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21 avril 2005 4 21 /04 /avril /2005 00:00
Ieri 20 aprile a Roma il sit-in per l'amnistia-indulto ha monopolizzato l'attenzione a P.za Montecitorio dove ha sede il Parlamento; va detto che l'annunciata seduta della Commissione Giustizia non si è tenuta a causa delle dimissioni del governo Berlusconi. Nell'enorme piazzale , tra striscioni e bandiere per l'amnistia,troneggiava una vera gabbia di ferro, una prigione portatile , che ha suscitato bla curiosità, l'attenzione , la prova" di centinaia di cittadini e stranieri. Dentro quella prigione si sono alternati ai microfoni decine di aderenti all'iniziativa, che hanno accusato le Istituzioni e i partiti del dramma " giustizia " che colpisce ogni anno decine di migliaia di detenuti,rivendicando come atto di giustizia l'attesa amnistia-indulto.

In particolare la Confederazione Cobas e l'Associazione Papillon, hanno messo in lucela situazione dei detenuti politici e degli esuli - che fa dell'Italia lo stato più coercitivo e vendicativo d'Europa - reclamando l'amnistia-indulto per mettere pace alla storia degli anni '70 che rischia di non chiudersi mai.

Da tutti è stato rivolto un caro saluto a Oreste Scalzone , alla seconda settimana di sciopero della fame per l'amnistia-indulto,invitandolo affettuosamente a non andare oltre per non mettere in pericolo il suo già difficile stato di salute.

Tutta l' iniziativa protattasi per oltre 3 ore è andata in diretta da Radio Radicale , mentre Radio Onda Rossa e Radio Citta' Aperta continuavano a fornire servizi dalla piazza; presenti altre testate giornalistiche e alcuni parlamentari Verdi e del PRC.
In piazza è stato preso l'ipegno - se non si andrà allo scioglimento delle Camere per le elezioni anticipate - di convocare un'altra iniziativa ai primi di Maggio sotto il Ministero della Giustizia .

Roma,21-04-2005
Vincenzo Miliucci per la Confederazione Cobas
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19 avril 2005 2 19 /04 /avril /2005 00:00
Roma19-04-2005

Tenutoconto dello spostamento a mercoledì 20 aprile della convocazione della Commissione Giustizia sul tema dell'Amnistia, IL SIT IN GIA' CONVOCATO PER IL19 APRILE SOTTO IL PARLAMENTO SLITTA A MERCOLEDI' 20 APRILE DALLE ORE 13 IN POI .

Hanno indicato la stessa convocazione le Associazioni " Papillon" , "Circolo Giano ","Arci la Rondine " , " Non Solo Chiacchiere " , "Lega Ambiente" : si sollecitano i/le compagni/e del movimento apartecipare numerosi per sostenere questa decisiva battaglia di libertà .
Il percorso già avviato contro l'attualità della repressione delle lotte sociali,e la messa in luce di un disegno teso ad eliminare dalla scena politica (attraverso lo strumento questurino/giudiziario) la nuovagenerazione di antagonisti no global, si legano al contrasto del continuismo dell'emergenza e delle leggi speciali ( tra cui i reati associativi ) che costringono tutt'ora in carcere e in esilio centinaia di militanti politicidegli anni '70.
 
In Francia, Oreste Scalzone è alla seconda settimana di sciopero della fame,
preoccupati per le sue già precarie condizioni di salute affettuosamente lo sollecitiamo a sospendere, anche perche' il suo sacrificio sta innescando l'attenzione e la comunicazione ricercata. Da oggi 19/4 parte lo sciopero della fame ( del vitto , del lavoro , .....) dei detenuti italiani, il 20/4 sit in sotto il Parlamento , le assemblee di Bologna, Napoli, Palermo, i prossimi 25 Aprile e la May Day all'insegna dellaliberazione dall'oppressione sociale, politica e giudiziaria, ovvero nellepiazze,nelle attività sociali, nel confronto politico, sta crescendo lamobilitazione per l'Amnistia-Indulto .

CONFEDERAZIONE COBAS
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18 avril 2005 1 18 /04 /avril /2005 00:00
«Senza cibo per l'amnistia»*

Intervista a Oreste Scalzone,in sciopero della fame dall'8 aprile. Rifiutato dall'ospedale perchérischia la vita, pesa ormai 45 chili, protesta contro «i tossicomanidella pena» Pisanu, Castelli e Violante. Appello al movimento
ANNA MARIA MERLO

PARIGI
Oreste Scalzoneè in sciopero della fame dalla mattina dell'8 aprile. E' statoricoverato all'ospedale Saint-Antoine, ma i medici l'hanno dimessoperché non intendono prendersi la responsabilità della vita di qualcunoche vuole continuare il digiuno, malgrado pesi ormai solo più 45 chili,affetto com'è da un'epatite già trasformata in fibrosi. Per i medici 42chili è il limite, due settimane il massimo che Oreste può tenere. E ledue settimane scadono il prossimo venerdì.


