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6 décembre 2005 2 06 /12 /décembre /2005 03:45

Con l'arresto di Paolo Persichetti il 25 agosto del 2002, si era interrotta la pubblicazione on line di Comunautilus: da oggi è di nuovo possibile consultare il sito grazie anche alla tenacia di un compagno che ha potuto ricostruirlo, armandosi di pazienza e seguendo le indicazioni che Paolo è riuscito a trasmettere nonostante la sua situazione di detenuto.
Il sito viene riproposto nell'ultima versione aggiornata* da Paolo prima di essere privato della libertà.

Abbiamo in cantiere una nuova edizione e conteremo con nuovi contributi di Paolo & Co.


http://orescal.free.fr/Comunautilus/index.htm

http://paolopersichetti.over-blog.com

*Vi preghiamo di segnalare links rotti o pagine mancanti (ce ne sono ancora varie non recuperate) e , se disponete di un backup delle stesse, di farcele pervenire. Grazie



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5 décembre 2005 1 05 /12 /décembre /2005 17:18


L’uomo di marmo (storie del socialismo ir/reale)

"Iersera per esempio (vedi, il tragicomico?) c'era una contestazione a quel gran figlio di puttana del sindaco di Montreuil Brard (deputé-Maire "apparenté communiste" – indipendente non per altro, ma perché è da un quarto di secolo un ras! I verdi che erano entrati in maggioranza 5-6 anni fa, col nostro amico Patrick Pettjean ajoint au Maire, ne dovettero uscire!)

Rapida 'fiche' di Brard : nazional-repubblicano, giacobino 'alla' Chévenement, con tutta l'ideologia da radicalsocialismo Terza Repubblica, tipo jules Ferry e l' "evangelizzazione laico-Repubblicana", la Scuola Meritocratica de la République che doveva civilizzare i negri & altri selvaggi.... Insomma, colonialismo civilizzatore RRRepubbblickcanno.
Il tutto, condito da ideologie lavoriste, e da casuistica stalino.


Demagogo, erede del tristamente celebre Maire PCF di Vitry, che nel '79 mandò le ruspe a radere un foyer Sonacotra (dandosi buona coscienza con l'argomentazione – evidentemente, in tutto c'è del vero, ma....– che lo faceva per non essere acquiescente e fatto becco dal contiguo comune retto da RPR-UDF , che voleva incastrare i comunisti col ricatto "sociale", scaricandogli il "parco umano" di immigrati e così facendo dei comuni "comunisti" delle zone a fiscalità deficitaria, dunque innescando una spirale viziosa di ghettizzazione/degrado/malcontento, e dei poveri e delle "classi medie".... "Eh no, diceva il Nostro, 'i comunisti [[ che -non-han-paura...-- difenderanno la libbertà... , come canta – sull'aria di "E la tradotta che parte da Nova-a-ra / arriv'al Piav'e non si ferma più/la va diretta al MonteSa-anto/cimitero della gioventù” – la celebre canzone frontista "Vi ricordate quel di-cciott'Aprile/ d'aver votato democristiani- senza pensare all'indomani– a rovinare la Gggioventù...” ]] non dormono mica da piedi, non se fanno mica concallà lu pajiericciu, come dicono a Terni [Cfr. il poema "A Oreste che sse sposa”, 1970, in "221 Sonetti” del poeta vernacolare Antonio Pecorelli, ed. <Terni> 1981 ] ; li communisti –– diceva in buona sostanza il prototipo dei Brard – mica se fanno mette l'anelli ar naso comme li Balubba [cfr. A. Occhetto, un discorso alla Camera dell'apoca della “giojosa macchina de guera” ; o anche U.Bossi, stesso indirizzo di lupanare, variante/variazione su tema consistente nella sostituzione, a "Baluba”, di “Bingo Bongo”, più fresco e canzonettistico] ..., lu .... (ah, scusa, stavo continuando con la traduzione in para/ternano...–N.d.O.), il Partito è "Novello Principe”, "puer fortis et malitiosus" [ sc'hai presente "la" Rossanda?], e dunque, come diceva Pertini, "a bbrigante, brigant'& mes!”] ...

...bref : a quel sindaco di Vitry, la lezione la dettero Félix & la sua "banda", che fecero un "falso" stile Sparagna de l'Humanité che fece epoca...

Questo Brard, per tornare a lui, sono anni che  fa la guerra agli africani dei foyers "Bara” (dal nome della via, accanto al Metro' Robespierre di Montreuil, dedicata a un "piccolo caporale morto al campo d'onore" nella macelleria della Grande Guerra) e Nouvelle France.
Naturalmente la fa per il loro bene! Vuole “sloggiarli” da quella specie di Kasbah (dove la domenica, nel cortile i barbieri tagliano i capelli, la sera si mangia il mafé e dove ce n'è per dieci ce ne può essere pure per venti... &tc. ), per ridistribuirli in piccoli foyers, molto più sani e moderni  (c'hai presente i nuovi carceri? Niente a che vedere con postacci tipo "Reggina" e simili, pieni di cimici, topi, buchi & altro....), dove stiano a gruppi di 8-1O, con tanto di codice alla porta, custode, citofoni.... E quelli "irregolari", "clandestini", eh bé.... bisogna che siano messi su charters e treni e rimandati a casa loro!

