdire a un corteo del movimento l'entrata in via del Corso…

Con quella sua mascheratura  'vaporosa' ridente e in apparenza spensierata, che prendeva al laccio la 'fessaggine' di chi ci cascava credendola 'svampita', la ragazza-Carla (ho letto col nodo alla gola la poesia di Tommaso Di Francesco : col quale, da Szbrenjca in giù, ho incrociato a sua insaputa armi mentali – chissà se gli sono telepaticamente ''fischiate le orecchie''… --, combattendo tenzoni neanche logomachiche perché restate in testa prim'ancora che 'nel calamo', come sovrappensieri ; e forse, ora, dopo quella canzone prima o poi gli scriverò) -- la ragazza-Carla, dicevo, era animata non solo da un autentico pathos, da un'empatìa con la lotta, per cominciare operaia, ma da una feroce azpplicazione a pensare e ripensare, a capire, capire per farne qualcosa, di questa intelligenza di fatti e cose.

Aggiungo qui ora solo una cosa, che penso dover dire. Dopo non esserci visti per anni, Carla era  ricomparsa, in un passaggio assai drammatico della nostra vita, e – con la solita aria lieve e come niente fosse, ci aveva dato un aiuto non comune  per la nostra fuga, che credevamo allora più « senza fine » di quanto poi la « zattera » francese a quel momento inimmaginabile abbia permesso. Conserviamo, di quel suo aiuto, da qualche parte – del cuore, del cervello…-- un ricordo.

Della sua pratica, di quell'etica di donna, compagna si riparlerà, tornerà spesso in mente ; Lucia soprattutto potrebbe parlare meglio, anche a moi nome.  Carla l'avevo rivista negli ultimi tempi due volte : alla stazione di Nizza dopo le giornate di scontri dell'inizio-dicembre 2000 contro la fortezza-Europa , e alla stazione di Vicenza alla grande manifestazione sul « Dalmolin » del marzo 2007.  Come sempre con quell'entusiasmo ridente e fuggitivo. Appunto : nel tempo di nostra vita mortale.

Parigi, 9 Novembre,                                        Oreste con Lucia

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Published by Oreste Scalzone
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