Overblog
Suivre ce blog
Editer l'article Administration Créer mon blog
12 novembre 2006 7 12 /11 /novembre /2006 18:30
Oreste Scalzone ha annunciato [notizia-ANSA in rete lunedì sera] che, a partire da martedì 7 novembre alle 18,30, si “autorecluderà” in uno spazio cellulare in segno di solidarietà, di empatia con il suo amico e compagno Paolo Persichetti .

    
A domanda sul « Perché?

Potrei rispondere : « Per empatia, nel tentativo di far sentire un amico un po’ meno solo [certo, mi rendo conto che, primo, quest’idea del condividere, se andasse fino in fondo sarebbe un po’ dell’ordine del “sacrificale”, perché non è che una pena condivisa è
divisa per due (o più, a seconda di quanti e quante...) ; né abbiamo la miseria – umana, troppo umana’... dell’egualitarismo al ribasso, o del “mal comune, mezzo gaudio”... Se poi – come in questo caso, è solo una simulazione, un’approssimazione (con la capitale, decisiva differenza che “la porta non te la chiudono dall’esterno, e in ultim’analisi non sono
altri i “padroni del tempo carcerario”....) – si potrebbe addirittura sentirla come derisoria, frivolezza e quasi “insulto alla miseria”. Ma, chi vuol divertirsi in queste malizie, faccia, gliele lasciamo !...]

Potrei rispondere : «Per egoismo, cioé per non vivere la frustrazione – peggio di tutto – dell’impotenza a reagire a qualcosa che giudico una nequizie, in più perpetrata contro una persona assai prossima... Diciamo, per “far qualcosa, almeno...” ».

Potrei rispondere : «Per far uso di un piccolo “privilegio”, una piccola “rendita di posizione” che mi deriva, in ultim’analisi, da un incrocio di caso e necessità...una “mediatizzazione” (‘visibilità’, ‘sovraesposizione’ “mass-mediatica” che – non ricercata né “guadagnata”,
“meritata” per una qualche speciale ‘qualità’ , semplicemente un fatto – fa sì che, per le leggi di funzionamento intrinseche ai dispositivi della ‘società dello Spettacolo’ , o per meglio dire dello Spettacolo sociale..., il “mercato spettacolare”, appunto, non può ignorare più di
tanto dei gesti di questa natura, messi in atto da parte di uno come, nella condizione del sottoscritto).

E francamente – avendo presente quali orrori, quali veritabili violentamenti, annichilazioni, di “minimo di « verità »..., di decenza, di pertinenza semantica, di rigore concettuale ed etico, ... e di persone, di ‘vite e destini’ [...], questo dispositivo e questa logica possono produrre – ...bè... non mi interessa né sentirmi “ AnimaBella” che –potendolo– non si sporca le mani tentando di fare un piccolissimo “contro-uso”, uso ‘in controtendenza’  di questa logica “spettacolare”, della “spettacolarizzazione” ; né mi interessa la révanche, di cui, in ultim’analisi, finirebbero per fregarsene... ; e men che mai temo di risultare ‘contaminato’, né “strumentalizzato”... certo che lo sono, che lo siamo comunque : ma se si riesce a strumentalizzare questa cosa...non mi pare di dovermi chiedere se mai non finisco « sussunto » e “omologato”...In altri termini : ritengo un lusso che non mi posso – non
ci possiamo – permettere quello di ‘lasciar cadere questa opportunità’, e dunque ci provo (ammettendo che non è certo un sacrificio, perché c’è un aspetto ludico/picaresco/d’avventura che volentieri ammetto : non siamo forse per il principio del piacere, e non già per la logica sacrificale, da “colpevolizzati/esportanti senso di colpa/colpevolizzanti” ?
Se poi, i malevolenti dell’aeropago sovrastante riescono a vòlgere in grottesco, ad –eventualmente– streotipare, ‘folcklorizzare’, mettere in ridicolo...bè, è piuttosto affar loro : se si divertono così.... Se nojaltri siamo rigorosi e vigili, non c’è...patema.