Per ogni strato di "classe dangereuses" – squatters, precarî, desœuvré[e]s varî, "recuperatori", disoccupati, sfaccendati dai mille o nessun mestiere, quali che siano gli incarnati, i sessi & generi, le attività e i gusti, questo Regolatore molto più "stagionato" che Cofferati ha la risposta giusta.

Ad Agosto, dopo che 52 tra donne, uomini, vecchî e bambini africani erano bruciati in 4 incendî di tuguri fatiscenti, in più pagati a prezzi da strozzinaggio ("vedete che è meglio squattare ? , dîmo nojaltri...), mentre il solito Sarko’ sembrava fare della "propaganda armata" (sembrava quasi una rivendicazione... roba da far rischiare qualche crepa nell' antiparanoia militante del sottoscritto & Complici.... ; quasi-quasi giocando la carta dell' "ultraliberalismo del mercato delle "Comunità”  " intese in senso un po' 'neo-tönnesiano, e lanciando l'offa ai maghrebini, che lui ama si sentano rappresentati dal nuovo-nuovo Concistero dei musulmani, di fargli vedere che ci si può riunire tra Occidntali (in effetti, l'Islam è forse non-Occidente? Non è monoteista matematico imperialista statale... &tc. ? e prendersela con i <sub-sahariani>...), e non solo mandava a sgombrare di forza le case fatiscenti, con armade di Robokop CRS preposte a tenere a bada la “racaille & sostenitori”, ma ostentava "ratonnades" rastrellamenti di sans papiers, spediti nei Centri di retenzione e pronti per essere impacchettati e spediti via air mail, o nave...
Brard cauzionava un'operazione dello stesso stile contro qualche decina di famiglie, per sovrammercato "strozzinate", buttate fuori da uno stabile a rue du Gazométre con contrno di sfascio, lacrimogeni, pestaggi...
Avendo la sunnominata racaille occupato un Centro-"Casa delle libertà”  dedicato a Mathoub Lunes (cantautore militante cabilo ammazzato non si sa bene se dagli ultras del Gia o dagli sbirri del regime qualche anno fa), il Signor Sindaco aveva "coperto" uno sgombero assai muscolare "sotto gli occhi dei bambini", sostenendo – e davvero stavolta non era vero! sai bene che non mi piace l'angelismo "negazionista" – che le devastazioni che in realtà avevano ostentatamente fatto i CRS erano state fatte dai "selvaggi" ...

Solo un'uscita di un paio di cento del foyer Bara  (allertati megafonicamente da "gente del nostro giro" –– vedi perché vogliono dargli a forza le casette moderne...?), sopraggiunti sui luoghi, aveva costretto a prolungare da una notte a trenta il soggiorno provvisorio offerto alle famiglie e persone  "sbaraccate"...

Bon : ieri sera il "piccolo Cesare", il solito Brard, aveva organizzato nella Gran Sala des marriages del Municipio una grande "messa" pubblicitaria, con un Grand'Architetto-Urbanista, non ricordo il nome, argentino...

Si son trovati ai quattro angoli del Salone nojaltri/e, chiassosi, scandenti slogans, "striscionanti", banderôlanti, volantinanti.... ma assai gentilmente in realtà, fermi e con argomentazioni chiare, portate da "sfrattati & sfrattate", anche vecchie Mamans...

Ô, devo dirti che la cosa andava benissimo, e che ho fatto un "assolo" non per stretta necessità, o calcolo "tattico-militante", ma, ti assicuro, per una collera a cui raramente arrivo, vedendo questo qua come una Sfinge, neanche levarsi in piedi, spiegare, contrattaccare.... Solo, macchinalmente, ripeteva ""Lasciate parlare il nostro Ospite"", e – a gente che diceva ""Discutiamo, vogliamo una garanzia di rialloggio che il Sindaco può darci"", manco rispondere, certo imbrogliare, girar frittate, solo ripetere "Ha la parola....".

Così, col livello "megafonale-nature" che posso produrre, gli ho fatto un'intemerata, in un gran silenzio prodottosi, che lo ha preso di petto in modo un po' "antico", battendo sul binomio arroganza infinita/viltà di questo trincerarsi dietro l'ospite e non peritarsi, non degnarsi di assumersi delle responsabilità...

Poi, ha funzionato un furore incoercibile che mi saliva alla strozza e, passato al "tu", ho cominciato in modo che pungerebbe sul vivo qualsiasi animale di specie mammifera... [passami l'iperbole...], " maper chi ti prendi? Non sei né Stalin né De Gaulle, sei solo un minable arrogante e lâche, che sa parlare solo per flick interposti... Una specie di Francisco Franco, senza rispetto di te... Non meglio di Sarkosy, e in più della "razza" di quelli che hanno trascinato nel fango la parola <comunismo>... Almeno, da "animale umano", alzati e parla, o sei un uomm' 'e mmerda!”.

