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9 août 2007 4 09 /08 /août /2007 15:22
Oreste fa sapere che ricomincia il ballo... appuntamento a Brescia sabato :))
Ignazio




















(mai sentito parlare di Godere Operaio ?)
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8 août 2007 3 08 /08 /août /2007 17:26






















Sabato 11

Ingresso a Sottoscrizione (7 Euro) dalle 20.30

Concerto - Inizio ore 21.00 (Palco Centrale)
Un ''requiem'' elettrico per uno dei migliori gruppi rock italiani.
Verdena Biografia Estesa
Love in Elevator
Marydolls Biografia Estesa

DJ Parrux DJ Set - Inizio ore 24.00 (Tenda Blu)
Dj dell'Underground bresciano. Propone un Set di Techno & Electro

DJ Lupo, DJ Zero & Enrico Percussion DJ Set - Inizio ore 24.00 (Patchanka)
(Serata AFRO)

Tutchido Concerto - Inizio ore 24.00 (Stand Migranti)
('90 Rock)

AUTONOMI E MOVIMENTO DEL '77 Dibattito - Inizio ore 19.00 (Stand Patchanka)
Prendendo spunto dal volume ''Gli autonomi'' (Ed. Derive Approdi),
dibattito con Oreste Scalzone, Vincenzo Milliucci (ex Comitato Autonomi Operai di Roma) e Marcello Tari' di Uninomade nord-est.

VA-LANGA - Inizio ore 23.00 (Enoteca)
Viaggio itinerante attraverso la terra di Langa. Proiezioni, installazioni e degustazioni musica con i BA-GUA (Reggae)

- - - - - - -

Domenica 12
Ingresso a Sottoscrizione (3 Euro) dalle 21.00

Concerto - Inizio ore 22.00 (Palco Centrale)
La cultura popolare contadina e le lotte operaie - Tammurriate, canti di lotta e di festa.
Da più di 30 anni l'impegno politico del gruppo a sostegno delle lotte operaie dell'area vesuviana.
Le Nuove Nacchere Rosse
Toni Cercola, Carlo Faiello e Marcello Colasurdo
presentano il progetto: ''Tammorra Nu Camorra'' Biografia Estesa

Joujoux d' Antan Concerto - Inizio ore 24.00 (Tenda Blu)

Dj Set DJ Set - Inizio ore 24.00 (Patchanka)

Voglio vivere cosi' Cabaret - Inizio ore 24.00 (Stand Migranti)
Swing all'italiana con Mirko Dettori alla fisarmonica e voce, Dario Bersanini al sax.

IL CARCERE SPECIALE Biografia Estesa Libri - Inizio ore 19.00 (Stand Patchanka)
Ed. Sensibili alle Foglie)A cura di Maria Rita Prette (responsabile del Progetto Memoria). Presenta: RENATO CURCIO



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5 août 2007 7 05 /08 /août /2007 12:55
Scalzone, D' Elia e gli altri: così si cancella il diritto
«Non si può esigere il fine pena mai extragiudiziario»
Russo Spena: c' è il problema della chiusura di quegli anni

(3 agosto, 2007) Corriere della Sera  Gallo Giuliano
          

ROMA - Oreste Scalzone, da sempre abituato a non misurare le parole, è quello che ci va giù più pesante di tutti: «Paolo Bolognesi mi sembra un funzionario della pubblica celebrazione del dolore, uno che rappresentava un grumo di dolore collettivo e lo ha trasformato in una routine di mestiere».

Mentre Sergio D' Elia, allevato alla scuola non violenta di Marco Pannella, premette: «Mai polemizzerò con chi ha vissuto il dolore sulla sua pelle». Ma poi si ribella anche lui alle parole del presidente dell' Associazione familiari vittime di Bologna. «Non si può fare a fette la vita delle persone, non si può esigere un "fine pena mai" extragiudiziario, pretendere che si debba restare cristallizzati a quegli anni. Significa cancellare quel poco di Stato di diritto che esiste in questo Paese».

