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20 mars 2010 6 20 /03 /mars /2010 12:01

joy_banner-copie-2.jpgJuillet 2009 : Joy, une femme nigériane enfermée dans le CIE de la rue Corelli à Milan, subit une tentative de viol de la part de l’inspecteur chef de police Vittorio Adesso. Sa détermination et celle de sa compagne de chambre, Hellen, réussissent à éloigner l’homme.

Août : arrive une révolte dans le CIE, à laquelle participent tous les détenus. Sont arrêtés neuf hommes et cinq femmes. Parmi elles Joy et Hellen, après avoir été humiliées et frappées par leur prompt bourreau et violeur Adessso.

Après six mois de prison et le dépôt par Joy d’une plainte pour tentative de viol, toutes les femmes sont à nouveau enfermées en divers CIE sur tout le territoire italien.

Le 16 mars Joy a été transférée du CIE de Modène à celui de Ponte Galeria à Rome, en même temps que beaucoup d’autres femmes nigérianes. Le jour précédent le consul nigérian était entré dans le CIE pour identifier une dizaine de femmes. Nous savons bien ce que cela signifie : l’expulsion à très court terme. Demain il y retournera pour finir leur travail lucratif, identification et expulsion et identification en échange d’argent.

D’ici une paire de jours ils veulent les expulser toutes : une véritable déportation de masse de femmes qui sont, dans la plupart des cas, victimes de traite...et qui ont donc déjà subi violences sur violences.

Depuis des jours des bruits couraient relatifs à des pressions de la part de la préfecture pour que Joy soit expulsée. Et pour protéger Vittorio Adesso ses collègues sont disposés à agir avec les plus viles manières.

Comme le 25 novembre dernier quand, matraque à la main, ils ont plus d’une fois chargé un rassemblement de femmes qui distribuaient des tracts à la station Cadorna à Milan pour dénoncer ces CIE qui sont des lieux de torture pour tous les enfermés, et qui si les enfermées sont des femmes, torture veut aussi dire abus sexuels de la part des gardiens.

Ou comme quand, dans la nuit du 11 au 12 février, la préfecture a décidé de faire “ disparaître ” les cinq femmes des prisons dans lesquelles elles étaient enfermées pour les renvoyer dans les CI, uniquement pour ne pas leur faire voir les nombreuses personnes solidaires qui depuis la matinée attendaient leur libération.

Aujourd’hui la préfecture pousse à l’expulsion de Joy et par là se libère aussi de la plainte fatidique qui porterait à la lumière toutes les saloperies qui chaque jour adviennent avec l’aval et la complicité de la police et de la Croix rouge, dans ces modernes lager pour immigrés appelés CIE .

L’histoire de Joy nous démontre comment les appareils répressifs et de contrôle de l’ Etat exigent surtout que les crimes sexuels que chaque femme ou trans subit dans les CIE restent tus.

La force qu’ont démontré Hellen et Joy fait peur, parce que c’est la force qui fait éclater la vérité de ce qui arrive dans ces lager pour migrants. Les sbires qui les contrôlent font tout pour empêcher que ce précédent ouvre une brèche dans ces murs.

Que personne ne vienne plus nous dire qu’en italie il y a des lois contre les violences sexuelles et le harcèlement et qu’il faut porter plainte. Que quiconque le pense encore, se rappelle bien ceci : LES FORCES DE L’ORDRE ONT TOUTE LICENCE DE VIOLER , GRACE A L’IMPUNITE DONT ELLES JOUISSENT ET GRACE A L’APPAREIL INSTITUTIONNEL COMPLICE .

Les CIE sont des lieux de torture physique et psychologique pour tous les enfermés : les personnes y sont frappées, contraintes à prendre des psychotropes, privées de leur liberté seulement parce qu’elles ne sont pas pourvues d’un bout de papier appelé permis de séjour ; et où les femmes subissent des violences à caractère sexuel faites de blagues sexistes, regards lubriques des hommes de garde, jusqu’à de véritables tentatives de viol.