Bé, devo dire, il raccapricciante e anche inquïetante è, che non ha mosso un muscolo!
(per fortuna c'è sempre il 'tragicomico' : finita la tirata, vado a sedermi, e, un attimo dopo, mi prende undolore tra spalla, braccio, e petto a sinistra, che sembra proprio quelli dell'infarto che arriva –– oltretutto, Toto, rifugiato a Lyone haut-en-couleur, cardiopatico e tabagista – quello su cui hanno fatto quel film che "buca lo schermo", passato al Film festival di Torino un paio d'anni fa, aveva avuto una roba del genere alle due di notte a casa mia dopo essere uscito due giorni prima da una "coronografia &tc", e ricordavo la corsa in tassì, con Lucia.... poi tutto era finito bene, per quella volta.... ––
Con un paio di compagni di cui uno con macchina, pensiamo che era meglio andare alle Urgenze del vicino ospedale, e ce la svignamo alla chetichella, per non creare effetti melo', preoccupazioni &tc.

Bon:al's well ...., l'elettrocardiogr. è normale, mi tengono tre ore per verificare anche 'via' esame del sangue, alcun incidente cardiaco, diagnosi un poussée di periartrite, che –– freddo, contrazione muscolare e coup de stress aiutando, può verificarsi (e infatti, tutto OK, solo che il dolore – localizzatosi commilfo' allo "snodo" –– è la <testa dell'òmero> ? – è proprio lo stesso, meno forte, di una 'passata' di periartrite avuta un paio d'anni fa).

Bè, sai il buffo? Oggi ho rivisto i compagni perché c'era un'altro paio di cose (però, a metà di questa manifestazione "a gatto selvaggio" che poi è andata bene, son rientrato perché il Gen. Freddo...). Mi hanno detto che ieri sera si è conclusa bene, la polizia è arrivata, ha sgombrato tutti, loro con gli "sloggiati" hanno pure fatto un corteo per le Cités vicine, e a sentir loro Brard era "mogio", "effondré"...

Di questo, io non sono tanto convinto, visto il comportamento da "automa", il glaciale silenzio che a me sembrava l'arroganza sprezzante, distante...
In ogni caso, il "comico" è che, andando all'ospedale, continuava a venirmi il "cattivo pensiero" -cattivo perrché un po' demential...- che un incidente cardiaco mi avrebbe rotto i coglioni, non tanto perché come minimo avrebbe significato la fine brutale della storia con "Sigaretta, mon amour", ma anche perché, se si fosse risaputo, di sicuro quell' apparatcikho di Kapitale-Stato-ideologia, prosseneta di Mme la République, vera p...respecteuse, e portatore di un ibrido incredibile di "nov langues", concentrato di <falsecoscienze>, &tc. ..., di certo si sarebbe sentito forte, gajardo, "di marmo", dai nervi d'acciaio, vincitore, che "ti fa venire un infarto e, lui, non si scompone"...
Cazzate, ma insomma....."

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22 novembre 2005 2 22 /11 /novembre /2005 18:33

* Ce mardi 22 novembre, à 18 h., sur Radio Fréquence Paris Plurielle, 106,3 mghtz, un premier argumentaire, proposé par Oreste Scalzone, pour le lancement d’une campagne de lutte « Anti-Ètat d’urgence » pour une AMNISTIE aux gens s’étant levées, insurgées, et

« Appréhendées, jugées, punies » (dixit Chirac/Cecilia), emprisonnées et condamnées par centaines à la suite de la mutinerie, du soulèvement ‘’ des banlieues’’ des semaines passées.

Première rediffusion, demain mercredi à 11h.  http://www.rfpp.net

 

* Vendredi (une petite goutte parmi les nombreuses -malgré tout... - initiatives jaillissantes, en cours) à 11h, une «Réunion d’information débat» à la Faculté de Saint Charles, proposée par un «petit attroupement informel d’hommes et femmes sans qualité, ayant déjà tenu une première réunion, lundi 21, à la Sorbonne

 

* Dimanche 27 novembre, à 17 h. rencontre – sous le prétexte/confection/forme de départ d’un Journal imaginaire à l’ Espace Louise Michel, 42 bis rue des Cascades (Paris XX, Métro Pyrénées)

 

Contacts : oreste@altern.org, indiquez «Amnistie!» dans le ‘sujet’, SVP

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8 novembre 2005 2 08 /11 /novembre /2005 00:00

Radiondadurto:INTERVISTA A ORESTE SCALZONE PARTE 2 /3

16.04 - 07 Novembre
Undicesima notte di rivolta nelle banlieues parigine: 395 le persone arrestate, il numero maggiore dall'inizio della rivolta.1400 le auto incendiate. Dalla capitale la rivolta si è estesa ad altre città francesi, interessando 274 comuni. Le situazioni più tese a Marsiglia, Saint- Etienne, Tolosa e Lilla. Ascoltiamo l'intervista con Oreste Scalzone da Parigi.

http://www.radiondadurto.org/agenzia/scalzone-francia-terza.mp3

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7 novembre 2005 1 07 /11 /novembre /2005 00:00

BANLIEUES IN FIAMME

16.04 - 07 Novembre
Undicesima notte di rivolta nelle banlieues parigine: 395 le persone arrestate, il numero maggiore dall'inizio della rivolta.1400 le auto incendiate. Dalla capitale la rivolta si è estesa ad altre città francesi, interessando 274 comuni. Le situazioni più tese a Marsiglia, Saint- Etienne, Tolosa e Lilla. Ascoltiamo l'intervista con Oreste Scalzone da Parigi.

http://www.radiondadurto.org/agenzia/scalzone-rivolta-francia.mp3

 

 

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7 novembre 2005 1 07 /11 /novembre /2005 00:00



Intervista a Oreste "Corriere  della Sera" 7-11-05

Caro Oreste, come definiamo gli autori di questa battaglia urbana?
Sono davvero degli insorti?

