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10 août 2007 5 10 /08 /août /2007 01:34
Se qualcuno può registrare l'intervento di Oreste, ce lo fate arrivare in formato mp3 ;-)
(Vi anticipo un ragionamento critico di Oreste sull'esperienza della lotta armata che fará discutere)
Grazie, ci conto Ignazio & Co

Lunedi' 13
Ingresso a Sottoscrizione (3 Euro) dalle 21.00

Concerto - Inizio ore 21.45 (Palco Centrale)
Alla festa per presentare il suo ultimo lavoro ''suonarne 1 per educarne 100''
Dal 1977 al 2007, 30 anni di storia politica italiana filtrati in un mix musicale di Blues elettrici, Jazz, Rock, Progressive.
Daniele Sepe und Rote Jazz Fraktion Biografia Estesa
Angela Kinczly

Aucan Concerto - Inizio ore 24.00 (Tenda Blu)

DJ Set DJ Set - Inizio ore 24.00 (Patchanka)

DJ Afro DJ Set - Inizio ore 24.00 (Stand Migranti)
(Reggae)
Conduttore della trasmissione Ritmo Irie (Radio Onda d'Urto).

SREBRENICA, I GIORNI DELLA VERGOGNA Biografia Estesa Libri - Inizio ore 19.00 (Stand Ciringuito)
Di Luca Leone (Ed. Infinito)
Presenta Massimiliano Del Barba (Radio Onda d'Urto). Interviene Andrea Rossini (Osservatorio sui Balcani).
Sarà presente l'Autore.

QUELLE IMBARAZZANTI 90 BOMBE ATOMICHE IN GIARDINO Proiezione - Inizio ore 21.00 (Palco Centrale)
Inchiesta di RAINEWS 24 sulle bombe nucleari in Italia ed a Ghedi (Brescia).
Seguira' intervento del Comitato ''via le atomiche da Ghedi''.
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G8 Genova e iniziative 1-2 Settembre per Renato Biagetti<br /> <br /> Ven, 08/03/2007 - 11:46<br /> <br /> Sinistra 19 - Roma Nord<br /> <br /> G8 GENOVA/ OK COMMISSIONE A TESTO BASE PER INCHIESTA CAMERA Via libera dall’Unione. Prc: compiuto un atto di giustizia<br /> <br /> Roma, 30 lug. (Apcom) - - La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha approvato, con i voti dell’Unione, l’adozione del testo base di una proposta di legge che istituisce una Commissione d’inchiesta monocamerale sui fatti accaduti a Genova in occasione del G8 del 2001. Il testo è stato proposto dal relatore Gianclaudio Bressa. La sinistra della maggioranza esulta. "E’ stato compiuto un atto di giustizia", afferma Graziella Mascia, vicepresidente dei deputati di Rifondazione comunista alla Camera. "A distanza di sette anni la politica finalmente compie un primo passo per fondamentale per fare chiarezza su una delle pagine più tristi della Repubblica italiana", sottolinea. "Al di là delle divisioni politiche - prosegue - è evidente che qualcosa di terribile in quei giorni è accaduto. La morte di Carlo Giuliani, le torture di Bolzaneto, la "macelleria messicana" della Diaz, le violenze diffuse e generalizzate, sono fatti che hanno offeso l’immagine del nostro Paese nel mondo La commissione - prosegue Mascia firmataria della proposta di legge - non intralcerà ne si sovrapporrà, in alcun modo al percorso giudiziario ma rappresenterà la sede opportuna per fornire alle istituzioni gli strumenti necessari affinché ciò che è accaduto a Genova nel 2001, non si accada più".<br /> ================================><br /> <br /> 1 settembre 2007 Focene: Manifestazione in memoria di Renato 2 settembre Assemblea Nazionale antifascista<br /> <br /> Sabato 1 settembre. Un fiore per Renato, per non dimenticare.<br /> <br /> Erano le 5 del mattino del 27 agosto 2006 quando all’uscita da una festa reggae presso il Buena Onda sul litorale di Focene, veniva aggredito e ucciso con 8 coltellate, da due giovani del luogo, Renato Biagetti. Un’aggressione premeditata avvenuta in pochi secondi. Pochi secondi e tanta ottusa e insensata follia, per infliggere otto coltellate dirette a punti vitali che hanno ucciso uno di noi…tutti noi. La sua unica colpa: essere lì, a quella festa, con la sua compagna e i suoi amici. La sua unica colpa essere considerato diverso, altro, estraneo a quel territorio. E’ con quella frase ”è finita la festa? e allora che cazzo ce state a fa qua! tornatevene a Roma!” che sono iniziati gli attimi più sconvolgenti e violenti della vita di Renato e di chi quella sera era insieme a lui. Da subito i giornali hanno parlato di rissa tra balordi, da subito la verità è stata manipolata da omissioni e depistaggi, da subito in molti hanno tentato di raccontarci che la politica non c’entrava niente. Da subito noi, familiari, amici, fratelli e sorelle di Renato abbiamo lottato per far emergere con forza la verità: che Renato non era un balordo e che quella era stata un’aggressione, che la politica c’entra perchè chi esce di casa armato di lama