PAS DE PAIX POUR QUI VIOLE ET VIOLENTE LES FEMMES , QUI TRAVAILLE DANS CES CIE , D’AUTANT PLUS S’IL LE FAIT FORT DE l’UNIFORME QU’IL ENDOSSE ET DES CONNIVENCES DONT IL JOUIT ! ! !

ET TOI ? VEUX-TU ENCORE ETRE LEUR COMPLICE PAR TON SILENCE ?


noinonsiamocomplici.noblogs.org

LA POLIZIA STUPRA... LA QUESTURA DEPORTA!!
Luglio 2009: Joy, una ragazza nigeriana rinchiusa nel centro di identificazione ed espulsione di via Corelli a Milano, subisce un tentativo di stupro da parte dell'ispettore capo di polizia Vittorio Addesso. La sua determinazione e quella della sua compagna di stanza, Hellen, riescono ad allontanare l'uomo. Agosto: scoppia una rivolta nel CIE, a cui partecipano tutti i detenuti. Vengono arrestati nove uomini e cinque donne. Tra queste anche Joy ed Hellen, dopo essere state umiliate e picchiate dal solerte aguzzino e stupratore Addesso. Dopo sei mesi di carcere, e la deposizione della denuncia per tentato stupro da parte di Joy, tutte le ragazze vengono rinchiuse un'altra volta in un CIE, in attesa del rimpatrio coatto verso i paesi d'origine.
Il 15 marzo Joy è stata trasferita dal CIE di Modena a quello di Ponte Galeria a Roma, insieme a molte altre donne nigeriane. Ieri il console nigeriano è entrato nel CIE per identificare una decina di ragazze. Sappiamo bene cosa significa questo: l'espulsione a brevissimo termine. Domani tornerà per finire il loro lavoro mercenario, identificazione e espulsione in cambio di soldi. Entro un paio di giorni le vogliono espellere tutte: una vera e propria deportazione di massa.
Già da giorni giravano voci riguardo alle pressioni da parte della questura di Milano perché Joy venisse espulsa. Pur di proteggere Vittorio Addesso, i suoi colleghi sono disposti ad agire nelle maniere più vili.
Come il 25 novembre scorso quando, manganelli alla mano, hanno più volte caricato un presidio di donne che volantinavano alla stazione Cadorna di Milano per denunciare che i CIE sono luoghi di tortura per tutti i reclusi, e che se i reclusi sono donne tortura vuole dire anche abusi sessuali da parte dei guardiani.
O come quando, nella notte fra l'11 e il 12 febbraio, la questura ha deciso di far “sparire” le cinque ragazze dalle carceri in cui erano rinchiuse per riportarle nei CIE, solo per non far loro incontrare i numerosi solidali che già dalla mattina attendevano la loro scarcerazione.
Oggi la questura spinge per l'espulsione di Joy e con lei si libera anche di quella fastidiosa denuncia che porterebbe alla luce tutte le nefandezze che ogni giorno avvengono, con l'avallo e la complicità di polizia e croce rossa, in questi moderni lager per immigrati chiamati CIE.
La storia di joy ci dimostra come gli apparati repressivi e di controllo dello stato esigano soprattutto che i ricatti sessuali che ogni donna e trans subisce dentro i CIE rimangano taciuti.La forza che hanno dimostrato Hellen e Joy fa paura, perché è la forza che smaschera la verità di quello che accade dentro le mura di quei lager per migranti. Gli aguzzini che li controllano stanno facendo di tutto per impedire che questo precedente apra un varco o una breccia in quelle mura.
Che nessuno/a ci venga più a dire che in Italia ci sono leggi contro la violenza sessuale e lo stalking e che è necessario denunciare. Chiunque ancora lo pensa, da oggi in poi si ricordi bene questo: le forze dell'ordine hanno licenza di stuprare, anche grazie alle coperture di cui godono e grazie a un apparato istituzionale connivente.
I cie sono luoghi di tortura fisica e psicologica per tutti i reclusi: le persone vengono picchiate, costrette a prendere psicofarmaci, private della loro libertà solo perchè non provviste di un regolare pezzo di carta chiamato permesso di soggiorno; e dove le donne subiscono continue molestie sessuali fatte di battute sessiste, sguardi obliqui delle guardie uomini, fino ai veri e propri tentativi di stupro.
Nessuna pace per chi stupra e molesta le donne e con chi gestisce questi CIE, tanto più se lo fa forte della divisa che indossa e delle connivenze di cui gode!!! 