Perché hai deciso questo sciopero?

A me è sembrato che, con l'iniziativa di Pannella, si fosse aperta una finestra di opportunità. Pannella lo conosco da sempre, su molte questioni siamo agli antipodi. Il problema non è però Pannella o non Pannella. Ho trovato la sua iniziativa estremamente felice sul piano dello spettacolo, certo, ma anche su quello simbolico. Da un mese c'è una specie di buriana su un fatto ordinario di applicazione della prescrizione di legge a tre persone condannate a suo tempo per omicidio colposo, parlo di Primavalle. Se n'è fatto uno psicodramma nazionale. La parola stessa prescrizione è stata demonizzata, come le parole amnistia o indulto sono diventate parole criminali, mentre sono inscritte nella Costituzione, nel diritto. L'impunità è diventato uno scandalo più grande del male. Le parti civili vengono violentate, come se non si potesse elaborare un lutto se non si ha avuto giustizia. Non do giudizi di valore su gente che vive questo, ma sulla manipolazione di cui mi sembrano vittime. Non hanno fatto una legge sul risarcimento delle vittime, ma le strumentalizzano. Pisanu, Castelli, Violante spingono a diventare tossicomani della pena.

Quale riflessione ti spinge a chiedere l'amnistia?

Ho una posizione di abolizionismo rispetto al carcere. Non è un'utopia ma, come ha scritto Foucault, un'idea direttrice. C'è dell'assurdo nella società di oggi, la tossicomania penale viene utilizzata come regolatore sociale. Questa idea viene dall'alto, come si vede in Usa o in Cina, ma poi finisce per contagiare tutti, l'unica proposta è l'ipertrofia della voglia di vendetta. Un vittimismo che vuole trovare una giustizia appropriata.

A chi ti rivolgi prima di tutto Allo stato o al movimento?

Mi chiedo: come mai questo silenzio tra di noi ? Come se Pannella fosse un Re Mida al contrario. Tutti zitti. Credo che, se in seguito a questa azione si riesce a ottenere un'amnistia anche solo di un anno, a sdoganare la parola, mi va bene. Toccherebbe, tra l'altro, oltre a molti disgraziati, anche 4 mila ragazzi dei movimenti di questi anni che hanno accumulato 17 mila processi. Toglierebbe questa cappa dal movimento sociale. Aprirebbe la possibilità di uscire dal silenzio sull'amnistia politica, che un paese "normale"a vrebbe già fatto da tempo. Mentre adesso, come con Battisti, viene raschiato il fondo del barile 25 anni dopo, persone che lo stesso diritto riconosce che sono diventate un'altra persona. Per questo mi ero offerto di andare al posto di Battisti, non per fare il bello, ma come un'offerta di capro espiatorio simbolico. Mi dicono in molti: il clima è terribile. Io rispondo: proviamo a vedere cosa si può fare. Non rivendico nulla dallo stato, non attuo un ricatto. Ma una forma di rapporto dialettico con i compagni. Voglio che si apra una discussione su due punti: se passa la proposta Pannella, dopo bisognerà aprire il problema della soluzione politica per la generazione degli anni `70, quindi perché non lanciare un referendum abrogativo delle legge speciale del `92, che fissa il quorum per l'indulto e l'amnistia ai due terzi? Un'iniziativa per ripescare il progetto di indulto, votato nel `97 dalla Commissione giustizia della camera, su iniziativa di Pisapia e Cento, che riequilibrerebbe il super-sanzionamento dopo la fine dell'emergenza. Proponeva 21 anni al posto dell'ergastolo e un dimezzamento delle pene. Per il momento i soli a reagire sono stati i Cobas. Ho scritto una lettera, senza arroganza, ai personaggi pubblici che hanno contato per me, a cominciare da Ingrao, Tronti, anche Rossana Rossanda, chiedendo se vogliono dire una parola su questo tema. Ho sospeso l'invio di 48 ore, a causa dello sciopero della fame dei sans papiers all'Unesco, che dura da un mese, e per l'incendio che fatto morire venti persone in un meublé di immigrati.