<Insorgere : sollevarsi contro l’autorità>. <Insorto : rivoltoso, che si è ribellato>. Ma potremmo anche chiamarli ammutinati. E’ straordinaria la capacità che hanno gli “uomini di potere” di aggiungere al danno la beffa: sul finire degli anni 70 in Italia, <insorti> per noi era aggravante, e non di poco!
Significava <stato d’eccezione>, presunzione di colpevolezza, responsabilità penale anche <oggettiva>, aggravanti, carceri e regimi speciali. Ma si negava all’<insorto>  la qualità di <Nemico> riducendolo a folle criminale e/o “marionetta” mossa da qualche “puparo” occulto. Oggi, si mena scandalo quando qualcuno parla di <insorti> : si riscopre che questa è qualifica nobile, e le si oppone quella di “teppaglia”.
Così
 il Ministro francese degli Interni li aveva chiamato ripetutamente quei giovani, prima, anche nei giorni immediatamente precedenti la tragedia che ha fatto scoccare la scintilla...

 

E contro cosa stanno insorgendo? Non ti sembra piuttosto l'eruzione di una forma spontanea di disagio? Cosa ha portato a questa sollevazione, quale disagio sociale?
Nell’immediato, si sono sollevati alle retate di polizia da anni scatenata nelle banlieues; contro giornate spese sul marciapiede davanti agli squallidi falansteri della deportazione dei poveri, più o meno ‘ad ammazzare il tempo’ come nel cortile di prigione ; contro una razionalità economica  che li riduce in uno stato di “rota”tra lo stridore del martellamento pubblicitario e la realtà di uno squallore senza uscita ; contro una <legalità> che li asfissia , e una Legge che li disprezza e li umilia.

 

 

Questi scontri possono rappresentare il terreno di coltura per nuove forme di lotta, più radicali? Ciò che avviene può essere interpretato come il fallimento di una concezione della società sarkoziana basata soltanto sul "law and order"? Può essere un monito anche a chi - come Sergio Cofferati a Bologna - sta percorrendo la stessa strada?
Beninteso, la <tolleranza zero> è un indice del carattere de-li-rante di certe politiche. Quella di Sarkozy, come quella di Cofferati, o del sindaco “giacobino” e “nazional-comunista” di Montreuil. Ma il problema va ben oltre questi personaggi alla cui volontà dispotica o interesse personale non può essere ricondotto il tutto. Se questa corsa incrudelita e stolta alla guerra dall’alto contro il basso continua con questi ritmi e forme c’è da prevedere una catastrofe generalizzata che comincia dal “mentale”, ben più rapida e squassante di quelle previste sul piano ecologico!

 

 

E' una vampata di rivolta delimitata soltanto alla Francia?
Ogni establishement, ha le sue specificità, Qui in Francia c’é il metodo dell’<assimilazione>, della standardizzazione dei <Valori della Repubblica> ; nel mondo anglosassone il modello del “mercato comunitarista”, del <mosaico> : ciascuno nel suo ghettocol “divide et impera” e il sistema di gerarchie di capi e kapò a organizzare contenimento, ordine, e in particolare il circolo vizioso del crimine: società , oltretutto, criminogena come non mai...

 

C'è una parte della sinistra che mette in fila gli scontri antiBush in Argentina e i casseurs francesi per esultare, o meglio, per affermare che è tornato il tempo dei contrasti radicali.
Tu che ne pensi?

Io ho imparato a diffidare dei “tifosi”, che spargono culti ed epopee ed esultano in stretta proporzione alla distanza geografica dei miti di cui sono sempre in cerca...
Così un certo <terzomondismo> manifesta un relativismo etico, che porta alla corrività con episodî <stragistici> per poi trovare che, in una sommossa in città, chi spacca una vetrina non può che essere un “provocatore” da perseguire penalmente...

 

Ha ragione chi sostiene che Parigi è vicina, nel senso che anche le nostre periferie potrebbero "esplodere"?
Non è che “potrebbe esplodere”. Bisogna piuttosto pensare, “e come potrebbe  non esplodere ?”.

Sarkozy a Parigi ha risposto alla morte di 52 africani  per quattro incendi di stabili fatiscenti, mandando la polizia a sgombrare di forza e – senza neanche il pretesto dell’ <insalubrità> -- scatenando rastrellamenti di sans papiers alle uscite dei metro’.

Roba da far prudere le mani alla gente più pacifica... Roba da far venire ancor più cattivi pensieri ai paranoici del <Complotto: sembra quasi una Krivendicazione del repulisti permesso dagli incendi !

Tutto vero. Ma, a New Orléans? E a Ceuta e Melilla ? Certo che i miti spagnoleschi di tanto benpensantismo delle sinistre, innamorate di Zapatero e del giudice Garzon danno anch’essi il voltastomaco... D’altronde, il clero musulmano – compresi gli  <islamisti ultrà> -- in questi giorni sta pesantemente giocando al “pompieraggio” dell’ondata tumultuosa di sabotaggio e di “terra davvero bruciata. Chissà che non ci sia chi pensi a un armistizuio nella <guerra di civiltà>, proponendo di coalizzarsi contro i <sub-sahariani> ?