Dunque, dicevo : in qualche modo, l’uso di questa modesta « singolarità » è anche un modo di ‘risarcimento per tutti quanti hanno lo stesso grado di ‘implicazione’, critica e solidale, empatica e ‘rivoltosa’ – e, almeno nella situazione presente, essa non avrebbe quasi possibilità di esprimersi...

Ancora, potrei rispondere : «  Per resistere. Per protestare. Per “denunciare”. Per lottare, anche con una forma microscopica, fragile, e con tutto il disincanto del caso.... Per lanciare una sfida ».

Diciamo, una piccola...neanche posso, né voglio, pretendere di chiamarla «una pratica», forse solo un’allusione a una « pratica di solidarietà concreta » (difficilmente definibile, per dimensione, come « una micropolitica », in senso foucauldiano, ma tant’è...).

Se si vuole, diciamo anche : per marcare una ‘estraneità ostile’ ; per ‘mettere una pulce nell’orecchio’ ; per annunciare un’ennesima battaglia, che comunque farei anche se fossi sicuro che fosse una “causa persa”, una di più....
    
Se si vuole ancora, per “amor proprio”, non quello a buon mercato dei suscettibili, ma nel senso di amor sui, ‘rispetto di sé’ : per dirla con la bella definizione di Deleuze di <una morale provvisoria>, per tentare – come si può, e per le ragioni sopra esposte, potendolo –  di « essere all’altezza di ciò che ci accade », direttamente a noi o attorno, a cominciare dalla sfera più prossima...


Risposta a domande sulle modalità

(per definire un po’ il –relativo – senso della ‘cosa’, dell’iniziativa): – Si tratta di una ’cosa’ (condizione, formula) a mezzo tra arresti domiciliari e reclusione cellulare.

Nel senso del meno duro, c’è il fatto che non sei materialmente coatto, e lo sai : dunque, è come per la claustrofobia : se sai che puoi aprire una porta e uscire... è diverso che se sei chiuso da blocco meccanico, o volontà altrui – nel caso del carcere, di una metallica volontà
“sistemica”, impersonale (con sovrammercato, eventualmente, di volizione personale, “di persona” e/o “ad..., contra, personam”...)

In meno, in peggio, rispetto agli arresti domiciliari ( e anche alla cella, salvo quella d’isolamento) c’è – permettiamoci di scherzare un po’, a cominciare dal farlo su di noi... – c’è lo star da solo ; c’è il non avere acqua calda, doccia, ‘ora d’aria’... (Per contro – visto che
mica stiamo a fare un film in costume, dove è meglio la puntigliosità ‘alla Visconti’ che gli orologi al polso dei centurioni romani dei film “di dozzina”... – evidentemente, direi per definizione, non  interrompo i collegamenti “pubblici” : telefono, Internet.... Anzi, probabilmente si aggiungerà una webb-came [che comunque, oltretutto – sia detto per quel
tipo di “maliziosi” che sospettano sempre che chi sta in sciopero della fame si ingozzi quantomeno di maritozzi e cappuccini – permetterà anche un controllo, un monitoraggio continuo....].

Risposta a domanda su tempi, durata... :

« Bé, perfino nel caso degli scioperi della fame, ne esistono alcuni che sono dichiarati “ad oltranza”, fino all’ottenimento di una cosa rivendicata. Ma, senza all’opposto andare ad un  “digiuno simbolico”, si può anche attuare una forma di azione che, rispetto alla temporalità,
funzioni un po’ come il filibustering, l’ostruzionismo di un tempo (oggi praticamente impossibile, vietato e reso impraticabile dai regolamenti parlamentari, in perfetta logica da “democrazia assoluta” ...). Vale a dire : è un po’ una performance, mica si annuncia prima quanto tempo si resisterà...
Nel caso degli scioperi a oltranza, si diceva “Resistere un minuto più del
padrone” : e poi ci si provava....