per aggredire chiunque venga considerato diverso, di sinistra, omosessuale o di colore è comunque un fascista. La verità purtroppo la conoscevamo già, forse anche prima di quella terribile notte. Conoscevamo i mandanti, lo sfondo e le motivazioni politiche delle imboscate, la viltà e l’infamità dell’intolleranza tramandata come valore familiare e che invece genera mostri, conoscevamo la stupidità e l’arroganza degli autori materiali di raid e aggressioni, conoscevamo i disegni della destra, i doppiopetto in primo piano e le squadracce nella notte. Dopo la morte di Renato non si può più tornare indietro. Per tutto questo lungo anno, nell’indifferenza della politica, delle istituzioni e dell’opinione pubblica, abbiamo continuato a denunciare questo clima. Le aggressioni a Villa Ada e alla casa occupata di Casalbertone sono altri gravissimi episodi che dimostrano che tale estremismo non può essere trattato con una becera equidistanza o con la semplice indignazione, legittimando di fatto la presenza di covi neofascisti nella nostra città e nelle nostre periferie. E’ passato un anno da quella maledetta notte, un anno che ha visto tantissimi compagni e compagne, amici e amiche, la gente comune attivarsi, ognuno a suo modo. Manifestare insieme il rifiuto della violenza fascista, raccontare la storia di Renato, gridare a gran voce la verità su quella notte, organizzare iniziative in giro per l’Italia, continuare a far vivere nei progetti in cui lui credeva, i sogni di Renato. Tutte le iniziative organizzate hanno comunicato messaggi di vita, di entusiasmo, hanno rimesso al centro dell’attenzione l’antifascismo e il rifiuto della cultura del coltello come valori fondanti della nostra storia che devono essere ribaditi ancora oggi, tutti i giorni, con forza e convinzione. Il 1 settembre saremo a Focene, un anno dopo quella tragica notte, con la forza e la determinazione di chi non ha dimenticato e ha ancora voglia che anche gli abitanti di quella zona ascoltino il suono della verità. Per portare un fiore a Renato, per raccontare a tutti quelli che vivono quell’estremo territorio periferico solo d’estate o tutti i giorni dell’anno ciò che è accaduto un anno fa. Contro il silenzio e l’omertà che rende colpevoli e conniventi.<br /> <br /> Per il 2 settembre inoltre proponiamo un’assemblea nazionale antifascista a cui invitiamo a partecipare tutti coloro che saranno a Focene il 1 settembre, per ragionare insieme come continuare a far vivere la storia di Renato nelle lotte e nei percorsi che ognuno di noi porta avanti e come dare un respiro nazionale al percorso antifascista. Invitiamo tutti e tutte a costruire insieme la giornata del 1 settembre a Focene, a portare il proprio contributo, le proprie idee, i proprio rumori, i propri percorsi di lotta quotidiani, in questa manifestazione che ci stiamo immaginando fortemente comunicativa e determinata, fatta di musica e parole, di rabbia e amore. Con Renato nel cuore<br /> <br /> 1 SETTEMBRE 2007 CON RENATO NEL CUORE MANIFESTAZIONE A FOCENE<br /> <br /> Per info e adesioni veritaperrenato.noblogs.org veritaperrenato@inventati.org<br /> <br /> ...senza memoria non esiste coscienza, perchè non si difende ciò che non si ama e non si ama ciò che non si conosce….<br /> <br /> http://osservatoriorepressione.blogspot.com/<br /> <br /> osservatorio@posta.rifondazione.it<br />
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<br /> APPELLO x WALTER ROSSI (30/9/77 - 30/9/07)<br /> <br /> Ven, 08/10/2007 - 18:07<br /> <br /> Sinistra 19 - Roma Nord<br /> <br /> WALTER ROSSI UN RICORDO SENZA PACE 30 SETTEMBRE 1977 - 30 SETTEMBRE 2007<br /> <br /> Trent’anni sono passati e ancora oggi nessuno, per lo stato italiano, è il responsabile dell’assassinio di Walter. La verità storica fu affermata da subito: fascisti dell’allora MSI di Balduina, coperti da agenti di PS, lo uccisero, sparando contro i compagni che volantinavano per Via delle Medaglie d’Oro per denunciare il tentato omicidio del giorno precedente sempre ad opera di fascisti.<br /> <br /> Per lo stato italiano la storia di Walter Rossi non è una novità: da Portella delle ginestre nel 1947 ad oggi, passando per le stragi degli anni ‘60 e ’70, si è sempre garantita agli esecutori materiali e ai mandanti politici la totale impunità e copertura. Cristiano Fioravanti, indicato come l’esecutore materiale dell’assassinio di Walter Rossi, solo per fare un esempio, vive sotto copertura dello stato, in luogo segreto e stipendiato.