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21 octobre 2005 5 21 /10 /octobre /2005 00:00
Alla costituzione di un movimento antipenale potremmo andarci non con una identità definita ma con un discorso  comune autonomo, quello che io definisco comunauta. Proposta  – per riprendere ancora Foucault – contro la razionalità dell’economico, dello statale, della società del lavoro. Spieghiamoci, confutiamoci, contestiamoci, ricomprendiamoci, incontriamoci, combattiamoci pure, ma anche amnistiamoci. Dimostriamo che è possibile combinare il ricordo e l’oblio mentre adesso si arriva ad una microfisica delle guerre sante, l’uno contro l’altro.

La risposta, Canetti, è ancora nel vento: avremo finito di uccidere quando gli esseri umani saranno liberi come uccelli e fraterni come uno stormo.

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18 octobre 2005 2 18 /10 /octobre /2005 00:00

Non è opportuno sottovalutare il fatto che lo sciopero della fame non venga disprezzato da chi si ispira a un’ideologia assai più militarista della nostra. Non credo che noi stiamo là per dire che la gente nasce fascista e ci rimane. Io non voglio offendere nessuno facendogli credere che potrei pensare che potrebbe cambiare, però osservo questo che, nel giorno in cui anche loro urlano, come avremo urlato tante volte noi, Tizio, Caio sarai vendicato, fanno questo sforzo e dicono, che chissà quanto gli costa, Amnistia per tutti, e deve essere inequivoco perché la legano al fatto che la dica proprio io – e loro lo sanno – che ho rivendicato di aver portato fuori quelli di Primavalle, e lo rifarei.

E questa cosa mi sembra che dovrebbe interessare. Perché è chiaro che dentro questo sciopero della fame c’è anche un tentativo di forzatura per quel che riguarda la questione seria della non violenza attiva, non le buffonate ad uso televisivo dei Casarini.  Intanto perché questa mi pare l’unica forma per rompere la passività e l’aquiescienza, nell’immediato e su un piano di immanenza. Ma poi anche e perché io non ne ho la grazia e non sono assolutamente persuaso che si possa pensarla come orizzonte assoluto e soprattutto incollarla come una filosofia  della storia sui grandi numeri e sulle genti umane, però il gesto di uno sciopero della fame rientra nell’arsenale della non violenza attiva. Un gesto violentissimo non tanto contro sé ma come violenza psicologica e morale che si scarica tutt’attorno, non solo sulle controparti ma spesso sugli amici.  Però, grosso modo, è interessante che si rinunci alla spontaneità di voler reclamare la galera per qualcuno e agitare mitologie “guerriere” sul sangue altrui versato. Non è che abbia bisogno di gratificazioni, però mi sembra umano, se c’è una piccola punta di fierezza nel fatto di notare che questi hanno ricordato il mio atteggiamento da comunista. Non è stato niente di eroico, anche un avvocato ultragarantista come in effetti sono stati i nostri lo rifarebbe così. Non è dovere e nemmeno piacere, è proprio la cosa elementare, non servono elevati sentimenti, né autogratificarsi di chissà che, né certo si vuole creare un’obbligazione, facendo i superiori. No, è una cosa così, proprio perché uno ha combattuto o combatte o si vede come combattente, ma non nel senso combattentistico, perché è una battaglia con qualsiasi mezzo e forma si fa. Così, proprio verso un combattente che è agli antipodi, lo sbirro, bisogna avere in orrore, come mezzo di lotta, o di autoaccecamento, l’uso della calunnia, del sospetto e dell’accusa, il cucire il vestito dell’ergastolo attorno al peggiore dei nemici, che è peggio del peggio che mettergli una bomba sotto casa compresi i bambini, ed è ancora più vigliacco enunciare certezze di colpevolezza, a rischio di puntuale calunnia. E’ peggio di ammazzare. Una volta avevo accettato un dibattito (come faccio sempre) in un collegamento Parigi-Londra con Morsello, senza compiacimenti né razzismi. Il nemico fa parte dell’umano, se è della categoria del demoniaco si cambia paradigma, bisogna chiamare gli esorcisti. Si può combattere e si può, visto che siamo esseri parlanti, dire sempre a tutti, come diceva ’o parlano, embe’ parlammo. Certo io non avrei mai potuto scambiare, come molti sapientoni, i testi di Morsello per roba nostra, e se mi fosse per altro capitato per distrazione non avrei fatto finta di niente o corso a salvarmi l’anima dando l’obolo all’Anpi, avrei dichiarato un’epochè per capire che, se questo può succedere, è rivelatore di qualcosa che non funziona, poi si vede quale. La logica il nemico del mio nemico io non la pratico. Non ho la necessità di operare quella che Luhmann dice l’insignificanza dell’azione, che è propria del politico, ma che è lo stesso del militare, del politico-militare, la semplificazione e la riduzione della complessità che era la base della decisione.  Perché credo che qui torni la questione semplice dell’essenzialismo. Accade come quando qualche fesso che prende delle battute di Marx che esprimevano l’aria del tempo e trova che era un terribile machista, e scriveva battute terribili sui negri e sugli slavi e –  pur essendo per quattro quarti di famiglia rabbinica – usava immagini come Shylock, lo spirito sorditamente giudaico, citando Shakespeare. Non è che io dica non può essere perché è ebreo, perché mi risponderebbero ah, è la forma dell’odio di sé, no, dico semplicemente che quali che fossero i suoi vezzi o vizi – come Marx stesso dice – il cuore del suo dispositivo è il concetto di plusvalore, e l’interpretazione del mondo e delle cose, a partire da questo arcano …

