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4 février 2010 4 04 /02 /février /2010 11:23
Tempus fugit 2)

Dopo l'incidente di percorso (vedi il post tempus fugit) che ha soltanto rimandato l'appuntamento a piazza Farnese dinanzi all'ambasciata francese per consegnare la Lettera aperta al presidente della Repubblica contro
il decreto d'estradizione di Sonja Suder e Christian Gauger, ecco una lunga lettera di Oreste (mai pubblicata a causa del suo ricovero in ospedale) per riprendere il filo del discorso...
L'avventura continua!


Amici, amiche, compagni, &ventualmente Complici, intimi complici oppure no, e anche all'occorrenza conoscenti o sconosciuti...,*
 [* ...mi si consentirà, in questa lettera  al solito intempestiva, intempestivissima..., di non aprire, per scrupolo, per tentare disperatamente di prevenire il malinteso sempre in agguato, spesso pregiudizialmente, con tutto il     connesso e conseguente scatenarsi di un concatenamento di corollarî, 'scambî di persona', scandali, lamentele, querimonie, interrogazioni, interrogatorî, processi alle intenzioni e meta-ritorsioni, e dunque relativa coazione a rimandi, rinvii, ricominciamenti da pre-premesse meta-discorsive, ex-cursus, ramificazioni, incisi parentetiche sub-digressioni... stop...
     La desinenza al maschile è, in assenza in italiano di neutro, di casi, di parole differenti per il <generale-astratto », per il maschile, per il femminile, è usata, appunto, nel senso del generale-astratto che sussume come « specie »-- certo la cosa non è neutra,''innocente'', non carica di sottintesi e gravida di conseguenze d'ogni tipo ; ma comunque, tanto, ormai anche la binarietà della « sessuazione delle desinenze » (peraltro affermata in modo tanto normativo, inquisitorio, « essenzialista » e moralizzatoresu base di legittimismo vittimistico/colpevolizzante sulla questione in oggetto, quanto trasgredita, oggetto di déroga, dunque applicata in modo aleatorio e alterno – valga l'esempio del demos e dell'Uomo dei corrispondenti « Diritti »). Dunque, volendo, per essere davvero trendy dovrei scrivere « Compagn*, amic*,.... », magari per esser meno enfatico e autoironico mettendo come esponenziale un #, o un @...
 Diciamo anche che il Compagni, è un po' nel senso del Compagnivirgola ...PotereOperaio... ]

...questa è una lettera spedita « en nombre », come se fosse una « circolare », ma questo solo per un'impossibilità, come dire...assoluta, ''fisico-logica''di poter singolarmente scrivere a ciascun* (!!)una lettera che, beninteso, per altro contiene, 'va a parare a...' un 'denominatore comune'in qualche modo di carattere per cosi' dire, « pubblico » – e tagliamo ex-meta-di peraltro necessarie precisazioni semantiche [...]
(ma « pubblico », non posso non precisare, non solo perché la si « pubblica » sulla rete, o tela, o com'altro si voglia dire...; ma anche quanto ad alcuni  argomenti, seppur, per intanto, appena sfiorati, allusi, addirittura messi ''in ellissi'', come dicono nel cinema dei sott'intesi, dati come impliciti, o avendo in testa, senza avere tempo modo e spazio neanche di annunciarli, il fatto che ci si riserva appena possibile di farli seguire ; e nella fattispecie anche quanto a una proposta – com'è nel caso di appelli, o inviti);
...resta pero'che questa lettera, per altro verso, è davvero anche ad personam, pensata avendo in testa echi, voci diventate come 'di dentro', facce, situazioni, déjà vureali o immaginati, diretti o analoghi, che si affollano, intimano risposte, chiederebbero di spiegar, a volte come, quasi, di dis-col-par-si, chiarificare, controbattere, contro-... [...].
    Costituisce evidentemente un' equazione impossibile, a incognite crescentemente crescenti, è fisicamenteimpossibile, continuare a ricadere dentro un dispositivo quasi 'borgesiano', finire come la tartaruga di Zenone che in un circuito alternativamente  insegua la propria ombra tentando di 'doppiarla', o ne sia inseguita tentando di 'staccarla'... la tartaruga o anche Achille, « Achille e il suo doppio »...; o come un cane che si attorcigli fino a circolo vizioso tentando di mordere la sua propria coda, o un toro della festa di Pamplona a cui hanno legato un'assicella con uno straccio rosso per definizione irdavanti agli occhi... 
(taglio le altre similitudini disperatamente cercate... lo zero oltre l'infinito, la carta dei cartografi del Celeste impero..., la memoria infinita uguale al niente..., l' incaprettantesi o chi si agita in sabbie mobili..., la Biblioteca di Babele e l'Aleph..., Tristram Shandy di Sterne..., Buster Keaton che pianta una quercia per ricavarne uno stecchino..., la tela di Penelope..., Paul Valery « mi scuso del fatto che questa lettera è mostruosamente lunga, ma mi è mancato il tempo per 'far breve' »..., il nodo 'scorsoio di nodi di doppi vincoli e paradossi ingiuntivi del « subito, breve, conciso, semplice, chiaro, sensato, e nel linguaggio corrente... »[quale, in Babele di idioletti ciascuno volentesi come minimo L'esperanto...], gli effetti catastrofici che puo' avere il malintendere il polisenso che puo' avere la parola « fuoco »...  E 'taglio' soprattutto comunicazione di ricerche su eziopatogenesi, percorsi anamnestici – a rischio di psicanalis...etta, che rimontano – anzi, ridiscendono, tentando di approssimare la radice, almeno specifica – a onto-, poi a filo-genesi..., che andi/rivengono fra per cosi' dire endo- e -reattivo...
[°°°]

