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24 janvier 2009 6 24 /01 /janvier /2009 17:26
Il corteo per la libertà dei compagni arrestati e contro la politica antiterroristica, parte dal Metro Barbés e  si dirige alla Goutte D'or.
Dopo aver percorso circa 500 metri viene caricato dalla polizia che  spara lacrimogeni in abbondanza e posteriormente, avendo sbarrato ogni via di fuga, ferma oltre 200 manifestanti tra i quali Oreste con fisarmonica annessa.
Dal fondo del carrettone dove, ammanettato, attende di essere portato alla centrale di polizia ,Oreste con abilità degna di Houdiní riesce a sfilare il suo telefonino e ci trasmette il seguente appello...



... Un tempo i padroni e in generale gli uomini delle catene di comando si difendevano con brutalità di ogni tipo dal rischio dello sciopero, e poi dalle sommosse e magari dall'insurrezione proletaria.

Oggi che loro stessi dalla regia inviano messaggi doppi (fuma- ne morirai! telefona-ne avrai il cancro al cervello! curati, invecchia! bisogna lavorare per mantenere i vecchi nei cronicari!) oggi nella civiltà della "nove langue" liberalizzata, nella società dello stato d'eccezione senza limiti e confini, nell' urgenza che viene affidata agli spiriti animali come gli animal spirits della capitalizzazione, oggi la repressione penale di questa democrazia assolutista a vocazione totalitaria viene rimessa alle parti lese come soggetti privati "figure private". Il cerchio si chiude: la vittimolatria - vittimocrazia - è la forma estrema  del populismo penale.

Si è arrivati a un giro di boa, o almeno cosí ci dicono dalla regia, dove gli effetti collaterali superano i miracoli del meccanismo della capitalizzazione e dove il rovescio inghiotte tutta la medaglia. A quel punto quello che temono è che si possa passare a quello che è stato chiamato sciopero umano: di chi lavora dal lavoro, di chi votava dal voto, di chi figliava dal far figli, di chi è tenuto in una vita agonica dalla vita stessa. E così via...

Ora un insieme di resistenze, di forme anche microfisiche di Comune, di sabotaggio delle norme e della legalizzazione e Taylorizzazione della vita, possono diventare una traccia. Senza trionfalismi, senza ottimismi, la loro reazione da società ossessionata dal sorvegliare e punire è un riscontro: le resistenze, le linee di fuga e tutta una panoplia di forme anche microfisiche di azione, possono avere un senso.

"...Quando non si può più neanche cominciare una manifestazione, perchè immediatamente, come un Re Mida sembriamo trasformare in terrorismo tutto ciò che tocchiamo, conviene fargli una risata in faccia dicendo "siamo tutti terroristi".

Conviene dirgli: "Cosa credete, siete voi che cadete nella nostra scenarizzazione" per ora, il sottoscritto pensa che il miglior antidoto alle loro politiche sia provocarne scientemente l'inflazionarsi.
Moltiplichiamoci come fermati ed incriminati, e vedremo che il numero costituisce la forma più efficace di maquis, di invisibilità.

Negli anni 50' c'era un film che si intitolava "Dio ha bisogno degli uomini". Così anche il Capitale e lo Stato, che non sono autarchici, ma costituiscono e traducono un rapporto sociale: è questo alla cui rottura bisogna lavorare (questo vuol dire cominciare col combattere l'alienazione penale nelle forme omologiche e mimetiche che viaggiano anche nelle nostre teste).


Manifestazione nazionale a Parigi 31/01 "NE NOUS LAISSONS PAS TERRORISER PAR L’ETAT"

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Published by Oreste Scalzone
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