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5 février 2007 1 05 /02 /février /2007 02:53
Oreste onorerà una promessa fatta da tempo, ma che soltanto ora con il suo rientro in Italia può mantenere: nel pomeriggio sarà a Viterbo davanti al carcere dove Paolo Persichetti, vittima di un’estradizione ottenuta proditoriamente, è ostaggio dell’applicazione arbitraria ed abietta di criteri punitivi che, diciamolo, altro non sono che una vendetta contro chi si rifiuta di deporre l’arma della critica sottomettendosi alla volontà dei suoi inquisitori.

Ironia della sorte, Oreste, in Italia è un “sans papier”…
La sua carta d’ identità scaduta da tempo, la patente di guida smarrita dalle autorità carcerarie che lo imprigionarono per il 7 aprile, egli può identificarsi davanti ai tutori dell’ordine (senza virgolette), soltanto con un documento di richiesta del passaporto rilasciato dall’ambasciata italiana a Parigi.

Teoricamente quindi, potrebbe essere trattenuto per accertamenti sino a 24 ore, o magari, massimo del grandghignolesco, essere espulso dal bel paese; cosa quest’ultima che farebbe veramente sghignazzare l’interessato, come ben potete immaginare.

Domani sulle prime pagine dei principali quotidiani potrete leggere le interviste che Oreste ha rilasciato:
Corriere della Sera (è l’unico al corrente della visita al carcere di Mammagialla)
Il Giornale ed altri
In TV:
L’antipatico RETE 4, martedì 19:35
Le Iene ITALIA I, lunedì 21:05

Per chi  è sordo alle dichiarazioni di Oreste, alla sua battaglia per Paolo Persichetti ed in generale per l’amnistia e la creazione di una tavola dove tutte le parti assumano le proprie responsabilità, la sua sola presenza in Italia rappresenta una mina vagante.

Una presenza scomoda per chi sin’ora ha avuto buon gioco nel rivolgere lo sguardo da un’altra parte, fingendosi sordo, pretendendosi non coinvolto, o credendo di essersi definitivamente e solidamente riciclato in un ambito di presunta rispettabilità, magari blindato da una carica pubblica o “redento” con  la solvente adesione ad operazioni di rimozione o delazione collettive, sancite sempre ed in ogni caso dalla demonizzazione nei confronti di chi, in quegli anni, ebbe accanto.

C’è chi pretende che Oreste sia ancorato al passato. C’è chi gli consiglia di scrivere un libro (già fatto, arriva tardi), chi di fare il nonno (idem), e magari il parlamentare. Basta che taccia!
Perchè invocano e, direi, quasi implorano il suo silenzio?
Per anni l’assenza di un contraddittorio ad armi pari e l’oscuramento mediatico,
hanno garantito un silenzio che pare non debba essere infranto, pena il veder riemergere ciascuno i propri fantasmi?
E invece lui… parla.
Vuoi vedere che qui e adesso, per una volta tanto, qualcuno non è in vendita?
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Compagni francesi!
La battaglia per Paolo no si limita all’Italia, ed è per questo che chiediamo ai compagni francesi che facciano uno sforzo speciale perché quanto avvenga nei prossimi giorni, che saranno ricchi di avvenimenti e notizie sulla stampa, possa essere tradotto ed offerto a tutti coloro che hanno sostenuto, sostengono e promuovono le iniziative in suo favore.
Facciamo un appello in questo senso e mettiamo a disposizione le pagine del blog per la pubblicazione dei materiali tradotti.
 
mr. blog

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Published by Oreste Scalzone - dans orestescalzone
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