 Cio' detto (anche solo accennato – la solita questione del 'troppo etroppo poco'...),torno a precisare che questa lettera, che anticipa  un invito, ma non ansiogeno, perentorio (per cosi' dire, senza impegno...) è anche   personale, singolare, persino anche intima...
Se  sarà possibile – lo dico per me, foss'anche solo... --, tutto quando ero andato cominciando e ricominciando da un mese in qua, resta solo 'congelato', con la riserva di farlo seguire, come « le motivazioni » di una sentenza seguono (che paragone sinistro!!!) la stesura, annuncio, lettura del « dispositivo ».
 Comunque, ormai, il tempo è fuggito, la clessidra è quasi al limite, e se voglio, un annunci-invito, farlo passare da tardivo, intempestivo, in posticipato, 'devo' amputare quasi ''tutto'', e venire al punto da
anticipare .

     Dunque, vediamo. Martedi' 26 gennaio (giorno del mio 63esimo compleanno – vedete  come si intrecciano e mischiano i piani ?...) staro' a Roma : 'scendo' sabato 23 a Napoli, dove tra le 10 e le 16, in una sala del chiostro di SanLorenzoMaggiore, si svolgerà la presentazione del libro di Roberto Silvi – pubblicato postumo a cura di Ermanno Gallo, Ada Negroni, Janie Lacoste, gli editori di Colibri -- « La memoria e l'oblio ». Lunedi' 25, alle 18 alla libreria Odradek, si terrà la presentazione a Roma (e poi il 27 sarà il turno della Calusca City Light di Milano.
    Vorrei invitare chi – alcun ''obbligo'..., alcun ricatto morale larvato tipo « Non puoi  », « Non puoi non esserci....proprio ... », alcuna pressione surrettizia e ansiogena, querimoniale e pre-– avesse 'voglia', piacere, e anche condizioni di ''fattibilità'' senza ''salti mortali'' a venire il pomeriggio del 26 ad una sequenza che si concluderà con una torta e lo spaegnere le candeline, a piazza Farnese, a Roma (diciamo alle 18, ma lo precisero' by e-mail).
    Sul piano, diciamo,affettivo/
sentimentale, la cosa potrebbere essere l'occasione... non già di una « cerimonia degli addii », ma di una di quelle feste tra lacrime e sorrisi  che si facevano la sera prima di una partenza per un periodo relativamente lungo. Certo, cerimonie a tratti dall'allegria sforzata, e col magone un po' come a un funerale. Questo, non tanto negli ''addii a celibati e nubilati'', dove c'era dell'allegrezza e al limite si faceva dell'humour sinistro un po' iperrealista, almeno in intenzioni speranze e/o illusioni; quanto , per esempio, alla vigilia della partenza di uno per diciotto mesi secchi (ventiquattro se era un metalmeccanico buono, come quelli della Putilov, per la « Marina ») di « ferma » militare – salvo l'autentico coraggio di renitenzao diserzione, o emigrazione, che all'epoca era l'unica 'linea di fuga', e comportava l'invio per alcuni anni, rinnovabiliperché si ritornava all'uscita alla casella di partenza, e al dilemma se mangiar quella minestra o saltare da finestra..., rinnovabili fino ad aver passato l'età --  barra del tipo di quella « sinodale », di non ricordo quanti anni, certo ben sopra i trenta...Naturalmente, questo in ''tempo-di-pace'', che poi se...., quando... 
    Un altro esempio di questo tipo di convivii, riguarda le vigilie dei giorni in cui dovevano ''partire i bastimenti/pe' terre assai luntane''...
    In effetti,come si dice, « partire è un po' morire »...
 (certo, nel caso di vigilia d'arresto o di fuga, non è pensabile che ci siano convivii* 
[* questo computer non mi sincronizza, né accenti su i e o, né circonflessi, dunque, se non voglio addirittura arcaicamente metter j, devo raddoppiare]
...convivii, dicevo, 'a scopo di esorcizzare la tristezza, elaborare il lutto, consolarsi, reciproco e anche riflessivo.
Non si poteva fare come scriveva Carmelo Bene : « Ma fatemi il funerale da vivo!! »).