Leggere come chiave dell’enigma del mondo e anche di tutti misteri  qualcosa che non è affatto segreto, la razionalità statale, terribile, è come quelli che dicono che ci sono i servizi segreti deviati. I servizi segreti sono istituiti per essere deviati e devianti, per fare gli sporchi lavori e avere la licenza di uccidere, quindi è un po’ paradossale quando ci si toglie di mezzo la consapevolezza … Non per fare gli scettici blu, tanto lo sappiamo, comunque possiamo lottare anche contro un singolo fatto, un singolo figlio di puttana, un eventuale complotto, ma sempre avendo come idea direttrice, come orizzonte la matrice a cui questo riconduce, il plusvalore. Magari tu puoi pensare all’usura, ce ne sono tante di produzioni dell’umano che ci sono assolutamente lontane. O è l’usura o è il plusvalore, e se è il plusvalore è concettualmente impossibile, non è un fatto morale.
 

Poi magari ci hanno educato al fatto di trovare inaccettabile l’idea essenzialista che un gruppo umano possa essere inferiore o superiore ad un altro. Verrà il tempo che anche lo specismo sembrerà come il razzismo, ma per ora parliamo di razza umana. A me ripugna l’idea che gli americani o i tedeschi, gli arabi o gli ebrei o gli spoletini, o le donne possano essere per essenza inferiori o superiori. Poi ci sono le caratteristiche, così come le lingue, gli usi, i costumi e le religioni. Ma è non un principio che viene da un universalismo prima cristiano e poi illuminista e la critica anche un po’ gauchista, che è come l’universalità del mercato, è un’altra cosa, e per me è costitutiva. Questo è il primo punto. Noi stiamo di qua, poi siamo aperti –  come diceva Bertinotti – a lavorare con tutti, ma a partire dal fatto che non è che, siccome ci vogliono bene, pensano che ci possano annettere e fanno finta di non sapere quello che diciamo. Una volta che l’abbiamo detto, ed è chiaro, non ci tocca slacciarci da abbracci ad ogni passo. Dopo di che essendo disincantati non ci scandalizziamo, va bene ma non con l’equivoco.

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Published by Oreste Scalzone - dans ESTATE 05
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17 octobre 2005 1 17 /10 /octobre /2005 00:00

 

Sta bene così. Vado a chiudere. Volessi “politicheggiare”, potrei dire in bellezza. Ancora ieri mi concedevo l’allegrezza di pensare a chi avrebbe risposto, i Cobas, Papillon, per partire dai più grandi e poi molte ma molte persone, come suol dirsi, al di qua e al di là delle Alpi, gente, compagni, compagne, gente di compagneria, amici, radio, siti, giornali e rivistine, anche , è doveroso dirlo, degli uomini e delle donne fascisti, una ventina dal secondo giorno, dopo che un loro sito aveva detto offrendomi il rispetto del Lei “ se vuole accettare” onorandomi, onorandosi, del termine di nemico, ricordando esplicitamente dello sconcerto di riconoscere una cosa a un “comunista libertario come è Lei” - avrebbero anche potuto metter Voi, non era un problema, si scrive voi in fascista e lo si può leggere in napoletano -  senza cercare di annebbiare confini, senza nemmeno provarci ove mai  lo volessero, a ventilar connubi e compiacersene, senza sfiorare i travestitismi, infiltrazioni, mimetismi, conati di annessione, camaleontismi, trasversalità, chiasmi, scavalchi, nemmeno nel senso del nemico del mio nemico…

Ciò che è più volgare è l’idiozia dei re travicelli che pontificano e continueranno a farlo, dalle nostre bande, e che nessuno di loro ha notato il giorno che questa gente ha fatto una fiaccolata per due morti loro di 32 anni fa, che la “verità giudiziaria” aveva attribuito a dei militanti di parte nostra, colpevoli di un incendio doloso finito in omicidio involontario, involontario ma certo omicidio, dunque in sé atroce, ma uno dei parecchi da una parte e dall’altra.

Il giorno, dico, in cui questi uomini e donne, che si chiamano e si dicono fascisti - e noi dobbiamo prendere tutti alla lettera - erano là con lo stesso sangue agli occhi che noi conosciamo bene (il contestarlo a chicchessia con lo sghignazzo vuol dire essere essenzialisti, considerare chicchessia un sottouomo o sottodonna, e perciò stesso significa aver cambiato paradigma aderendo a quelli hitleriani) non c’è niente da aggiungere.