Risposta a domanda su dispositivo, ‘regole del gioco’, modalità :

« Poi che vorrei che non si trattasse di una ‘cosa’ strettamente e semplicemente simbolica e (modestamente, certo...) dell’ordine dello spettacolare, della ‘spettacolarizzazione dello <scandalo>’, che è elementare forma di lotta della nonviolenza attiva, dell’azione diretta
nonviolenta (che – si legga anche semplicemente Capitini – nelle sue forme autentiche è, e non può che essere, anti-statale, illegalitaria, vera e propria “guerra incruenta”, senza alcuna indulgenza per sé, e all’occorrenza durissima) penso –pensiamo, con le poche persone
“intime complici” anche in questa iniziativa  –  di non privilegiare – irrigidendo, assolutizzando, l’aspetto di mimesi di una condizione – la valenza ‘simbolica’ del ‘gesto’ (altrimenti, che facciamo...mettiamo delle comparse che facciano i secondini..., vengano ad aprirmi e mi
portino nel cortile per l’aria... ?). C’è, certo,  un aspetto di ‘performance’, parlare con una sorta di ‘messa in scena’, di teatralizzazione/visualizzazione, ma non è tutto...

Considerato questo, dicevo, abbiamo pensato che ogni sera (o meglio, tardo pomeriggio : 19-21 h.), la cella si ‘apre’ a visite, che possono diventare momenti di spiegazione, di discussione /’sensibilizzazione’ ; e anche un punto permanente di raccolta di firme,
proposte, di messa in distribuzione di materiale d’agitazione... Il tutto, moltiplicato (la riproducibilità tecnica...) da cose che possiamo venir organizzando : * Forum ‘on line’ , radio, e – se funziona – un qualche uso interattivo della webcam.

Risposta a domande sugli  “obiettivi”, anche nel senso rivendicativo del termine:

*Obiettivo immediato, l’applicazione a Paolo delle misure previste dalla “Gozzini” : art. 21,
« semilibertà »...

In questa direzione, ci sono e ci saranno [Cfr. °°°] altre iniziative
d’altra natura, e altre ancora speriamo vengano ‘inventate’ e messe in
opera da uno sprazzo d’intelligenza comune e “multi-singolare”.

** Aggiungo, di avere l’intenzione di scadenzare altri temi, procedendo un po’ ‘decentricamente’, per cerchî che si allargano, come quando si butta un sasso nell’acqua.

Per quanto riguarda ancora Paolo, il suo caso, il suo personale destino, ove mai (come suol dirsi... – non siamo superstiziosi, scaramentici... – ‘nella dannata ipotesi’ ) di un ennesimo diniego mercoledì 8, per quanto mi riguarda intendo assumere come “fatto anche personale” (diciamo... “intimo/pubblico”...) la questione del trasferimento dall’ impasse-cul di sacco
di « Mammagialla », Viterbo.

Nessuno è un enfant de cœur, e francamente non riesco a pensare come motivo , se non unico, anche solo principale, preponderante, ad un accanimento personale di un paio di persone trovantisi ad essere dominus e domina del destino del percorso penitenziario di Paolo. Epperò, la prova di un riconoscimento di una qualche ragione di ‘legittima suspicione’, non dovrebb’essere negata ad alcuno...

[ ... Poi che.... “il ruolo della personalità nella Storia”..., certo, personalmente non ragiono in termini di “naso di Cleopatra”..., e men che mai di ‘oscure trame’...., di ‘deviazioni’..., di ‘complottisti e complotti’.
    
Le persone che mi sono state, in tempi diversi e successivi, « Maestre », mi avevano insegnato (e quand’anche avessero cambiato idea, resterei loro grato per l’insegnamento e tenderei a compiangerne la fine...), ad aver l’occhio, a considerare le cose dal punto di vista, e d’attacco, delle relazioni fra ‘soggetti’ – dei rapporti, e sistemi di relazioni –, prima, anzi piuttosto che considerando innanzitutto i “soggetti come soggetti”...
    
E – proseguendo – che critica radicale, cioé che si sforza di andare il più lontano possibile, approssimando ‘il fondo delle cose’, vuol dire innanzitutto prendere di mira le logiche, i funzionamenti sistemici, le « leggi di movimento », le regole, le matrici, i “genomi”, “anatomia e fisiologia” prima che deviazioni dalla norma, eccezioni, patologia... « pars pro toto »...