<br /> <br /> Sono sessant’anni che ogni qualvolta un membro delle forze dell’ordine sia responsabile di omicidi, torture, gravi violazioni delle libertà individuali, questi non paghi, non venga fatta luce sulle complicità e mandanti; e questo vale anche per coloro che dentro un quadro di repressione dell’opposizione abbiano svolto e continuino a sostenere la funzione di mazzieri del potere: i fascisti delle diverse formazioni, anche di quelle legittimate in quanto dentro “l’arco parlamentare”.<br /> <br /> In questo senso la novità che in questi ultimi anni ci ha riservato la politica istituzionale parla di equidistanza, che traduciamo semplicemente in complicità con chi ancora oggi aggredisce e uccide quanti rappresentano una diversità, un’alternativa ai modelli produttivi e culturali esistenti. Le storie più recenti di Carlo Giuliani, Renato Biagetti, di Federico Aldrovandi, di Dax sono le testimonianze più chiare e che ancora ci fanno vibrare di rabbia. A colpire è stata una stessa mano impune, garantita e coperta dallo stato, fomentata dall’odio che riempie le parole di tanti politici, le politiche delle istituzioni, che attraversa le strade dei nostri quartieri.<br /> <br /> Vorremmo ricordare Walter proponendo tre giorni di iniziative legate più che dal semplice ricordo della scadenza, dalla riflessione collettiva attorno al senso della verità e della giustizia che le storie di questi compagni ancora oggi reclamano, in continuità con i percorsi che da qualche tempo vedono impegnati ampi settori di movimento, non solo romano.<br /> <br /> Vorremmo, in un primo momento pubblico, ricostruire in termini storici e politici il ruolo giocato dalle forze dell’ordine, dai fascisti di ieri e di oggi, dalla intellighenzia revisionista e dalle istituzioni, nella costruzione di un apparato repressivo, e anche culturale, che ancora oggi agisce in linea di continuità con l’eredità fascista. Porre una serie di punti chiari che possano continuare a circolare come elementi condivisi di riflessione nel modo più ampio e collettivo possibile, nella nostra rivendicazione di verità e giustizia per Walter come per Carlo, Dax e Renato.<br /> <br /> Vorremmo poi costruire un corteo cittadino, per denunciare ancora i responsabili per la morte di Walter Rossi, ma anche dove poter agitare tutte quelle rivendicazioni che negli ultimi anni hanno visto protagonista il movimento e che saranno in parte anche frutto della discussione collettiva dei giorni precedenti.<br /> <br /> Convochiamo per questo una assemblea cittadina per mercoledì 5 settembre presso l’Ex SNIA (orario da definire).<br /> <br /> PROMUOVONO L’APPELLO: Associazione Walter Rossi, Spazio Sociale EX 51, Sinistra 19, PRC-SE “Puletti”, PRC-SE “Cicinelli”, PRC-SE “Donini”, R.A.M., compagne e compagni Antagonisti Primavalle, Claudio Ortale capogruppo PRC-SE Municipio Roma 19.<br /> <br /> (seguono adesioni )<br /> <br /> ADERISCONO ALL’APPELLO:<br /> <br /> Adriana Spera capogruppo PRC-SE al Comune di Roma, Giovanni Barbera capogruppo PRC-SE Municipio 17, ANPI Trionfale, Vincenzo Miliucci Confederazione Cobas, Ghirmai Tewelde capogruppo PRC-SE Municipio 18, Caterina Patti assessore alla Cultura Municipio 19, Maurizio Paradisi Responsabile Sport Federazione Roma PRC-SE, Vittorio Mantelli Dipartimento Nazionale Inchiesta PRC-SE, Associazione A.M. “Musu”, Associazione “Iskida”, Luca Fontana segretario Circolo PRC-SE “Che Guevara”, Gabriele Polo direttore quotidiano “IL MANIFESTO”, Renato Grimaldi Circolo Sinistra Europea Ambiente Territorio e Beni Comuni, Ivano Peduzzi capogruppo PRC-SE alla Regione Lazio, Enrico Luciani consigliere PRC-SE alla Regione Lazio, Nando Simeone Vice Presidente del Consiglio Provinciale di Roma, Valentina Steri assessore alla Scuola Municipio 16, Massimiliano Ortu capogruppo PRC-SE Municipio 16, Bianca Bracci Torsi Responsabile Dipartimento Nazionale Antifascismo PRC-SE, Tano D’Amico fotografo, Carlo Ranuzzi Staff Gruppo Capitolino PRC-SE, Guido Mozzetta segretario regionale PRC-SE del Lazio, Salvatore Bonadonna senatore PRC-SE, Stefano Zuppello assessore alla Mobilità Municipio IV, Carla Corciulo responsabile regionale Scuola PRC-SE del Lazio, Roberto Giordano segreteria FP CGIL Roma Sud, Federazione di Roma PRC-SE, Massimiliano Smeriglio deputato e segretario della Federazione di Roma del PRC-SE, Confederazione COBAS, Elio Romano responsabile regionale Ambiente e Territorio PRC-SE del Lazio, Fabrizio Burattini Segretario CGIL Roma Sud, Gualtiero Alunni (Direzione PRC di Roma), Ettore Zerbino psichiatra, Renata Ilari insegnante, Simona