Infine Giovanni Russo Spena, presidente dei senatori di Rifondazione, tirato in ballo in maniera obliqua da Bolognesi, per aver chiesto - accusa il presidente dell' Associazione - la grazia per il latitante Cesare Battisti, che peraltro non è latitante ma detenuto in un carcere di San Paolo del Brasile. «Per la verità non ho mai chiesto la grazia per Battisti - replica dunque Russo Spena - ho solo detto che c' è un problema di chiusura degli anni di piombo. Le stesse cose dette dal ministro degli Esteri francese. E ho ricordato che il Brasile non ci vuole restituire Battisti perché in Italia non esiste l' istituto delle revisione della pena per chi è stato condannato in contumacia».

Il j' accuse di Bolognesi, che ha tuonato contro l' «estrema indulgenza» nei confronti dei terroristi e i «tanti amici dei terroristi» seduti in Parlamento, sembra aver toccato molti nervi scoperti. Soprattutto fra quelli che il presidente ha nominato con nome e cognome. Scalzone, più che parlare di se stesso («Ho sempre rispettato il dolore, nessuno può accusarmi di non averlo fatto, ma c' è un limite...») preferisce prendere le difese di Renato Curcio. Usando il fondatore delle Br come modello di discussione: «Qualcuno ha parlato di "Paese normale". Bene, in un Paese normale il dottor Renato Curcio è una persona che ha scontato interamente la sua pena. E dunque deve essere ritenuto un cittadino da rispettare, non meno del signor Bolognesi. Perfino i teocon americani hanno rimproverato Bush quando si è spinto a parlare di "giustizia infinita"...». E alla fine anche il vecchio contestatore irriducibile si richiama allo Stato di diritto: «Se si mette in discussione il "fine pena", si calpesta qualsiasi sopravvivenza di Stato di diritto». Proprio come aveva fatto D' Elia e come, con toni più pacati, fa Russo Spena: «Comprendo il dolore delle vittime, e mi sento loro vicino. Ma è indispensabile non perdere la barra dello Stato di diritto». Scalzone non rivendica il suo passato, non cerca giustificazione né attenuanti. D' Elia invece (forse perché la sua posizione politica gli ha procurato molti attacchi in questi ultimi anni) lo fa con grande decisione. «Tutto si può dire di me, tranne che definirmi amico dei terroristi. In galera io ho rischiato la pelle, per portare avanti la lotta per la dissociazione. Gli irriducibili mi davano la caccia. La mia lotta al terrorismo ho cominciato a farla lì. E sono passati più di vent' anni. Ora sto cercando di riparare a quell' errore con l' ultimo quarto di vita che mi resta».

Il processo e le condanne 11 LUGLIO 1988 In primo grado quattro ergastoli alle persone ritenute esecutori materiali della strage di Bologna: Massimiliano Fachini e Sergio Picciafuoco, Francesca Mambro e Valerio Fioravanti. Otto le condanne per banda armata, quattro quelle per depistaggio 30 GENNAIO 2000 Il Tribunale dei minori assolve Luigi Ciavardini dal reato di strage e lo condanna per banda armata. Nel 2002, in appello, è riconosciuto come esecutore materiale e condannato a 30 anni. Nel 2003 la Cassazione annulla la sentenza, nel 2004 la Corte d' Appello torna a pronunciarsi: è condannato a 30 anni, sentenza confermata poi in Cassazione

             
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21 juillet 2007 6 21 /07 /juillet /2007 02:35
Il Giornale (di Gian Marco Chiocci - venerdì 20 luglio 2007)