"Il Manifesto"

 
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17 avril 2005 7 17 /04 /avril /2005 00:00

 16 Aprile 2005 - 18.12 Durata: 38 minuti 35 secondi -

Oreste Scalzone, esule politico in Francia, continua lo sciopero della fame sotto controllo medico, oggi è stato dimesso dall'ospedale dove era ricoverato da ieri per un calo preoccupante di pressione, ma i medici lo controlleranno a domicilio tutti i giorni almeno fino a venerdì perché dopo declineranno probabilmente la loro responsabilità. Oreste è in sciopero della fame dal 7 aprile, in solidarietà con la mobilitazione per una misura d'amnistia-indulto in favore dei detenuti nelle prigioni italiane. Intanto centinaia di detenuti del carcere di Rebibbia stanno facendo da due giorni uno sciopero della fame per sensibilizzare le forze politiche sul problema dell'amnistia e del sovraffollamento negli istituti penitenziari. Intervista in diretta sabato pomeriggio con Oreste Scalzone appena dimesso, ed un repentino collegamento dall'interno del CPT di via Corelli, l'intervista ad un detenuto e a Federica Sossi del comitato di appoggio alla lotta

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16 avril 2005 6 16 /04 /avril /2005 00:00

Oreste continua lo sciopero della fame sotto controllo medico, oggi verrà dimesso dall'ospedale ma i medici lo controlleranno a domicilio tutti i giorni almeno fino a venerdi perche dopo declineranno probabilmente la loro responsabilità .

Il nostro appoggio ai detenuti di Rebibbia in sciopero della fame fino al 20.

Groupe de communication grève de la faim SOS Soutien Oreste Scalzone.

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16 avril 2005 6 16 /04 /avril /2005 00:00

E’ ricoverato in un ospedale di Parigi perché dal 7 aprile è in sciopero della fame per rompere quello che ha definito un silenzio assordante sulla situazione delle carceri e dei prigionieri. Nonostante le condizioni di salute (Oreste Scalzone non ha mai avuto un fisico da “guerriero” ma come dice lui stesso, gode di una “ottima cattiva salute”), non rinuncia all’idea di farsi intervistare, soprattutto perché vuole lanciare un messaggio diretto e senza infingimenti a tutti i “compagni di strada” di una vita : dai maestri come Ingrao ai giovani della nuova generazione politica emersi con i movimenti sociali di questi anni. “La differenza tra me e Pannella è che lui con lo sciopero della fame vuole ottenere delle risposte dalla società politica sulla situazione delle carceri e per ottenere un provvedimento di clemenza. Io con il mio sciopero della fame voglio mandare un messaggio a tutti coloro che in passato o nel presente, nella sinistra o nei movimenti, possono dire o fare qualcosa per rompere questo assordante silenzio sull’amnistia e sulle carceri”.

Il messaggio di Oreste Scalzone è chiaro e si articola su tre questioni :

- 1) Una soluzione politica sul contenzioso rappresentato dal carico penale accumulatosi sulle spalle di 5.000 persone nei decenni scorsi a causa dei reati associativi ma soprattutto delle aggravanti introdotte dalle leggi di emergenza che hanno appesantito enormemente le sentenze. Quando il ceto politico ha dichiarato chiusa l’emergenza ha lasciato intatto questo macigno del carico penale affidando la riduzione delle pene solo alle soluzioni premiali (la dissociazione) che abbiamo sempre rifiutato.

- 2) Riaprire una prospettiva abolizionista delle carceri e della detenzione come istituzioni

- 3) Fare qualcosa affinché l’orrore rappresentato dal sistema dell’emergenza si compia. Hanno estradato compagni come Paolo Persichetti ed hanno costretto di nuovo alla latitanza persone come Cesare Battisti. Si apprestano a farlo di nuovo e non mi riferisco alla situazione personale mia perché tra poco i reati di cui mi hanno accusato andranno in prescrizione.

Oreste Scalzone ha poi sottolineato come quel sistema dell’emergenza non abbia mai cessato di riprodursi e si regga ancora sul “partito della fermezza” dei vari Violante, Castelli, Pisanu. “Oggi ci sono quasi 17.000 procedimenti penali in corso contro circa 6.000 militanti o attivisti dei movimenti espressisi dagli anni Novanta in poi” - quindi in un periodo e con caratteristiche diverse da quelli degli anni settanta.

Nell’intervista con Oreste Scalzone si è poi inserito Paolo Cento (deputato dei Verdi) che uno dei pochissimi esponenti della politica - insieme a Giovanni Russo Spena del PRC- ad aver ripreso e rilanciato il tema dell’amnistia. Cento si detto poco ottimista sulle possibilità di portare oggi nell’agenda politica la questione dell’amnistia ma ciò non può significare una rinuncia a farlo comunque. Ha segnalato come sia stato attivato un Forum contro la repressione che ha preso spunto dalle incriminazioni per le clamorose proteste contro il carovita del 6 novembre scorso (la spesa autoridotta al supermercato Panorama di Roma), il dibattito e le iniziative in quella sede possono e devono incrociarsi con quello sull’amnistia.