Tanti sapienti e sapientoni non avranno notato, perché prima o poi ce lo contesteranno, che 300 donne e uomini, fascisti con il sangue agli occhi, nella gola la voglia frustrata di vendicare, cosa fin troppo umana, fa parte della spontaneità cioè dell’esatto contrario dell’autonomia, e pure hanno detto, malgrado ciò, Amnistia per tutti. Cioè hanno detto in tempo reale il contrario di quella che era la loro torsione che sgorgava spontanea, e coltivata dai precordi, dalle appartenenze delle passioni, l’hanno contraddetto e hanno onorato, come fosse chissà che, un modesto sciopero della fame di un modesto agitatore lontano, che quel poco che sa, ha capito e imparato, gli viene non dal sapiente ma da una sorta di destinazione al paradosso, dall’esser venuto al mondo come di straforo ed essere vissuto in mezzo a gente che pensava ci rimanesse come per miracolo.

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Published by Oreste Scalzone - dans ESTATE 05
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5 octobre 2005 3 05 /10 /octobre /2005 00:00

Io, personalmente, non ho debiti da esigere. E quindi decido unilateralmente di spezzare la catena della riscossa e della vendetta. Senza reciprocità, senza gna gna. Tutto questo, è ovvio, non c’entra niente con la pacificazione e la condanna della violenza. Quando anche si decidesse di riaprire una fase di guerra sociale dispiegata, tutto ciò non c’entrerebbe nulla con i giustizieri. Poi si vedrà se la violenza è necessaria, ma è un’altra cosa. Di certo non si potrà, non si dovrà mai più ammazzare per vendicare, per punire.

Molti di quelli che non hanno esitato a presentarsi a capo chino materialmente davanti al giudice o metaforicamente davanti alla potenza dispiegata dallo Stato, non se la sentono di dire una parola alla vedova Moro o alla vedova Mattei.

Ma che vuoi fare quando uno dei tuoi, che è giunto ad attraversare la porta stretta del passaggio alla critica delle armi, se ne esce con una frase – “Ma io do lavoro” – che è la quintessenza dell’ideologia capitalistica? Gli regali la vecchia edizione di Lavoro salariato e capitale, quelle che mi diede mio cugino Claudio Petruccioli quando avevo dodici anni per la prima lettura marxista e gli raccomandi di ripassarsi i fondamentali? Va bene che gli attori e gli scrittori non ne abbiamo idea ma per uno che ha preso le armi è un nonsenso assoluto. Il comunismo amputato dell’idea di plusvalore è un assurdo, o meglio il Frankestein che descrive Marx in una lettera a Engels. Ci hanno attribuito molte cose, precisava al suo sodale il Moro di Treviri, ma la dottrina del valore lavoro l’ho presa da Ricardo, la teoria della lotta di classe come motore dello sviluppo dagli storici francesi, la dialettica da Hegel, ma l’unico apporto originale nostro è l’invenzione del plusvalore.

A cosa allude infatti l’idea geniale dei comunardi di distruggere gli orologi se non alla cronofagia del Capitale? Il comunismo di Gioacchino da Fiore aveva una sua grandezza. E il termine stesso era stato riscoperto e introdotto nel lessico politico rivoluzionario dagli Eguali, Babeuf e Buonarroti. Ma il plusvalore è costitutivo del comunismo moderno. Avremmo dovuto far studiare di più i compagni giovani, che erano comunque in buona compagnia. Persino il Migliore, nella prima tesi del 7° congresso, scrive uno strafalcione da matita rossa parlando del lavoro come una merce.

Oggi sappiamo che le armi non si possono, non si devono prendere per una passione. Così abbiamo creato degli spostati. Buoni, anche buoni, certo, ma il mondo non ti perdona lo stesso. Questi arrivano a credere manicheisticamente che i poveri sono intrinsecamente buoni e i ricchi cattivi. C’è molta più potenza gnoseologica in un film dell’ultima stagione della commedia neorealista, i Brutti, sporchi e cattivi di Scola, di quanta non ce ne sia in tutta questa melassa vangelizzante. Ma, ragazzi, se il peggio del nazismo era proprio nella capacità di uccidere la pietà e il senso di solidarietà tra i prigionieri… No, nei lager non albergava la bontà.

Caro Canetti, se non possiamo smettere è per la necessità di prevenire. La guerra preventiva è un assurdo giuridico, non etico. Figurarti se lo fai ex post, per punire. I compagni non ci arrivano proprio a capire che l’unica risposta possibile è quella di Erri De Luca: Eravamo compatibili con l’omicidio. Sì, eravamo degli assassini. Ma non eravamo certo i soli*Solo se si assume questo dato possiamo cominciare a ragionare. Di omicidio e Stato. Di omicidio e politica. Di omicidio e rivoluzione. E allora un ragionamento ben costruito presuppone che si parta dalle intenzioni, si esaminino gli enunciati e si mettano a confronto i mezzi e i fini, per concludere con la verifica degli esiti. Ma chi può condurre l’esame? Delle buone intenzioni è lastricata la via dell’inferno e poi sono intangibili. Gli enunciati valgono fino a un certo punto: perché un fine dialettico potrebbe arrovesciare la distinzione corrente tra i due totalitarismi del Novecento. Paradossalmente non è meglio la sfrontatezza del nazismo a fronte dell’ipocrisia stalinista? E così restano solo i mezzi e gli esiti. Ma chi li può esaminare?