Preparatevi, perché l'autunno sarà caldo. Esattamente come quarant'anni fa, quando di questi tempi nasceva Potere Operaio, sigla della sinistra extraparlamentare voluta dal professor Oreste Scalzone, culla di futuri brigatisti nonché di tre tesserati responsabili del rogo di Primavalle a Roma. Quarant'anni dopo, rispolverato il simbolo del pugno nero, con la benedizione del «cattivo maestro» rientrato dalla Francia in seguito alla prescrizione dei reati, «Pot.Op» rinasce. Ovviamente in fabbrica. Ufficialmente ripudiando la lotta armata. Curiosamente nello stesso stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco dove oltre alle ammiraglie dell'Alfa Romeo si sfornano scritte bierre e volantini inquietanti, il più noto dei quali datato 20 marzo 2002, distribuito dallo Slai Cobas a cadavere di Marco Biagi ancora caldo: «Non verseremo una sola lacrima per i loro morti perché loro non versano una sola lacrima per i nostri morti. Nessuno piange gli operai che muoiono sul posto di lavoro», come il caposquadra Antonio D'Amico, investito da un carrello impazzito.

LA FABBRICA DEL DISAGIO Con il delegato provinciale Vittorio Granillo, autore di quel volantino insieme alla ex parlamentare Mara Malavenda, ci addentriamo nella catena di montaggio di questa produzione ideologica che tanto preoccupa la Digos, il Ros dei carabinieri e i sindacati che non si riconoscono nella sortita di Domenico Mimmo Mignano, idolo e icona dei 5.200 cipputi di Pomigliano d'Arco. «Mimmo era un nostro iscritto, poi è stato sbattuto fuori all'unanimità, democraticamente, perché noi dello Slai Cobas le decisioni le prendiamo democraticamente». Questo per dire che quella capatosta di Mignano «a forza di fare da solo e di avere una versione personalistica del sindacato, s'è ritrovato a fare politica con una sigla bruciata dalla storia che ha fatto solo danni e che lui vuole riproporre, vedendosi con quello là». Che poi sarebbe Oreste Scalzone, uno che a Napoli - all'università come in fabbrica - è ormai di casa. Granillo si dice scettico sulla svolta poteroperaistica dell’ex associato, non commenta l’ossessiva attenzione delle forze di polizia ai sit-in e alle assemblee del neomovimento (alcune informative segnalano la partecipazione di Potere Operaio al convegno dei Carc, formazione ripetutamente sfiorata dalle indagini sugli omicidi targati Br); conferma invece quanto si sussurra ai reparti Cs1 e Nastro-saldatura circa il continuo apparire di graffiti firmati con la stella a cinque punte. «Non sappiamo se è una sinergia per rompere il fronte dell’unità dei lavoratori o se è una provocazione. Bisogna stare attenti ad accostare ogni cosa al terrorismo. Noi con Biagi facemmo una critica politica eppure ci accusarono di essere, più o meno, dei fiancheggiatori. Chi ha detto quelle cose, ha perso tutte le querele. L'ultima vinta è da 30mila euro».

 RIVOLUZIONE AL GAMBRINUS Granillo si morde la lingua per non infierire sul nuovo Scalzone «che prima difende il direttore e poi lo attacca», che «anziché pensare a chi fatica a 40 gradi di calore nelle catene di montaggio o rischia di trinciarsi una mano al montaggio 147», presenta il nuovo Potere Operaio convocando «i compagni e le compagne nel salotto buono della borghesia cittadina». Quello, per intendersi, frequentato da D’Annunzio e Oscar Wilde, come da Edoardo Scarfoglio o dagli imprenditori blasonati e dalla politica tutta, partendo da Gava e Pomicino per finire a Bassolino e Napolitano: il caffè Gambrinus. Il Masaniello-operaio una risposta ce l’ha pronta. Fuori dal turno di lavoro, la serve al Giornale quand’è ora del caffè. «È stata una provocazione, per dire che noi non ci sentiamo cittadini di serie B. Non è giusto che Prodi, Bertinotti e altri cosiddetti politici di sinistra siedano lì e noi no. Loro - dice Mignano - sono stati eletti con i voti degli operai ma da tempo non ci rappresentano più: ecco perché il Gambrinus. D’ora in avanti niente sarà più come prima». L’ex Cobas che ha controfirmato una pubblica risoluzione dove si dice che la «sola difesa sindacale non basta più», nello stesso documento spiega che è giunto il momento «di rimettere in moto, dopo 40 anni, in forme attuali, l'idea ma soprattutto il movimento del Potere Operaio. Perché se i tempi e i modi sono oggi differenti», resta comunque da risolvere il problema dello sfruttamento, del carovita, del precariato, dei morti sul lavoro, dei sindacati amici dei padroni. «Perché - attacca Mignano - a comandare in fabbrica come nella società sono sempre i padroni che non hanno mai lavorato e nemmeno rischiato con i propri soldi visto che lo Stato continua a regalare contributi, sgravi, talvolta anche intere fabbriche per pochi spiccioli». Il riferimento a Romano Prodi non è casuale, conferma il sindacalista di Pot.Op: «Ecco perché l’autunno sarà caldo. Stiamo studiando forme di lotta durissime, ci faremo sentire e saremo tanti in una manifestazione contro l’ingiustizia sociale destinata a lasciare il segno. Ci organizzeremo perché la situazione è a un punto di non ritorno: l’operaio non arriva alla terza settimana, i licenziamenti sono quotidiani, non riusciamo a pagare l’affitto».