Ricotti CPN - PRC-SE, Rina Spagnoli Assessore Politiche Educative e Scolastiche Municipio XV, Luca Cattolico - ARCI, Gianluca Trasmondi consigliere MunicipioXV PRC-SE, Stefano OTERI - COBAS Ministero Economia e Finanze, Radio Città Aperta, Unione Sindacale Italiana USI AIT Segreteria ed Esecutivo Federazione di Roma, Andrea Catarci Presidente del Municipio Roma XI, Stefano Galieni Coordinatore del dipartimento immigrazione Prc SE, Claudio Favale - Architetto, Tonino Camuso e Cosimino Pecere a nome dell’Archivio storico Benedetto Petrone, Associazione Sinistra Critica ROMA, Riccardo Alfonso direttore Fidest agenzia giornalistica, Ettore Davoli comitato nomortilavoro, Giuseppe Pelli segretario Circolo PRC-SE “Rigoberta Menchù”, Lucia Bruno, Associazione Ex Lavanderia, Pina Rozzo Vicepresidente della Provincia di Roma, RdB/CUB MEF<br /> <br /> PER ADERIRE: posta@associazionewalterrossi.it<br />
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<br /> APPELLO x WALTER ROSSI (30/9/77 - 30/9/07)<br /> <br /> Ven, 08/10/2007 - 18:07<br /> <br /> Sinistra 19 - Roma Nord<br /> <br /> WALTER ROSSI UN RICORDO SENZA PACE 30 SETTEMBRE 1977 - 30 SETTEMBRE 2007<br /> <br /> Trent’anni sono passati e ancora oggi nessuno, per lo stato italiano, è il responsabile dell’assassinio di Walter. La verità storica fu affermata da subito: fascisti dell’allora MSI di Balduina, coperti da agenti di PS, lo uccisero, sparando contro i compagni che volantinavano per Via delle Medaglie d’Oro per denunciare il tentato omicidio del giorno precedente sempre ad opera di fascisti.<br /> <br /> Per lo stato italiano la storia di Walter Rossi non è una novità: da Portella delle ginestre nel 1947 ad oggi, passando per le stragi degli anni ‘60 e ’70, si è sempre garantita agli esecutori materiali e ai mandanti politici la totale impunità e copertura. Cristiano Fioravanti, indicato come l’esecutore materiale dell’assassinio di Walter Rossi, solo per fare un esempio, vive sotto copertura dello stato, in luogo segreto e stipendiato.<br /> <br /> Sono sessant’anni che ogni qualvolta un membro delle forze dell’ordine sia responsabile di omicidi, torture, gravi violazioni delle libertà individuali, questi non paghi, non venga fatta luce sulle complicità e mandanti; e questo vale anche per coloro che dentro un quadro di repressione dell’opposizione abbiano svolto e continuino a sostenere la funzione di mazzieri del potere: i fascisti delle diverse formazioni, anche di quelle legittimate in quanto dentro “l’arco parlamentare”.<br /> <br /> In questo senso la novità che in questi ultimi anni ci ha riservato la politica istituzionale parla di equidistanza, che traduciamo semplicemente in complicità con chi ancora oggi aggredisce e uccide quanti rappresentano una diversità, un’alternativa ai modelli produttivi e culturali esistenti. Le storie più recenti di Carlo Giuliani, Renato Biagetti, di Federico Aldrovandi, di Dax sono le testimonianze più chiare e che ancora ci fanno vibrare di rabbia. A colpire è stata una stessa mano impune, garantita e coperta dallo stato, fomentata dall’odio che riempie le parole di tanti politici, le politiche delle istituzioni, che attraversa le strade dei nostri quartieri.<br /> <br /> Vorremmo ricordare Walter proponendo tre giorni di iniziative legate più che dal semplice ricordo della scadenza, dalla riflessione collettiva attorno al senso della verità e della giustizia che le storie di questi compagni ancora oggi reclamano, in continuità con i percorsi che da qualche tempo vedono impegnati ampi settori di movimento, non solo romano.<br /> <br /> Vorremmo, in un primo momento pubblico, ricostruire in termini storici e politici il ruolo giocato dalle forze dell’ordine, dai fascisti di ieri e di oggi, dalla intellighenzia revisionista e dalle istituzioni, nella costruzione di un apparato repressivo, e anche culturale, che ancora oggi agisce in linea di continuità con l’eredità fascista. Porre una serie di punti chiari che possano continuare a circolare come elementi condivisi di riflessione nel modo più ampio e collettivo possibile, nella nostra rivendicazione di verità e giustizia per Walter come per Carlo, Dax e Renato.<br /> <br /> Vorremmo poi costruire un corteo cittadino, per denunciare ancora i responsabili per la morte di Walter Rossi, ma anche dove poter agitare tutte quelle rivendicazioni che negli ultimi anni hanno visto protagonista il movimento e che saranno in parte anche frutto della discussione collettiva dei giorni precedenti.