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27 juin 2005 1 27 /06 /juin /2005 00:00
PAOLO PERSICHETTI HA SCRITTO IL 23 GIUGNO 2005:

Alla direzione della Casa Circondariale di Viterbo

PRESO ATTO del mancato accoglimento da parte del Tribunale di sorveglianza di Roma , udienza del 10.6.200 , del reclamo avverso il rifiuto della concessione dei permessi di uscita , pronunciato dal magistrato di sorvzeglianza di Viterbo , il 17.02.2005. Rigetto nei confronti del quale, il collegio giudicante lamenta : la mancata conclusione dell’osservazione della personalità come ragione essenziale che allo stato impedirebbe l’accoglimento del beneficio richiesto, mostrando di non condividere il giudizio apodittico sulla PERICOLOSITA SOCIALE e sul PERICOLO DI FUGA , nonché sulla MANCATA DISSOCIAZIONE , sottolineati invece dal magistrato viterbese;


CONSIDERATO che, trascorsi quasi tre anni dalla reincarcerazione con posizione giuridica da definitivo, di cui due anni e sei mesi passati all’interno dell’Istituto penale di Mammagialla, per un episodio risalente al1987 e passato in giudicato nel1991, dopo due anni dalla entrata nei termini di legge che danno accesso ai benefici, e stante l oltre decennale percorso compiuto all estero, tale inadempienza non puo essere certamente attribuita al detenuto, ma e conseguenza dell atteggiamento omissivo che ha ispirato la affettata risposta pronunciata senza aver prima disposto l aggiornamento delle relazioni trattamentali, risalenti al novembre 2003;


VISTE le ripetute richieste di assegnazione in un istituto penale romano, motivate con le esigenze di avvicinamento familiare e di un contesto carceratrio piu sensibile , disponibile ed attrezzato a prendere in considerazione gli impegni di studio e lavoro, che per evidenti ragioni strutturali e ambientali non vengono adeguatamente garantite nella sede viterbese, con grave ripercussione sullo stesso percorso trattamentale, di cui poi si lamenta la mancata osservazione, e sulle prospettive postcarcerarie;


TENUTO CONTO della palese melina procedurale con la quale si e finora elusa la applicazione dell ordinamento penitenziario da parte delle diverse autorita giudiziarie e penitenziarie competenti, stratgia che richiama alla memoria la vicennda narrata in un noto romanzo di Kafka, nel quale il protagonista si ritrova avvinghiato da un implacabile dispositivo burocratico che fa dello scorrere del tempo la condanna pronunciata nei suoi confronti;


PER QUESTE RAGIONI


Ho deciso di intraprendere uno SCIOPERO DELLA FAME finche la richiesta di trasferimento presso una sede carceraria romana di tipo penale non verra accolta. Ove mai la classificazione EIV disposta nei miei confronti dovesse costituitre una ragione ostacolativa alla domanda , chiedo di essere declassificato.


Viterbo-Mammagialla 23 giugno 2005



Di : PAOLO PERSICHETTI
lunedì 27 giugno 2005

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Published by Oreste Scalzone - dans newsletter
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