Autunno bollente. «A cominciare dalle fabbriche Fiat di Pomigliano, Mirafiori, Melfi, Termini Imerese e via via allargando l’orizzonte». Saranno - giura - molti ma molti di più dei Trecento operai che, come gli spartani alle Termopili, davanti ai cancelli di Pomigliano picchettati dai simpatizzanti dei Carc, di Senza Censura e dai Disoccupati Autorganizzati di Acerra, si sono detti pronti a immolarsi per la causa. «L’idea piace, ci stiamo ragionando. Anche la riformulazione della sigla Potere Operaio sta riscuotendo un successo che non immaginavamo». Se Mignano faccia tutto da solo o sia eterodiretto dal cattivo maestro, la polizia non ha dubbi: «C'è Scalzone dietro. Si sono incontrati». L'interessato conferma a metà: «Con Oreste ci siamo visti più volte, sia a Roma che a Napoli perché lui spesso è qua». Il vecchio e il nuovo. C'è da temere il peggio nello stabilimento dei conflitti e degli scioperi? Mignano abbassa i toni: «Nessun timore. Erano altri tempi, quelli, anche se questi non scherzano. Se però continuano a prendersela con i lavoratori, bisognerà reagire». Con la loro stessa durezza, aveva sibilato in precedenza l'operaio rivoluzionario accostando la fine della dittatura all’insurrezione partigiana. «All’ultima assemblea i poliziotti ci hanno schedato e fotografato quando in realtà eravamo lì per protestare contro Sergio Marchionne che vuole introdurre il sabato lavorativo. Tornando a Potere Operaio, inizialmente è stata una provocazione, abbiamo lanciato un sassolino nello stagno per sondare le reazioni». La prima è comparsa l’indomani su un muro poco distante l’entrata dello stabilimento: «Il comunismo è il nostro programma, con il Partito conquistiamo il potere, Stato e Padroni fate attenzione, nasce il partito dell’insurrezione». Firmato Pot.Op, come quarant'anni fa.
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5 juillet 2007 4 05 /07 /juillet /2007 21:24
Sabato 7 Luglio giornata di mobilitazione ad Acerra su Rifiuti/lavoro/repressione

Ore 11 castello Baronale conf. Stampa di denuncia della repressione a partire dalla richiesta di Art. 3 (delinquente abituale) per alcuni disoccupati che avevano preso parte agli ultimi blocchi antidiscarica

Ore 18 CORTEO CON DELEGAZIONI DA TUTTA LA REGIONE PARTENZA PIAZZA ANTISTANTE STAZIONE CENTRALE


Giovedì 12 Luglio Iniziativa regionale decentrata, come quella del 15 Giugno scorso contro gestione rifiuti e per un nuovo piano

Tra il 10 e l'11 mattina conferenza stampa sotto la rai di fuorigrotta organizzata dai disoccupati organizzati contro l'incenerimento per una vera raccolta differenziata a fondamento di un altro piano rifiuti
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5 juillet 2007 4 05 /07 /juillet /2007 21:11
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un progressivo peggioramentodelle condizioni lavorative, attraverso una precarizzazione sempre più spinta dei contratti e dei diritti, una notevole riduzione del potered’acquisto dei salari, un aumento impressionante del ricorso alla cassa integrazione ed ai licenziamenti, la riforma del TFR, l’attacco al sistema pensionistico ed ora il tentativo di introdurre anche il sabato lavorativo.

