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19 février 2007 1 19 /02 /février /2007 22:39
Comunicato di Oreste Scalzone 19 febbraio 2007

Ero stato invitato oggi, alle ore 20,30, negli studi di Telelombardia, dove avrebbe dovuto aver luogo un dibattito, cui erano invitati il ministro Di Pietro, l’ex ministro Scaiola, il deputato Ignazio La Russa di AN e Ramon Mantovani di Rifondazione Comunista.

Mentre il conduttore poneva le sue prime domande, dalla sala, qualcuno ha gridato “vi pagavano dall’Italia”, alludendo ai rifugiati in Francia. Allora mi sono alzato per invitarlo a ripetere la sua accusa, che egli ha affermato non essere rivolta a me. Ho insistito: “ Dica allora chi pagava chi…”, ma l’uomo ha evitato di rispondere e di fronte a un pubblico sconcertato c’è stata l’interruzione pubblicitaria. Nell’intervallo il conduttore mi ha detto che c’era un ultimatum di Di Pietro: “Lui o io” (probabilmente era imbarazzante per Di Pietro doversi muovere tra un estremista come me e un legionario berlusconiano come Scaiola…).

In ogni caso ho subito dichiarato che sarei uscito io, dopo aver fatto una dichiarazione. Tornati in diretta il conduttore ha però dato prima la parola a Scaiola, che si è lanciato in insulti gratuiti (da querela, ma io non faccio querele…) come assassino (non sono mai neanche stato accusato di ciò) e persona che aveva cercato di non pagare il suo debito con la giustizia (cosa che detta da un amico di Previti e Berlusconi, i quali hanno fatto di tutto per evitare i loro processi e sfuggire a condanne…è alquanto paradossale…). Subito dopo Ramon Mantovani ha replicato, osservando che a mi  ha dato asilo uno stato democratico, quello francese, che aveva compreso il carattere politico dello scontro civile in Italia. Infine ho potuto fare la mia dichiarazione, che riassumo qui in tre punti.

Primo. Rispetto alla manifestazione di Vicenza, avevo martellato per una settimana che non avrei tollerato bandiere bruciate, né slogan tipo 10/100/1000 Nassirya, che considero fenomeni aberranti.
E avevo detto che anche chi avesse voluto proprio tirare dei sassi non doveva certo farlo a Vicenza, vista la evocazione ministeriale di “pericoli” e “scontri”, che sembrava quasi pronosticarli. Ebbene a Vicenza queste cose non si sono viste. Merito mio? No, ma va ricordato che il mio invito a non cadere nella rete degli scontri annunciati l’avevo già lanciato altre volte, come a Bologna nel ’77, dove c’ero e non accadde nulla. E a Genova per 2001, dove non c’ero e accadde quello che accadde.

Secondo. Posso accettare e accetto qualsiasi definizione, anche impropria, come “terrorista”, visto che sempre più spesso le parole vengono usate senza più badare al loro vero significato. Non accetto tuttavia la calunnia e gli insulti gratuiti, da ciò la mia reazione alla frase “vi pagavano”.

Terzo. Ho fatto notare la sfrontatezza di un ex ministro come Scaiola, che dovette lasciare l’incarico per aver definito Marco Biagi “un rompicoglioni paranoico”. Che lui, amico di Berlusconi e Previti, dica a me che “conciono” e che mi sono sottratto alla pena mi pare risibile.

(Preghiamo di dare al comunicato massima diffusione)

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Published by Oreste Scalzone - dans orestescalzone
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