 


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Published by Oreste Scalzone
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giuseppe 26/03/2010 23:49


ottimo post


sergio falcone 21/03/2010 18:18





Immagini dalla Grecia















Pubblicato da sergio falcone a 3:23 AM 0 commenti Link a questo post



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Immagini dalla Grecia















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Immagini dalla Grecia












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sergio falcone 21/03/2010 09:34








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Pubblicato da sergio falcone a 2:33 AM



Etichette: macerie, nella tua città c'è un lager













sergio falcone 21/03/2010 09:23



Immagini dalla Grecia






(((A)))







































































































sergio falcone 21/03/2010 09:00




Anarchist killed by Greek police






Submitted by Entdinglichung on Mar 11 2010 12:21


tags:


Greece


killings


repression















In the midst of mass working class struggle against austerity measures, 35 year-old anarchist Lambros Foundas was murdered by police on the morning of 10 March in Athens.





The police claims that he was a “terrorist” and that he was shot while trying to steal a car in the suburb of Dafni, south Athens, and that he was carrying firearms.


Fountas was one of the over 500 anarchists arrested at the Polytechnic riots of 1995 in Athens.


For more information, see:
http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1141761
http://www.youtube.com/watch?v=bn690f5sq2M&feature=player_embedded#
http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1141819





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Mar 11 2010 19:28
#1







Samotnaf



Offline




Joined: 9-06-09










Just repeating some of what I asked on another news item thread about 14 hours ago:


I wonder if this killing of the "anarcho-terrorist" is a quite deliberate trap on the part of the State to provoke revenge bombings by anarchists that will, eventually, very likely
kill blameless proletarians, and then the State can leap in with a vastly intensified repression that'll get everyone involved in defence committees whilst scaring off the majority of
strikers and rioters into fearful submission (at least, that would be the State's hope)....?






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Mar 11 2010 21:46
#2







taxikipali





Offline




Joined: 6-06-08










I have avoided to report on this story so far, because of confused or in purpose misleading press reports fed by the Ministry of Public Order. The official story goes that the dead
man and another man engaged two police men in battle when the latter tried to check on them while supposedly trying to steal the above mentioned car. In the gun battle than ensued
Lambros Foundas was killed with a bullet on the back, while the other man escaped wounded. Since then the photo above has been circulating in all news broadcasts and webpages by the
anti-terrorist bureau which is asking for information. The media are spreading rumors fed by the police that the man is a "top ranking terrorist", a member of the Revolutionary
Struggle, or of the Sect of Revolutionaries, with close ties to the "Gang in Black", an imaginary anarchist bank robbery group whose existence has been waived as nonsense by the greek
courts. The connection of the supposed robber group with armed groups is the grand scenario of the Minister of Public Order Mr Chrisochoidis who is an expert of constructing evidence
and imprisoning innocent people as the November 17 case proves (Mr Giotopoulos has been convicted to life imprisonment as the leader of the armed group, with the only evidence against
him being a single fingerprint on a book...). According to the latest news the gun of the dead man is a virgin one, meaning it has never been used in any law-breaking activities
before. In general, it would be best to avoid reproducing here media stories about the dead man as they are probably no more than police fables meant to scare, intimidate or confuse
the movement. On the other hand if the man indeed is an urban guerrilla, previous battle caused deaths of the kind did not lead to retaliations even during the blood-drenched late
1980s, so it seems misplaced for the State to hope for a strategy of tension. Once again I must stress that in the 35 year long history of urban guerrilla in Greece only one man has
lost his life by accident, all other victims being targeted one to one capitalist and statist functionaries. Any blind attack against civilians is bound to be perceived and treated
without hesitation as a State trick by the people of the country.






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