Insomma : una festa di compleanno un po' speciale. Nel senso 'buono' , allegro, anche perché il szottoscritto è diventato nonno-bis, una seconda volta, e a Fabio « il Pirata » si è aggiunta una Maïa, splendore che fa un mese oggi, raggio-di-sole (Fabio continua a dire a RossaLinda : « Ma glie l'hai detto che sono son grand frère... Glielo dici? »).
Poi sono diventato anche una sorta di pro-zio di Nilo, altra meraviglia arrivata (una certa romanitudine romanesca direbbe « A la faccia de chi ce vo' male! ») a casa di Paolo (Persichetti) e Valentina. Ero già parrain di una ormai quasi grande Emma, che ha l'età  in cui io nel luglio sessanta mi ero tuffato nella Fgci... quello passava a Terni il convento, eppoi nessuno è perfetto...

Poi c'è il fatto che, dopo quattro anni quattro di « oggi no, ma domani si... », come i negozianti sul credito o Togliatti & C. sulla rivoluzione, all'unisono i medici mi ingiungono di cominciare la bi- (o, se mi mettono in una « coorte » sperimentale ma ormai proprio agli ultimi riscontri, tri- terapia, contro un'epatite « C » che data da una trasfusione dell'Ottanta a Rebibbia. Altrimenti preconizzano (certo, le cifre sono apprezzate coi criteri dell'epidemiologia...) una sorta di roulette russa rispetto non solo ad una cirrotizzazione che è già tra latenza e inizio, ma soprattutto un cancro al fegato, che [scusate la crudezza un po' brutale dell'argomento] una ulteriore degenerazione della cirrosi come credevo io, dunque cullandomi sulla relativa lentezza dell'incedere della fibrosi ; ma che è una reazione per certi versi opposta : una sorta di ''impazzamento'' dell'ordine dei dispositivi anti-immunitari che ad un certo punto provoca un'inflazuione crescente, proliferante, di nuove cellule di sostituzione di quelle che muoiono ai ritmi segnalate dalle transaminasi... dunque una sur-produzione superfetativa neoplastica.

 Credo proprio che (anche se 'con la morte nel cuore', un po' di crepacuore, angosce per l'inevaso, le inadempienze, i 'lavor'in corso', i rimorsi per la risultante che equivale a « errore d'omissione » dovuta al non aver saputo tradurre in praticaz la vecchia massima che « il meglio è nemico del bene », anzi, del fatto...)al massimo alla fine di marzo dovro' cominciare.
 Non serve andare a leggere in quella – tra l'altro – vera e propria fabbrica, ricettacolo e dispositivo di riproduzione allargata di deliri e loro « razionalizzazioni » e ''pubblic/azioni'' (nella fattispecie deliri d'ipocondria, con premesse, corollari, trasferimenti metaforici su altri piani...) che, anche, è Internet ; io ho anche dei riscontri testimoniali di un certo numero di amici, per sapere che bisogna attendersi il peggio : e comunque, mettere nel conto come ad altissima probabilità il fatto di essere fuori-gioco per un anno e più.
     Aggiungo che, in effetti (e questa è – in sinergismo con tutte le altre, le costanti e le variabili, le ''strutturali'' e le aleatorie, come il traffico e gli ingorghi – ragione più 'surdeterminante' di quanto il sottoscritto volesse pensare dell record di intempestività, di ritardo, di 'riduzione all'in extremis dell'invio di questa lettera), lo stato di salute presente, e del sottoscritto e di Lucia, è alquanto andato degradandosi negli ultimi tempi, e non si puo' più di tanto continuare a procrastinare, chè l'ultima contingenza, l'ultima perentoria urgenza  passi sempre, come assurdamente i telefonini rispetto al filo-del-discorso e in genere al resto della vita, come '' più prioritaria delle altre priorità'', con precedenza assoluta...