<br /> <br /> Convochiamo per questo una assemblea cittadina per mercoledì 5 settembre presso l’Ex SNIA (orario da definire).<br /> <br /> PROMUOVONO L’APPELLO: Associazione Walter Rossi, Spazio Sociale EX 51, Sinistra 19, PRC-SE “Puletti”, PRC-SE “Cicinelli”, PRC-SE “Donini”, R.A.M., compagne e compagni Antagonisti Primavalle, Claudio Ortale capogruppo PRC-SE Municipio Roma 19.<br /> <br /> (seguono adesioni )<br /> <br /> ADERISCONO ALL’APPELLO:<br /> <br /> Adriana Spera capogruppo PRC-SE al Comune di Roma, Giovanni Barbera capogruppo PRC-SE Municipio 17, ANPI Trionfale, Vincenzo Miliucci Confederazione Cobas, Ghirmai Tewelde capogruppo PRC-SE Municipio 18, Caterina Patti assessore alla Cultura Municipio 19, Maurizio Paradisi Responsabile Sport Federazione Roma PRC-SE, Vittorio Mantelli Dipartimento Nazionale Inchiesta PRC-SE, Associazione A.M. “Musu”, Associazione “Iskida”, Luca Fontana segretario Circolo PRC-SE “Che Guevara”, Gabriele Polo direttore quotidiano “IL MANIFESTO”, Renato Grimaldi Circolo Sinistra Europea Ambiente Territorio e Beni Comuni, Ivano Peduzzi capogruppo PRC-SE alla Regione Lazio, Enrico Luciani consigliere PRC-SE alla Regione Lazio, Nando Simeone Vice Presidente del Consiglio Provinciale di Roma, Valentina Steri assessore alla Scuola Municipio 16, Massimiliano Ortu capogruppo PRC-SE Municipio 16, Bianca Bracci Torsi Responsabile Dipartimento Nazionale Antifascismo PRC-SE, Tano D’Amico fotografo, Carlo Ranuzzi Staff Gruppo Capitolino PRC-SE, Guido Mozzetta segretario regionale PRC-SE del Lazio, Salvatore Bonadonna senatore PRC-SE, Stefano Zuppello assessore alla Mobilità Municipio IV, Carla Corciulo responsabile regionale Scuola PRC-SE del Lazio, Roberto Giordano segreteria FP CGIL Roma Sud, Federazione di Roma PRC-SE, Massimiliano Smeriglio deputato e segretario della Federazione di Roma del PRC-SE, Confederazione COBAS, Elio Romano responsabile regionale Ambiente e Territorio PRC-SE del Lazio, Fabrizio Burattini Segretario CGIL Roma Sud, Gualtiero Alunni (Direzione PRC di Roma), Ettore Zerbino psichiatra, Renata Ilari insegnante, Simona Ricotti CPN - PRC-SE, Rina Spagnoli Assessore Politiche Educative e Scolastiche Municipio XV, Luca Cattolico - ARCI, Gianluca Trasmondi consigliere MunicipioXV PRC-SE, Stefano OTERI - COBAS Ministero Economia e Finanze, Radio Città Aperta, Unione Sindacale Italiana USI AIT Segreteria ed Esecutivo Federazione di Roma, Andrea Catarci Presidente del Municipio Roma XI, Stefano Galieni Coordinatore del dipartimento immigrazione Prc SE, Claudio Favale - Architetto, Tonino Camuso e Cosimino Pecere a nome dell’Archivio storico Benedetto Petrone, Associazione Sinistra Critica ROMA, Riccardo Alfonso direttore Fidest agenzia giornalistica, Ettore Davoli comitato nomortilavoro, Giuseppe Pelli segretario Circolo PRC-SE “Rigoberta Menchù”, Lucia Bruno, Associazione Ex Lavanderia, Pina Rozzo Vicepresidente della Provincia di Roma, RdB/CUB MEF<br /> <br /> PER ADERIRE: posta@associazionewalterrossi.it<br />
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<br /> Primo settembre a focene<br /> <br /> Sab, 07/28/2007 - 11:02<br /> <br /> veritaperrenato.noblogs.org<br /> <br /> Sabato 1 settembre. Un fiore per Renato, per non dimenticare.<br /> <br /> <br /> Erano le 5 del mattino del 27 agosto 2006 quando all'uscita da una festa reggae presso il Buena Onda sul litorale di Focene, veniva aggredito e ucciso con 8 coltellate, da due giovani del luogo, Renato Biagetti. Un’aggressione premeditata avvenuta in pochi secondi. Pochi secondi e tanta ottusa e insensata follia, per infliggere otto coltellate dirette a punti vitali che hanno ucciso uno di noi...tutti noi.<br /> La sua unica colpa: essere lì, a quella festa, con la sua compagna e i suoi amici. La sua unica colpa essere considerato diverso, altro, estraneo a quel territorio. E' con quella frase "è finita la festa? e allora che cazzo ce state a fa qua! tornatevene a Roma!" che sono iniziati gli attimi più sconvolgenti e violenti della vita di Renato e di chi quella sera era insieme a lui.<br /> Da subito i giornali hanno parlato di rissa tra balordi, da subito la verità è stata manipolata da omissioni e depistaggi, da subito in molti hanno tentato di raccontarci che la politica non c'entrava niente.