Per questo, quest’approccio non esclude l’inimicizia ; mentre il contrario la esorcizza, ne fa un tabù, e perciostesso al posto dei « nemici » ci sono solo « avversari » – e in particolare, « concorrenti » –, ma essi possono diventare oggetto di fobìe e/o propagande, e, anche
proprio in forza del disconoscimento della « guerra », possono diventare “mostri, mostricciattoli, colpevoli-d’esser-nati’, dèmoni, “sotto-umani”... fino al parossistico ibrido di determinismo e colpevolismo, di diagnosi e di stigmatizzazione morale, di forme di vero
e proprio “razzismo morale”,  che, letto all’inverso, è anche “moralismo, colpevolismo, ‘essenzializzato’, ‘razzializzato’...

La peste delle [non-]congetture (poi che, con catenamento di sofismi, possono essere rovesciate e contro-rovesciate ‘ad infinitum’, e dunque non-confutabili ) « dietrologiche », della querulenza “cripto-fobica” e anche “cripto-crato-fobica” ; come la vera e propria tossicomania penale, tossicomania/bulimia colpevolistico-punitiva  come simulacro di «soluzione di ‘problemi’ », spesso al contempo con l’altra mano moltiplicati [°°°] (tossicomania che metabolizza     molte cose, compreso il grumo di « passioni tristi » evocate, « razionalizzate », alimentate ideologisticamente e cristalllizzate in ideologia, in ideologie-di-sostituzione di una critica radicale, teorico/pratica, obliterata, sottoposta a colossali contraffazioni, sortilegi ‘alchèmici’, mutazioni ulteriormente mutagene, arrovesciamenti...[Cfr.°°°] – passioni
tristi, marcate da omologia esasperata, portata al parossismo da « concorrenze mimetiche », da specularità della ritorsione, da vertigini di concorrenze identitarie, vittimistiche, legittimiste, di sostituzione alla critica, alla rivolta, al combattimento, di passioni servo/padronali, risentimenti, invidie, rancori...

Il trasferimento essendo una questione da nulla (peraltro già “promessa” dal D.A.P. ‘contro’ l’interruzione di uno sciopero della fame per ottenerla, almeno un anno e mezzo fa) ; non entrandoci in nulla la famosa « autonomia della Magistratura » (di cui ci si fa scudo ed alibi « a
corrente alternata », quando conviene...) ; e dipendente da sfere e livelli di decisione non insindacabili, e “tenenti bottega” sul « mercato politico », intendo, rispetto ad alcune ‘zone’ che sono “ ventre molle” di questo sistema e ‘catena di comando’ che perpetra una serie di nequizie in sovrammercato, veder di esercitare la perfettamente non-sindacabile facoltà di svolgere « propaganda, pubblicità negativa »... alla maniera delle associazioni dei consumatori, su altri tipi e forme di ‘fier’&mercati’...

Scadenzerò dunque una serie di questioni (che, anche se eventualmente non
‘raccolte’ dai media, certo non possono essere espunte, né dalla tela, né
nel rapporto diretto, « bocca-orecchio », con quanto può seguirne).

*La questione dell’ennesima, indecente sortita del Guardasigilli sul “raschiare il fondo del barile” rilanciando la caccia ai rifugiati ... ;

*La questione di quelli che pubblicamente continuo a definire “comportamenti di delinquenza giudiziaria – il giudizio è etico, non penale ; comportamenti di nequizie a mezzo di azione penale” da parte di istituzioni e figure istituzionali (a cominciare dai ROS e dalla Procura
di Bologna). Da tempo mi assumo la responsabilità di definire pubblicamente così una serie di condotte ; da tempo invito a non ignorare la notitia criminis che io fornisco da me su un piatto d’argento ; da tempo invito a voler usare la loro strumentazione, a cominciare dal loro «
Mandato di cattura europeo » : e, questo, non per pulsione « sacrificale », ma per strappare, seppur a mie spese, un confronto in sede processuale, che certo – quali che fossero gli esiti, su cui sono completamente disincantato – sarebbe ineludibile.

Partager cet article

Published by Oreste Scalzone - dans orestescalzone
commenter cet article

commentaires

Archivio