Tutto questo è avvenuto indifferentemente con i governi di centro-destra e centro-sinistra e la complicità dei sindacati confederali che prima hanno concertato al ribasso e poi hanno fatto carte false per insabbiare la volontà reale dei lavoratori. Un sindacato  subalterno al “governo
amico” di Prodi e Bertinotti, il quale continua con politiche neoliberiste a privatizzare i servizi, a tagliare le spese sociali e ad aumentare quelle militari.

Dal pacchetto Treu alla legge 30, la precarietà si è estesa a tutto il mondo del lavoro che è diventato una grande fabbrica, dove aumentano i ritmi ed i tempi in funzione dei profitti e a discapito della sicurezza, dei salari e dei tempi di vita.

Ora in silenzio vorrebbero introdurre anche a Pomigliano il sabato lavorativo, attraverso il ricatto della crisi e dei licenziamenti! Sappiano in anticipo che noi non siamo disposti ad accettarlo!

Non c’è più spazio per la logica dei sacrifici e della responsabilità a senso unico per la quale a pagare sono sempre i lavoratori!

La sola difesa sindacale non basta più! E’ necessaria una battaglia politica più generale

Dalla Fiat e dalle altre fabbriche dobbiamo lanciare un segnale di autonomia e di ribellione.
Ricostruiamo una grande alleanza con il resto dei lavoratori, dei disoccupati, dei precari, dei movimenti sociali che lottano contro la precarietà del lavoro e della vita per un altro mondo possibile.


§       NO AL SABATO LAVORATIVO

§       CONTRO L’INTENSIFICAZIONE DEI RITMI DI LAVORO E PER REALI
         TUTELE DEI
LAVORATORI R.C.L.

§       ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO DI TUTTI PRECARI FIAT
         E  TERZIARIZZATE


§       AUMENTO DEI SALARI E DEI DIRITTI

§       RIDUZIONE DELL’ORARIO E REDDITO PER TUTTI

§       UNITA’ DI CLASSE CONTRO LA PRECARIETA’ E LA CONCERTAZIONE



GIOVEDI’ 5 LUGLIO ORE 13.00 ASSEMBLEA PUBBLICA
ALL’ESTERNO DEI CANCELLI DELLA FIAT INGRESSO 2

FACCIAMO APPELLO ALLA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI, DEGLI OPERAI, DEI PRECARI, DEGLI STUDENTI, DEI DISOCCUPATI, DEI MOVIMENTI SOCIALI E DELLE REALTA’ DI BASE



OPERAI FIAT POMIGLIANO PER IL POTERE OPERAIO
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9 juin 2007 6 09 /06 /juin /2007 15:56





Il diario della sciopero della fame contro il "mostro" di Acerra. Una testimonianza della lotta di una comunità contro l'incerenitore, per la salvaguardia della salute e dell'ambiente, una lotta contro le logiche del profitto, per cercare un diverso modo di vivere. Una lotta su cui non è stata ancora scritta la parola fine.








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23 mai 2007 3 23 /05 /mai /2007 21:19
23 maggio 2007 - ore 17,30
L'Aquila presso comunità Amiternina
 
Le condizioni del vivere. Ripensare il cambiamento. Aprire nuovi percorsi di liberazione
incontro dibattito
 
intervengono Oreste Scalzone e Luciano Onori partecipa Antonio Nardantonio -candidato alle elezioni comunali  nelle liste del Prc/Se
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14 mai 2007 1 14 /05 /mai /2007 16:04
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7 mai 2007 1 07 /05 /mai /2007 17:19

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