<br /> Da subito noi, familiari, amici, fratelli e sorelle di Renato abbiamo lottato per far emergere con forza la verità: che Renato non era un balordo e che quella era stata un'aggressione, che la politica c'entra perchè chi esce di casa armato di lama per aggredire chiunque venga considerato diverso, di sinistra, omosessuale o di colore è comunque un fascista. La verità purtroppo la conoscevamo già, forse anche prima di quella terribile notte. Conoscevamo i mandanti, lo sfondo e le motivazioni politiche delle imboscate, la viltà e l’infamità dell’intolleranza tramandata come valore familiare e che invece genera mostri, conoscevamo la stupidità e l’arroganza degli autori materiali di raid e aggressioni, conoscevamo i disegni della destra, i doppiopetto in primo piano e le squadracce nella notte.<br /> <br /> Dopo la morte di Renato non si può più tornare indietro. Per tutto questo<br /> lungo anno, nell’indifferenza della politica, delle istituzioni e dell’opinione pubblica, abbiamo continuato a denunciare questo clima.<br /> Le aggressioni a Villa Ada e alla casa occupata di Casalbertone sono altri gravissimi episodi che dimostrano che tale estremismo non può essere trattato con una becera equidistanza o con la semplice indignazione, legittimando di fatto la presenza di covi neofascisti nella nostra città e nelle nostre periferie.<br /> <br /> E' passato un anno da quella maledetta notte, un anno che ha visto tantissimi compagni e compagne, amici e amiche, la gente comune attivarsi, ognuno a suo modo. Manifestare insieme il rifiuto della violenza fascista, raccontare la storia di Renato, gridare a gran voce la verità su quella notte, organizzare iniziative in giro per l'Italia, continuare a far vivere nei progetti in cui lui credeva, i sogni di Renato.<br /> Tutte le iniziative organizzate hanno comunicato messaggi di vita, di entusiasmo, hanno rimesso al centro dell'attenzione l'antifascismo e il rifiuto della cultura del coltello come valori fondanti della nostra storia che devono essere ribaditi ancora oggi, tutti i giorni, con forza e convinzione.<br /> Il 1 settembre saremo a Focene, un anno dopo quella tragica notte, con la forza e la determinazione di chi non ha dimenticato e ha ancora voglia che anche gli abitanti di quella zona ascoltino il suono della verità. Per portare un fiore a Renato, per raccontare a tutti quelli che vivono quell'estremo territorio periferico solo d'estate o tutti i giorni dell'anno ciò che è accaduto un anno fa. Contro il silenzio e l’omertà che rende colpevoli e conniventi.<br /> <br /> Per il 2 settembre inoltre proponiamo un'assemblea nazionale antifascista a cui invitiamo a partecipare tutti coloro che saranno a Focene il 1 settembre, per ragionare insieme come continuare a far vivere la storia di Renato nelle lotte e nei percorsi che ognuno di noi porta avanti e come dare un respiro nazionale al percorso antifascista.<br /> <br /> Invitiamo tutti e tutte a costruire insieme la giornata del 1 settembre a Focene, a portare il proprio contributo, le proprie idee, i proprio rumori, i propri percorsi di lotta quotidiani, in questa manifestazione che ci stiamo immaginando fortemente comunicativa e determinata, fatta di musica e parole, di rabbia e amore.<br /> <br /> Con Renato nel cuore<br /> <br /> 1 SETTEMBRE 2007<br /> CON RENATO NEL CUORE<br /> MANIFESTAZIONE A FOCENE<br /> <br /> Per info e adesioni<br /> veritaperrenato.noblogs.org<br /> veritaperrenato@inventati.org<br />
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Io se fossi Dio<br /> <br /> <br /> Io se fossi Dio<br /> e io potrei anche esserlo<br /> sennò non vedo chi.<br /> <br /> Io se fossi Dio<br /> non mi farei fregare dai modi furbetti della gente<br /> non sarei mica un dilettante<br /> sarei sempre presente.<br /> Sarei davvero in ogni luogo a spiare<br /> o meglio ancora a criticare<br /> appunto cosa fa la gente.<br /> Per esempio, il piccolo borghese<br /> com’è noioso<br /> non commette mai peccati grossi<br /> non è mai intensamente peccaminoso.<br /> Del resto, poverino, è troppo misero e meschino<br /> e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda<br /> lui pensa che l’errore piccolino non lo conti o non lo veda.<br /> <br /> Per questo<br /> io se fossi Dio<br /> preferirei il secolo passato<br /> se fossi Dio<br /> rimpiangerei il furore antico<br /> dove si odiava e poi si amava<br /> e si ammazzava il nemico.<br /> <br /> Ma io non sono ancora<br /> nel regno dei cieli<br /> sono troppo invischiato<br /> nei vostri sfaceli.<br /> <br /> Io se fossi Dio<br /> non sarei così coglione<br /> a credere solo ai palpiti del cuore<br /> o solo agli alambicchi della ragione.<br /> <br /> Io se fossi Dio<br /> sarei sicuramente molto intero<br /> e molto distaccato<br /> come dovreste essere voi.