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5 février 2007 1 05 /02 /février /2007 21:17
www.ansa.it
2007-02-05 21:43

PERUGIA - Dice di essere emozionato, afferma di non considerarsi un "non violento vero", critica il grigiore della vita di oggi e parla della sua battaglia di libertà: spiega di essere un "appassionato della parola" e non smentisce questa sua passione, Oreste Scalzone, oggi a Giano dell'Umbria per la sua prima conferenza stampa ufficiale dopo la lunga latitanza in Francia. L'ex leader di Potere Operaio, dopo una tappa fuori programma, ieri a Reggio Emilia, considera l'incontro di oggi con giornalisti e amici l'inizio formale di un suo viaggio politico in Italia, di "riflessione sulla sua battaglia di libertà". Rispondendo ai giornalisti e dilungandosi in articolate e appassionate parentesi, Scalzone parla di sé, della moglie Lucia, della figlia, di 34 anni, che l'ha reso nonno.

Una famiglia che lo aspetta a Parigi, dove "non è stato ibernato, ma ha vissuto e ha conosciuto gente interessante". Parla poi di violenza ("Sono davvero finiti gli anni di piombo? si è chiesto, commentando la morte del poliziotto negli incidenti con i tifosi di calcio a Catania) e di non violenza: "Non posso dirmi non violento assoluto, perché se domani ci fosse una insurrezione non posso dire che non andrei in una barricata a sparare". E parla della sua battaglia di libertà e dell'impegno personale in favore, fra gli altri, di Paolo Persichetti, vittima, dice, di una "iniquità evidente". In serata è andato davanti al carcere di Viterbo, dove Persichetti é richiuso, a cantargli una serenata. Cappello a larghe tese e sciarpa rossa, Scalzone è arrivato intorno alle 13 - a bordo di un vecchio camper che gli ha prestato un amico - a Giano dell'Umbria, nella sede della "Repubblica di Frigolandia", fondata dal suo amico Vincenzo Sparagna, esponente storico della satira italiana e direttore di "Frigidaire".

La Repubblica di Frigolandia è una sorta di laboratorio di arte, satira e cultura, la "Repubblica dei desideri", come la definisce Scalzone. Proprio con Sparagna, per realizzare una pubblicazione sul trentennale del '68, nel 1998 l'ex leader dell'ultrasinistra fece un altro breve viaggio in Italia, da clandestino. Lo ha ricominciato oggi, da uomo libero, ma senza documenti (ha depositato al Consolato la richiesta del passaporto). Dice di essere in possesso del solo passaporto della Repubblica di Frigolandia (sono cittadini di Frigolandia molti nomi noti, come Carlo Caracciolo - ha riferito Sparagna - e Claudio Petruccioli). Latitante dal 1981, Scalzone - condannato a 16 anni di reclusione per partecipazione a banda armata e rapina - è potuto tornare in Italia da uomo libero poiché i reati di cui era accusato sono stati dichiarati prescritti. Ad accoglierlo, a Frigolandia, c'erano anche i sindaci di Giano dell'Umbria e Castel Ritaldi.

Il viaggio di Scalzone proseguirà domani a Roma, dove è stato invitato da 'Liberazione' a presentare degli inserti sugli anni Settanta e venerdì prossimo a Terni, al centro sociale Germinal. Il 16 sarà di nuovo a Roma per "l'anniversario della cacciata di Lama dall'universita" e il 17 a Vicenza alla manifestazione contro l'ampliamento della base Usa.

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Published by Oreste Scalzone - dans orestescalzone
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