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29 août 2006 2 29 /08 /août /2006 19:29
ANSA e ALTRO SU
Paris, 25 agosto 2006
 
CANTATA ‘NO BORDER ZONE’,
TRANS-TERRITORIALE,
zig-zagando tra il portico dell’Ambasciata d’Italia e
il marciapiede di « sovranità » -République Française,
terra del «Droit d’asile» sempre più ridotto a simulacro,
della cui incessante lesione
l’estradizione in qualche modo ‘proditoria’,
« legalmente iniqua », di Paolo Persichetti
millequattrocentosessanta ‘lunghi pomeriggi che non passano mai’ ,
 è un esempio tipico particolarmente sintomatico,
e, a sua volta, un precedente insidioso.

Mini conferenza al "Café Florès"
 
Come recita il verso di « Milonga » di Paolo Conte,
‘sono venuto a ballare’... E balleremo !
Cantatachiara dunque, serenata per Paolo (e per suo tramite, per quant’altri, altre...)
e “guanto della sfida” lanciato ai pubblici poteri, alle diverse e concorrenti consorterìe di lorSignori, e in particolare al Signor sostituto procuratore di Bologna dott. Giovagnoli Paolo & consorti.
 
Si riempiono la bocca di « nonviolenza », e bisogna leggere,
primo, « monopolio statale della violenza legittima », cioè decretata legittima,
autodecretatasi tale – cioé « legalità » ; e inoltre, per sovrammercato, con “doppiopesismi” parossistici speculari, nella fiera delle concorrenze mimetico/faziose, bisogna leggere intimazione ad altrui di essere imbelle:alla maniera del « Tecoppa », cfr.
 
Vedremo quanto reggerà una tracotanza sfrontata nel sopruso,
una pervicacia nell’abiezione gratuita e per sovrammercato fino ai più “futili motivi”.
 
Sulla base della “legittima suspicione” di un accanimento che, volendo essere ottimisti, possiamo voler ritenere “locale”, accidentalmente inter-personale,
è normale chiedere un trasferimento, in modo da verificare cosa avviene
se cambia il « dominus », chi detiene le chiavi della vita di una persona...
 
Un trasferimento di prigione è talmente ‘poca cosa’,
che i funzionarî del DAP, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria
del Ministero di Giustizia (che ha perso la « Grazia » per strada...),
più di un anno fa avevano garantito a Persichetti che sarebbe stato deciso
nel giro di un paio di settimane a partire dall’interruzione del suo sciopero della fame
per rivendicarlo.
 
Un trasferimento di prigione non rinvia a sfere di potestà « autonome »,
alle prerogative e facoltà di alcuna parte dell’ « Ordine giudiziario » ;
non chiama in causa in alcun modo le « parti lese », e « civili »,
non interessa minimamente la cosiddetta « Opinione pubblica »
e i suoi operatori.
 
Un trasferimento di prigione – si sarebbe detto un tempo – non si nega a nessuno,
come una sigaretta : vediamo per quanto tempo governanti e figure del ‘ceto politico’, presenti su quello che weberianamente possiamo definire « il mercato politico », potranno – se malauguratamente volessero fare i sordi e i forzuti e
pettoruti – sopportare la vera e propria guerra in forme dell’arsenale dell’azione diretta nonviolenta che siamo andati, ieri, a promettergli.
 
Detta, cantata (con le note di Addio Lugano, di Liberare tutti, e del vecchio canto libertario Stornelli d’esilio), e se servirà anche ballata. Questa è una promessa – e certo che è anche un ricatto.  Dovrebbero sapere che, sul terreno che è il loro, quello del « mercato politico democratico », il consenso, il dissenso, il grado di rumorosità dell’uno e dell’altro, sono, anche, realmente e al di qua di tanti orpelli, “di scambio”.
 
o.s., continua...




















                                                                  Davanti all'Ambasciata Italiana a Parigi e all'Istituto di cultura.


Riportiamo qui di seguito il flash-ANSA
del 25 agosto 2006
 

FRANCIA: SCALZONE DAVANTI AMBASCIATA ITALIA PER PERSICHETTI EX LEADER POTOP SUONA FISARMONICA PER SUO AMICO DETENUTO (ANSA) PARIGI, 25 AGOSTO

- Ha cantato canzoni politiche e  popolari e suonato la fisarmonica questa mattina davanti  all'Ambasciata d'Italia a Parigi, Oreste Scalzone, leader dei  rifugiati politici degli anni '70, che ha voluto fare un ''gesto  poetico'' e ricordare Paolo Persichetti, estradato quattro anni  fa e detenuto in carcere a Viterbo.

   Scalzone, ex leader di Potere Operaio e Autonomia Operaia,  fisarmonica al braccio, era accompagnato da un piccolo gruppo di  amici e ha scelto di cantare 'O Venezia che sei la piu' bella'  perche' ''la musica non ha mai ucciso nessuno''. La sua e' stata  ''un'iniziativa estemporanea'' ha detto, una ''serenata, un  semplice gesto per mandare un farfalla di liberta' ad un  compagno lontano''.

   Ex militante dell'Unione dei comunisti combattenti, Paolo  Persichetti - che doveva scontare 22 anni e mezzo di carcere per  concorso nell' omicidio Giorgieri - era stato arrestato il 25  agosto 2002 a Parigi ed estradato in Italia. Persichetti e'  autore del libro 'Esilio e castigo' in cui descrive la sua  estradizione e per il quale e' stato giudicato ancora  ''socialmente pericoloso''.

    Secondo Scalzone ''il trattamento ricevuto da Persichetti e'  scandaloso''. ''Non e' illegale - ha specificato - ma anti- giuridico, umanamente iniquo e politicamente stolto. E mi  impegnero' a farlo capire'', ha aggiunto. Portavoce del piccolo  gruppo di rifugiati in quella Francia di Mitterrand che era  stato terra d'asilo,    Scalzone chiede che Persichetti ''riesca  ad avere il lavoro esterno e la semi-liberta' che gli  spetterebbero'' e che ''almeno sia trasferito da quella  prigione''.

   ''La situazione ha oltrepassato la soglia della  sopportabilita''', ha aggiunto Scalzone, che si dice ''disposto  ad usare altri mezzi classici della lotta non violenta pur di  salvare la vita di un amico''. Gia' nell' aprile scorso Scalzone  aveva avviato uno sciopero della fame in favore dell'amnistia  ''di tutti quelli che a torto o a ragione hanno preso le armi  negli anni '70''.  

   Intanto una petizione a sostegno di Persichetti e' stata  lanciata dai professori dell' Universita' Parigi 8 - Saint  Denis, dove Persichetti aveva insegnato sociologia. (ANSA).

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Published by Oreste Scalzone - dans orestescalzone
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