<br /> <br /> Io se fossi Dio<br /> non sarei mica stato a risparmiare<br /> avrei fatto un uomo migliore.<br /> Sì, va be’, lo ammetto<br /> non m’è venuto tanto bene<br /> ed è per questo, per predicare il giusto<br /> che io ogni tanto mando giù qualcuno<br /> ma poi alla gente piace interpretare<br /> e fa ancora più casino.<br /> <br /> Io se fossi Dio<br /> non avrei fatto gli errori di mio figlio<br /> e sull’amore e sulla carità<br /> mi sarei spiegato un po’ meglio.<br /> <br /> Infatti non è mica normale<br /> che un comune mortale<br /> per le cazzate tipo compassione e fame in India<br /> c’ha tanto amore di riserva<br /> che neanche se lo sogna<br /> che mi viene da dire<br /> “Ma dopo come fa a essere così carogna?”,<br /> <br /> E io se fossi Dio<br /> non sarei ridotto come voi<br /> e se lo fossi io certo morirei<br /> per qualcosa di importante.<br /> <br /> Purtroppo l’occasione<br /> di morire simpaticamente<br /> non capita sempre<br /> e anche l’avventuriero più spinto<br /> muore dove gli può capitare<br /> e neanche tanto convinto.<br /> <br /> Io se fossi Dio<br /> farei quello che voglio<br /> non sarei certo permissivo<br /> bastonerei mio figlio<br /> sarei severo e giusto<br /> stramaledirei gli inglesi<br /> come mi fu chiesto<br /> e se potessi<br /> anche gli africanisti e l’Asia<br /> e poi gli americani e i russi<br /> bastonerei la militanza<br /> come la misticanza<br /> e prenderei a schiaffi<br /> i volterriani, i ladri<br /> gli stupidi e i bigotti<br /> perché Dio è violento.<br /> E gli schiaffi di Dio<br /> appiccicano al muro tutti.<br /> <br /> Ma io non sono ancora<br /> nel regno dei cieli<br /> sono troppo invischiato<br /> nei vostri sfaceli.<br /> <br /> Finora abbiamo scherzato.<br /> Ma va a finire che uno<br /> prima o poi ci piglia gusto<br /> e con la scusa di Dio tira fuori<br /> tutto quello che gli sembra giusto.<br /> <br /> E a te ragazza<br /> che mi dici che non è vero<br /> che il piccolo borghese<br /> è solo un po’ coglione<br /> che quell’uomo è proprio un delinquente<br /> un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia<br /> e che ha tentato pure di violentare sua figlia.<br /> <br /> Io come Dio inventato<br /> come Dio fittizio<br /> prendo coraggio<br /> e sparo il mio giudizio e dico:<br /> speriamo che a tuo padre<br /> gli sparino nel culo, cara figlia.<br /> Così per i giornali diventa<br /> un bravi padre di famiglia.<br /> <br /> Io se fossi Dio<br /> maledirei davvero i giornalisti<br /> e specialmente tutti<br /> che certamente non son brave persone<br /> e dove cogli, cogli sempre bene.<br /> Compagni giornalisti, avete troppa sete<br /> e non sapete approfittare delle libertà che avete<br /> avete ancora la libertà di pensare<br /> ma quello non lo fate<br /> e in cambio pretendete la libertà di scrivere<br /> e di fotografare.<br /> Immagini geniali e interessanti<br /> di presidenti solidali e di mamme piangenti.<br /> E in questa Italia piena di sgomento<br /> come siete coraggiosi, voi che vi buttate<br /> senza tremare un momento.<br /> Cannibali, necrofili, deamicisiani, astuti<br /> e si direbbe proprio compiaciuti.<br /> Voi vi buttate sul disastro umano<br /> col gusto della lacrima in primo piano.<br /> Sì, vabbe’, lo ammetto<br /> la scomparsa dei fogli e della stampa<br /> sarebbe forse una follia<br /> ma io se fossi Dio<br /> di fronte a tanta deficienza<br /> non avrei certo la superstizione della democrazia.<br /> <br /> Ma io non sono ancora<br /> nel regno dei cieli<br /> sono troppo invischiato<br /> nei vostri sfaceli.<br /> <br /> Io se fossi Dio<br /> naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente<br /> nel regno dei cieli non vorrei ministri<br /> né gente di Partito tra le palle<br /> perché la politica è schifosa<br /> e fa male alla pelle.<br /> E tutti quelli che fanno questo gioco<br /> che poi è un gioco di forze ributtante e contagioso<br /> come la lebbra e il tifo<br /> e tutti quelli che fanno questo gioco<br /> c’hanno certe facce<br /> che a vederli fanno schifo<br /> che siano untuosi democristiani<br /> o grigi compagni del Pci.<br /> Son nati proprio brutti<br /> o perlomeno tutti finiscono così.<br /> <br /> Io se fossi Dio<br /> dall’alto del mio trono<br /> vedrei che la politica è un mestiere come un altro<br /> e vorrei dire, mi pare, a Platone<br /> che il politico è sempre meno filosofo<br /> e sempre più coglione.