Noi capiamo che i familiari delle vittime ci vogliano vedere morte. Ma c’è chi continua a lavorare per mantenerle in questo stato di tossicodipendenza da pena. E dal canto nostro, a questo abietto gioco noi opponiamo la vigliaccheria di chi preferisce inchinarsi allo Stato e non alle vedove.

Comunque se pensiamo che esistano sottouomini**(che siano i Berlusconi o finanche i Priebke cambia poco) è meglio che cambiamo paradigmi. Il comunismo vuole distruggere ruoli e rapporti sociali: e per questo si è potuto anche arrivare ad ammazzare uomini, ma l’essenzialismo, l’idea malsana che gli avversari siano demoni da esorcizzare con riti voodoo, è infinitamente peggio.



*La criminalizzazione della responsabilità intellettuale

Ciò detto, resta profondamente necessario e giusto combattere con le unghie e con i denti contro la penalizzazione della responsabilità intellettuale dei cattivi maestri nella sfera del giudiziario, di ciò che ha rilevanza penale, non perché abbiamo l’ipse dixit ma perché è una forma come un’altra per truccare, per far saltare il principio della presunzione d’innocenza, del carattere circostanziato specifico e quindi necessariamente di quello che andrebbe provato per definire la responsabilità penale. Mi sembra che sia lì il punto, questo arbitrio che viene permesso quando sono le parole a diventare oggetto di materia penale.

Non è tanto che le parole siano nobili, ma ancora più grave mi pare gonfiare la responsabilità oggettiva di uno che ha fatto il prestanome e poi non solo viene condannato per i reati associativi in modo pieno ma anche per il concorso in tutto quello che la verità giudiziaria ritiene sia stato organizzato o sia partito dalla base da lui affittata, addirittura nelle conseguenze impreviste. Parlo di fatti reali, sentenze fatte. E’ già pesante dare al firmatario, che magari non ne sa più niente, e potrebbe essere accusato di favoreggiamento o magari di partecipazione a banda armata, un concorso in omicidio. Ma addirittura se di lì è partita una rapina finita in scontro a fuoco e si tira il concorso pieno in omicidio anche al prestanome siamo certamente al limite, diciamo così per eufemismo.  No, la responsabilità oggettiva è ancora più grave di quella intellettuale.

E’ per questo che io all’epoca del 7 aprile non mi ero ingolfato nel discorso corporativo che l’orrore maggiore era accusare dei libri e degli autori di libri, però non per questo avevo lasciato cadere l’appiglio polemico. Anzi ne avevo trovato uno (secondo me) più preciso, che non consentiva a un Violante di fare i sarcasmi che faceva sugli atteggiamenti degli intellettuali, cattivi maestri dell’armiamoci e partite. Io obiettavo che esiste un codice di tempo di pace, un codice penale e un codice militare di guerra, basta che vi mettiate d’accordo. Se usate quello del tempo di pace non potete accusare per contiguità, istigazione, responsabilità oggettiva. Se invece volete usare quello del tempo di guerra a me  può andar bene. Ma siccome  nel vostro schema gerarchico volete interpretare il ruolo di qualcuno come me come se fosse il generale che trasmette degli ordini, , dovreste applicare la non punibilità per averli eseguiti a quelli che riteniate siano i soldatini. Il trucco forte non sta nella penalizzazione della responsabilità intellettuale ma sta nell’uso alterno ogni volta della combinazione fra i due aspetti a maggior svantaggio degli imputati. Calpestando ancora una volta un principio conclamato dal diritto, la regola della norma pro reo, che non è una forma di benevolenza. Semplicemente lo Stato, che è più forte, pretende di ottenere legittimamente il monopolio della forza deve essere capace di autolimitare questa forza. Se si comporta come la mafia di Corleone è più difficile la legittimazione.

 

**Sottouomini

Qui non c’entrano niente universalismi o umanesimi o diritti degli uomini o cosmopolitismi, c’entra la “razza umana”, in termini marxiani la Gemeinweisen, radice comune, comune denominatore, base di ogni riconoscimento di reciprocità e di comunanza. Pensare che ci siano  Untermenschen è al di sotto di ogni pace e di ogni guerra, e anche di ogni omicidio, che ancora riconosce nell’ucciso il proprio simile. Sotto, da un’altra parte, ci sono gli essenzialismi, i razzismi confessi o no, e ci sono allora sterminismi e stermini, il ghigno atroce dell’Arbeit macht frei, rieducazioni socialiste, fino al laboratorio ultraneoliberale, e ai laboratori penali della democrazia assoluta, assolutismo democratico, democrazia tecnocapitalistica, nazionale, popolare, planetaria, giustiziaria, che ha sussunto gli aspetti peggiori dei saperi penali di ogni tipo: certo quello nazista, quello stalinista, quello coloniale, la produzione di servitù volontaria. In questo si traduce l’assalto decisivo all’umano, alle forme spinoziane di desistenza o alla disperata vitalità pasoliniana. E tutto questo rischia non solo di chiudere l’orizzonte di oltrepassamento, ma anche la possibilità stessa della conservazione dell’umano, che è quella di porre e riporre la questione del potenziale di autonomia come potenza di persistere andando oltre e altrimenti.

 

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