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10 août 2005 3 10 /08 /août /2005 00:00



Sai, finché tu gli dici che là, in Italia, c’è l’union sacrè e che Violante applaude sempre, anzi si mette in gara … ma l’altro ieri è avvenuta una cosa stupenda. Tutti a stracciarsi le vesti contro la legge salva Previti, La cosa più oscena è che tu potresti pensare che siccome sono mariuoli e corrotti fanno per loro un garantismo censitario ma poi buttano qualche briciola di garanzia anche per gli altri. No, così ragionano i berlusconisti, le garanzie sono rigorosamente per noi. La loro faziosità è censitaria. A sinistra ci sono i civilizzati, i colti, i buoni, e anche i piuttosto ricchi, i professori, e poi c’è la gentaglia volgare. Loro fanno la cosa per se stessi poi per compensare fanno le leggi durissime sui recidivi, sugli extracomunitari e sui poveracci.
 

Antigone, Papillon e Nessuno tocchi Caino sono stati bravi perché hanno detto va beh qui tutti se la pigliano con l’aspetto salva Previti, ma il peggio e lo schifo è che compensano questo all’interno della stessa norma con misure forcaiole terribili.

 

La cosa è arrivata alla chiarezza massima, perché qui in Francia tutti lo dicevano stanno facendo una legge che salva Previti, ma la destra di Castelli, di Berlusconi, di Pisanu doveva far votare il decreto che loro dicono servirà per portare a casa tutti i latitanti, e gli sono mancati i voti, e c’è stato come dicono alcuni giornali, il soccorso rosso, te lo raccomando quanto rosso. C’è proprio che nel momento in cui questi stanno cadendo, invece di bastonare il cane che affoga, il centrosinistra ha fatto convergere i suoi voti con Brutti che giustifica il risvolto forcaiolo di questa tanto vituperata legge, se non è la stessa Cirami-salva Previti è quel pacchetto là.

Brutti arriva a dire che gli faceva male al cuore - lui al posto del cuore e del cervello ci ha il culo  - come potevamo far mancare il voto. Passando anche oltre al gusto di fare andare sotto il governo, sono proprio degli infami, l’infame senatore Brutti, portaborse dell’infame Violante. Qui si vede qual è la sua natura, e ancora più forte della faziosità  politica, va a portare acqua per votare la cosa più infame di quella legge su cui ne hanno detto di tutti i colori. La legge  è congelata, ma c’è il decreto contro i latitanti, cioè quello che già avevano denunciato ….

Quello che già scandalizzava la brava gente di Nessuno tocchi Caino, di Papillon e anche dell’Antigone, adesso è arrivata alla sua iperbole. A noi non ci scandalizza più di tanto, ma questa i francesi la dovrebbero imparare a memoria,  per poter poi evitare di fare delle sineddoche, quando devono parlare di Stato italiano, si decidano a parlare di Stato italiano e non dello stalliere di Berlusconi.










 
THE PRESS of the Spoon River Clarion was wrecked,
And I was tarred and feathered,
For publishing this on the day the Anarchists were hanged in Chicago:
“I saw a beautiful woman with bandaged eyes Standing on the steps of a marble temple.
Great multitudes passed in front of her, Lifting their faces to her imploringly.
In her left hand she held a sword.
She was brandishing the sword,
Sometimes striking a child, again a laborer,
Again a slinking woman, again a lunatic.
In her right hand she held a scale;
Into the scale pieces of gold were tossed
By those who dodged the strokes of the sword.
A man in a black gown read from a manuscript:
‘She is no respecter of persons.’
Then a youth wearing a red cap
Leaped to her side and snatched away the bandage.
And lo, the lashes had been eaten away
From the oozy eye-lids;
The eye-balls were seared with a milky mucus;
The madness of a dying soul
Was written on her face—
But the multitude saw why she wore the bandage.


La macchina del Clarion di Spoon River fu distrutta ed io spalmato di pece e coperto di penne,
per aver pubblicato questo il giorno in cui gli Anarchici vennero impiccati a Chicago:
"Vidi una donna bellissima con gli occhi bendati eretta sui gradini di un tempio di marmo.
Grandi moltitudini passavano davanti a lei, sollevando la faccia ad implorarla.
Nella mano sinistra teneva una spada.
Brandiva quella spada, colpendo a volte un bimbo,a volte un operaio,
ora una donna che tentava sottrarsi, ora un folle.
Nella destra teneva una bilancia;
nella bilancia venivano gettati pezzi d'oro da quelli che schivavano i colpi della spada.
Un uomo con la toga nera lesse da un manoscritto:
"Ella non rispetta gli uomini."
Poi un giovanotto col berretto rosso
balzò al suo fianco e le strappò la benda.
Ed ecco, le ciglia erano corrose
dalle palpebre imputridite;
le pupille bruciate da un muco latteo;
la follia di un'anima morente
le era scritta sul volto - ma la moltitudine vide perché portava la benda."”

 Da Spoon River e sulla tomba di Giuseppe Pinelli.

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Published by Oreste Scalzone - dans ESTATE 05
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