     Bon : finis sul punto. Vengo alla parte ''pubblica''. Chiarendo – certo al momento unilateralmente – che i due moventi e relativi caratteri non sono 'strumentali' e 'tirati per i capelli', né in un senso, né nell'altro, né nei due.
    Il 26 gennaio del 2008, compagne e compagne di Napoli & dintorni organizzarono una bellissima cena e festa di compleanno nell'ex-tabacchificio di Gianturco occupato per bloccare i camion che avrebbero dovuto trasformarlo in immensa discarica di 
munnezza [&tc. : 'taglio' relativa « bibliografia » anche solo « essenziale », che posso comunicare a richiesta]. C'erano Daniele Sepe & C., Luciano Russo & Contrabbanda, un po' di Zezi, fisarmoniche e musicanti vari, persino un illusionista (mago, magician).
    E che? Forse che era fare un private joke di un'occupazione? O usare i circenses per fare dell' acchiappanza proselitistico-agitatoria?
[°°° : data l'ora dell'ultimo ''tempo utile'' ultimo, i ... e °°° diventeranno sempre » più... Cosi' refusi, ed errori peggiori, dato che non ci sarà manco il 'respiro di tempo' per rileggere...]

    Qualche settimana dopo quel compleanno a Gianturco, si fece a Roma un'iniziativa  ( annunciata anche li' in extremis in una diretta a « Radi'Onda Rossa ») contro la minaccia di estradizione dalla Francia di Marina Petrella : un (piccolo) 'presidio', con striscione, fisarmonica, megafono, un po' di ''Compagneria'' svariata e diversa, con ''i soliti Miliucci, Oreste, Salvatore, e un po' d'altri''.
 Cos`i come per un intervento dello stesso tipo in chiusura del Festival di Venezia il settembre precedente , e al Ministero di « Grazia & Giustizia » di via Arenula, ci fu un 'rimbvalzo', come si dice, mass-mediatico (ci fu anche qualche rappresaglia fortunatamente 'rientrata' contro qualche presente che era in libertà condizionale, e qualche denuncia d'ordinanza per pinzillacchere varie, che non si negano a nessuno come una volta era delle sigarette).

 Questa volta, l'invito è ad accompagnare il sottoscritto a recare alla porta dell'Ambassade de France in Palazzo Farnese, una lettera al Presidente della corrispondente République in cui si risponde ad una risposta data da un « Consigliere Tecnico » (che si deve esser sbagliato di formulario, perché in punto di diritto è inequivocabilmente una castroneria [cfr. Dossier  che seguirà domenica], e rilancia una richiesta di report, vale a dire di dichiarazione di caducità, di un decreto d'estradizione di Sonja Suder e Christian Gauger (''tutti i particolari in cronaca'' – come sul dirsi –per intanto : andare al sito www.http//stopextraditions.info
     Della LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE..., dovrebb'essrci anche la versione italiana.
     Giacché ci sto, altri ''per intanto'':
non ho più il tempo anche solo per riassumere 'per titoli' l'argomentario a voi rivolto per proporre un punto di vista che spieghi come e perché (beninteso, ''a torto o...,che poi è piuttosto : e, o e/o... a ragione',offerto a prova di confutazione)per il sottoscritto e qualche altra persona, la cosa non cade come ''un capello nella minestra'', ''un dentifricio nel deserto'', un « anacronismo aneddotico, microcorporativo fino al privato ; che provi ad argomentare come e perché questa micro-azione che ricorre ad un gesto riconducibile all'arsenale dell' azione diretta non-violenta, questo momento inscrivibile in una « pratica di solidarietà concreta » nel senso di Deleuze & Guattari, e in una « micropolitica » in senso foucauldiano, non è tutt'altra cosa, tutt'altr'ove... rispetto al modo, all'approccio con cui vogliamo vedere, per cosi' dire, ''Rosarno'', e ''viaCorelli'', e ''Vincennes'', e ''San Vittore'', e tutti annessi, connessi, contesti,connessi e meta-connessi e relativi.... [°°°]. Anzi !
    In attesa del complemento di questa lettera che mandero' entro domenica, chi volesse informarsene e intendesse il francese potrebbe cercare un'emissione che ho fatto ieri in diretta in proposito, 1. sullo streaming (si dice cosi', no ?)in Internet, di FPP, Radio Frequence Paris Plurielle ; 2. si spera da domani, nel Black-Blog di Oreste Scalzone &  C...omplices [http://over-blogcom].

(Comunque, si puo' cercare tutto su Google..., no?. Ecco, per ora devo smettere, un po' come una « puntata » di una Radi'Oreste, giornale immaginario intempestivo e per ora senza fissa dimora...,
saluto con la viva speranza di avere cenni di ricevuto, e non di non ricevuto da « Mailer Daymon » e simili...
        Un abbraccio, Oreste

Qualche segnalazione di appuntamenti:
allego – per gli italofoni di Parigi eventualmente interessati – in attachement il programma di una serata di omaggio per Carole Roussopulous 

Saluti, Salut ! Oreste


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Published by Oreste Scalzone
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commentaires

vittoria 04/02/2010 16:50


ORESTE TI VOGLIO BENE
IO AMO I COMPAGNI
vittoria


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