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16 février 2007 5 16 /02 /février /2007 12:37
Scalzone alla Sapienza, il preside chiude la Facoltà
L’assemblea si doveva tenere per ricordare la contestazione all’ex leader della Cgil Luciano Lama nell’università romana nel giugno del 1977
LA STAMPA -ROMA-

Per un’ora la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma è rimasta chiusa. Era prevista un’assemblea non autorizzata con l’ex leader di Potere Operaio Oreste Scalzone. La decisione è stata presa dal preside della Facoltà di Lettere Guido Pescosolido «ma comunque è stata una scelta collegiale perchè si tratta di una manifestazione non autorizzata», aggiunge il preside spiegando «che non è stata dettata dal timore per la presenza di Scalzone».

L’assemblea, prevista per le ore 10, si doveva tenere per ricordare la contestazione all’ex leader della Cgil Luciano Lama nell’università romana nel giugno del 1977. Sulla porta principale della facoltà un cartello indica che verrà riaperta alle ore 11. L’ingresso è però consentito a chi deve sostenere gli esami.

Al momento, gli studenti hanno attaccato alle sbarre della porta un cartellone con scritto "Col futuro alle spalle per cacciare i fantasmi". L’assemblea con Oreste Scalzone si è spostata davanti al Rettorato dell’Università La Sapienza, proprio davanti alla scalinata e alla statua della Minerva scenario della famosa durissima contestazione al leader della Cgil Luciano Lama nel febbraio di 30 anni fa. Sulla scalinata del rettorato due grandi striscioni, uno che ricalca quello storico del ’77 "Col futuro alle spalle per scacciare i fantasmi", e un altro che recita: "Chi ha paura del ’77?".

Ferma per un'ora l'università dove era previsto un incontro fra gli studenti
e l'ex leader di Potere Operaio

Repubblica
L'incontro per ricordare la contestazione all'ex leader Cgil Lama esattamente trent'anni fa
Assemblea con Scalzone nel giorno di Lama
Roma, il preside chiude la Facoltà di Lettere
La manifestazione non era autorizzata. Si è poi spostata nel piazzale
Assemblea con Scalzone nel giorno di Lama. Roma, il preside chiude la Facoltà di Lettere

ROMA - Chiusa per un'ora la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università La Sapienza di Roma dove era prevista un'assemblea non autorizzata con l'ex leader di Potere Operaio Oreste Scalzone nell'anniversario della contestazione del 1977 contro l'ex capo della Cgil Luciano Lama. Sulla porta principale della facoltà un cartello indica che verrà riaperta alle ore 11. L'ingresso è però consentito a chi deve sostenere gli esami. La decisione è stata presa dal preside della Facoltà di Lettere Guido Pescosolido "ma comunque è stata una scelta collegiale perché si tratta di una manifestazione non autorizzata", aggiunge il preside spiegando "che non è stata dettata dal timore per la presenza di Scalzone".

E subito la reazione: non potendosi svolgere nella facoltà, l'assemblea con Scalzone si è spostata davanti al rettorato, proprio davanti alla scalinata ed alla statua di Minerva che trent'anni fa sono stati scenario della famosa, durissima, contestazione al leader della Cgil. Gli studenti hanno attaccato sulla scalinata due grandi striscioni che ricalcano quello storico del '77: "Col futuro alle spalle per scacciare i fantasmi" e "Chi ha paura del '77?"

Scalzone, per anni esule in Francia, solo recentemente è rientrato in Italia. "Spero che questa vicenda spinga la Cgil a ragionare al proprio interno anziché scaricare le responsabilità su una presunta pista parigina" dice commentando gli arresti legati all'indagine sulle Brigate Rosse. "Dobbiamo ricordare che anche per questi arresti c'è la presunzione di innocenza giudiziaria". E su Alfredo Davanzo, come lui esule a Parigi, dice di averlo incontrato una volta, quando aveva l'obbligo di firma, e di averlo visto in manifestazioni sindacali: "Davanzo lavorava come operaio - racconta - io facevo il professore e questo non era molto gradito. Un giorno, infatti, mi fece una battuta proprio sui professori. Una battuta che non apprezzai"

SAPIENZA: L'ASSEMBLEA CON SCALZONE SULLE SCALE DEL RETTORATO
ANSA - ROMA -
Non potendo svolgersi nella Facoltà di Lettere, chiusa dal Preside, l'assemblea con Oreste Scalzone si è spostata davanti al Rettorato dell'Università La Sapienza, proprio davanti alla scalinata e alla statua della Minerva scenario della famosa durissima contestazione al leader della Cgil Luciano Lama nel febbraio di 30 anni fa. Sulla scalinata del rettorato due grandi striscioni, uno che ricalca quello storico del '77 'Col futuro alle spalle per scacciare i fantasmì, e un altro che recita: 'Chi ha paura del '77?'.

La Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università La Sapienza di Roma dove era prevista l'assemblea non autorizzata con l'ex leader di Potere Operaio era infatti stata chiusa dal preside della Facoltà di Lettere Guido Pescosolido, che spiega: 'E' stata una scelta collegiale perché si tratta di una manifestazione non autorizzata. Non è stata dettata dal timore per la presenza di Scalzone'.

L'assemblea, prevista per le ore 10, si doveva tenere per ricordare la contestazione all'ex leader della Cgil Luciano Lama nell'università romana nel giugno del 1977. Gli studenti hanno attaccato alle sbarre della porta un cartellone con scritto 'Col futuro alle spalle per cacciare i fantasmi'.

Scalzone: Sognavo di fare il rivoltoso
16 febbraio 2007 alle 11:37 —
Repubblica

È un fiume in piena Oreste Scalzone.

Arriva sul piazzale della Minerva all’università La Sapienza di Roma con il consueto cappotto nero, la sciarpa rossa e il cappello a larghe tese, anche quello nero, e il suo popolo lo acclama. Quando tocca un argomento lo sviscera nelle molteplici sfaccettature intramezzando ogni discorso con citazioni di Camus, Canetti, Shakespeare e naturalmente Marx. Detesta, e non ne fa mistero, il poeta Sanguineti e lo attacca ripetutamente. A chi gli chiede di ricordare quel 16 marzo di 30 anni fa, il 1977, giorno in cui alla Sapienza di Roma venne contestato il leader della Cgil Luciano Lama che fu costretto ad abbandonare la piazza sorride lasciandosi andare a quelli che definisce amarcord.

Avverte però che potrebbe diventare “sentimentale e stucchevole”. Inizia raccontando che da bambino voleva fare il rivoltoso e a chi gli chiede se nella sua vita ha avuto dei ripensamenti dice chiaramente di no anche se ammette di avere “rimorsi e rimpianti”. Precisa che tutto quello che ha fatto è stato affinché altri “ottenessero qualche cosa, una vita migliore, una società più giusta. E se gli si domanda se in questo modo sia stata bruciata una generazione risponde: ”Le generazioni non si bruciano perché c’è un cattivo maestro“. Poi ci si ripensa e aggiunge: ”E poi, quali sono le generazioni che non si bruciano? “.

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Published by Oreste Scalzone - dans orestescalzone
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