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10 février 2007 6 10 /02 /février /2007 14:26
 
(ACS), Perugia 8 febbraio 2007 – “E’ un’indecenza che si permetta a Oreste Scalzone di calcare nuovamente le scene”. Con queste parole il consigliere di Alleanza nazionale Aldo Tracchegiani ha commentato la presenza dell’ex leader di Potere operaio a Giano dell’Umbria.
 
“Il mio pensiero –fa sapere Tracchegiani- si associa alle considerazioni espresse dal responsabile del circolo di An di Giano, Gian Luca Bocconi”. Il vice presidente della III° Commissione si domanda “come sono potuti bastare pochi anni per dimenticare le violenze e gli estremismi di cui si è reso complice Scalzone, come leader di Potere Operaio, durante gli anni di piombo? E’ inaccettabile, -aggiunge- per un uomo di destra come me, ancorato ai valori tradizionali, che il sindaco di Giano abbia permesso ciò!
 
La sinistra non perde occasione per rinfacciare a noi uomini di destra le vittime che si sono fatte durante il regime fascista e poi cosa fa? Manda in giro, da ambasciatori, soggetti come Curcio e Scalzone che da sempre si sono contraddistinti per violenza, repressioni ed incitamenti alla delinquenza. E’ora di iniziare ad utilizzare lo stesso metro di punizione per chiunque sbagli, -ammonisce Tracchegiani- sia esso un uomo di destra o di sinistra. Basta con le disparità e con il celarsi dietro a delle scuse (vedi la giustificazione data dal sindaco di Giano Gian Carlo Morbidoni sul caso). E’ una questione di rispetto –sottolinea l’esponente di An- per coloro che durante gli anni di piombo hanno perso la vita nel tentativo di difendere le proprie idee e i propri valori.
 
E noi cittadini civili abbiamo il dovere di batterci contro chi, a distanza di anni continua ancora ad offendere il ricordo dei nostri giovani. Il rispetto per chi non c’è più –conclude Tracchegiani- è un valore che va al di là dell’appartenenza politica e non è assolutamente lecito permettere ad un personaggio come Scalzone di continuare ad offendere, anche con la sola presenza, la memoria di chi se ne è andato e di chi c’è ancora, ma non ha certamente dimenticato”.
 

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Published by Oreste Scalzone - dans orestescalzone
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