<br /> È un uomo a tutto tondo<br /> che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo<br /> che scivola sulle parole<br /> anche quando non sembra o non lo vuole.<br /> Compagno radicale<br /> la parola compagno non so chi te l’ha data<br /> ma in fondo ti sta bene<br /> tanto ormai è squalificata<br /> compagno radicale<br /> cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino<br /> ti muovi proprio bene in questo gran casino<br /> e mentre da una parte si spara un po’ a casaccio<br /> e dall’altra si riempiono le galere<br /> di gente che non c’entra un cazzo.<br /> Compagno radicale<br /> tu occupati pure di diritti civili<br /> e di idiozia che fa democrazia<br /> e preparaci pure un altro referendum<br /> questa volta per sapere<br /> dov’è che i cani devono pisciare.<br /> <br /> Compagni socialisti<br /> ma sì, anche voi insinuanti, astuti e tondi<br /> compagni socialisti<br /> con le vostre spensierate alleanze<br /> di destra, di sinistra, di centro<br /> coi vostri uomini aggiornati<br /> nuovi di fuori e vecchi di dentro<br /> compagni socialisti, fatevi avanti<br /> che questo è l’anno del garofano rosso e dei soli nascenti<br /> fatevi avanti col mito del progresso<br /> e con la vostra schifosa ambiguità<br /> ringraziate la dilagante imbecillità.<br /> <br /> Ma io non sono ancora<br /> nel regno dei cieli<br /> sono troppo invischiato<br /> nei vostri sfaceli.<br /> <br /> Io se fossi Dio<br /> non avrei proprio più pazienza<br /> inventerei di nuovo una morale<br /> e farei suonare le trombe<br /> per il Giudizio universale.<br /> <br /> Voi mi direte: perché è così parziale<br /> il mio personalissimo Giudizio universale?<br /> Perché non suonano le mie trombe<br /> per gli attentati, i rapimenti<br /> i giovani drogati e per le bombe?<br /> Perché non è comparsa ancora l’altra faccia della medaglia.<br /> Io come Dio, non è che non ne ho voglia<br /> io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili<br /> o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili<br /> ma come uomo come sono e fui<br /> ho parlato di noi, comuni mortali<br /> quegl’altri non li capisco<br /> mi spavento, non mi sembrano uguali.<br /> Di loro posso dire solamente<br /> che dalle masse sono riusciti ad ottenere<br /> lo stupido pietismo per il carabiniere<br /> di loro posso dire solamente<br /> che mi hanno tolto il gusto<br /> di essere incazzato personalmente.<br /> Io come uomo posso dire solo ciò che sento<br /> cioè solo l’immagine del grande smarrimento.<br /> <br /> Però se fossi Dio<br /> sarei anche invulnerabile e perfetto<br /> allora non avrei paura affatto<br /> così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria<br /> che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia.<br /> <br /> Ecco la differenza che c’è tra noi e gli innominabili:<br /> di noi posso parlare perché so chi siamo<br /> e forse facciamo più schifo che spavento<br /> di fronte al terrorismo o a chi si uccide c’è solo lo sgomento.<br /> <br /> Ma io se fossi Dio<br /> non mi farei fregare da questo sgomento<br /> e nei confronti dei politici<br /> sarei severo come all’inizio<br /> perché a Dio i martiri<br /> non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.<br /> <br /> E se al mio Dio che ancora si accalora<br /> gli fa rabbia chi spara<br /> gli fa anche rabbia il fatto<br /> che un politicante qualunque<br /> se gli ha sparato un brigatista<br /> diventa l’unico statista.<br /> <br /> Io se fossi Dio<br /> quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio<br /> c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire<br /> che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia cristiana<br /> è il responsabile maggiore di trent’anni di cancrena italiana.<br /> <br /> Io se fossi Dio<br /> un Dio incosciente enormemente saggio<br /> c’avrei anche il coraggio di andare dritto in galera<br /> ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora<br /> quella faccia che era.<br /> <br /> Ma in fondo tutto questo è stupido<br /> perché logicamente<br /> io se fossi Dio<br /> la Terra la vedrei piuttosto da lontano<br /> e forse non ce la farei ad accalorarmi<br /> in questo scontro quotidiano.<br /> <br /> Io se fossi Dio<br /> non mi interesserei di odio o di vendetta<br /> e neanche di perdono<br /> perché la lontananza è l’unica vendetta<br /> è l’unico perdono.<br /> <br /> E allora<br /> va a finire che se fossi Dio<br /> io mi ritirerei in campagna<br /> come ho fatto io.<br /> <br /> <br /> Giorgio Gaber<br />
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