Il testo completo dell’intervista ad Oreste Scalzone sarà disponibile a breve e “socializzato” a tutte e a tutti. La battaglia per l’amnistia deve riprendere vigore e non solo per raccogliere l’appello di Oreste Scalzone, è un problema di spazi di libertà e di memoria storica che i movimenti devono impugnare come uno strumento in più contro un sistema politico e giudiziario che si regge sull’ingiustizia...o meglio sulla giustizia di classe, un’occhiata a chi sono coloro che sono finiti o che finiscono in carcere lo conferma senza bisogno di troppi discorsi.

http://bellaciao.org/it/article.php3?id_article=8346

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16 avril 2005 6 16 /04 /avril /2005 00:00

A partire da oggi, giovedi' 14 aprile, le associazioni di detenuti presenti a Rebibbia Nuovo Complesso - Papillon, Arci La Rondine, Legambiente, Circolo Giano, Nonsolochiacchiere - attueranno un'iniziativa pubblica tesa a sensibilizzare l'opinione pubblica e il Parlamento riguardo la proposta di amnistia di cui si discute in questi giorni.
I detenuti, in ogni sezione, a turno, attueranno uno sciopero totale della fame. Ne da' notizia un comunicato in cui si rende noto che il Garante dei diritti dei detenuti, Luigi Manconi, il Direttore Stefano Anastasia e i componenti dell'Ufficio si asterranno dal cibo, a turno, per 48 ore, in concomitanza con la mobilitazione pacifica intrapresa dai detenuti.
Le motivazioni dell'iniziativa vanno dal fatto "che dal 1990 non e' stato promulgato alcun provvedimento di amnistia: (all'epoca i detenuti superavano appena le 40.000 unita'; oggi sono stabilmente oltre le 55.000), che da oltre 5 anni ai detenuti vengono fatte promesse regolarmente disattese e infine che un'amnistia "non risolve i problemi del carcere", ma e' altrettanto vero che senza una drastica riduzione dell'affollamento nessuna riforma, grande o piccola, e' concepibile".

http://www.papillonrebibbia.org/index.php

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15 avril 2005 5 15 /04 /avril /2005 00:00
Parigi. Oreste Scalzone in sciopero della fame dal 7 aprile, in solidarietà con la mobiltazione per una misura d'amnistia-indulto in favore dei detenuti nelle prigioni italiane è stato ricoverato oggi in ospedale in seguito a un malessere provocato da un abbassamento di pressione che persiste. Oreste Scalzone intende continuare la sua azione. I medici decideranno in funzione dell'evoluzione del suo stato di salute. Gruppo di comunicazione sciopero della fame SOS Sostegno Oreste Scalzone


Paris. Oreste Scalzone en grève de la faim depuis le 7 avril en solidarité avec la mobilisation pour une mesure d'amnistie à la faveur des détenus dans les prisons italiennes, à été hospitalisé aujourd'hui suite à un malaise du à une sévère chute de tension qui persiste. Oreste Scalzone entend poursuivre son action. Les médecins décideront suivant l'évolution de son état de santé. Groupe de communication grève de la faim SOS Soutien Oreste Scalzone. Contact E-mail : oreste@altern.org
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15 avril 2005 5 15 /04 /avril /2005 00:00

 

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14 avril 2005 4 14 /04 /avril /2005 00:00

MOBILITIAMOCI A SOSTEGNO DELL'AMNISTIA - INDULTO

La straordinaria emozione suscitata dall'agonia e morte del Papa ha mosso un gruppo di Senatori di varie tendenze politiche a riproporre un provvedimento urgente di amnistia-indulto: un'azione riparatrice ( incalzata anche dallo sciopero della fame-sete di Marco Pannella) nei confronti di quanto sollecitato dal Pontefice nell'acclamata visita in Parlamento , provvedimento di clemenza negato dalla politica attraverso l'ignobile e inutile " indultino".


E' noto che a fronte della legislazione vigente e della pesante crisi sociale, le carceri sono stracolme - circa 60.000 detenuti per 30.000 posti! - e che, caso quasi unico in Europa, ci sono ben 200 detenuti politici in galera dalla fine degli anni '70 ( altri 200 in esilio) condannati a pene eccezionali dalle leggi emergenziali dell'epoca, create provvisoriamente per debellare il fenomeno della lotta armata. Non vogliamo far paragoni impropri , ma è doveroso dire che dei nefasti protagonisti dello Stragismo (che tanti lutti seminarono tra la popolazione) e di Tangentopoli (che tante risorse depredarono al Paese per foraggiare la politica e i partiti) nessuno è in carcere, laddove addirittura prosciolti e riabilitati ! Mentre migliaia di poveri disgraziati e un pezzo della generazione degli anni '70 , subiscono tutt'ora la vendetta dello Stato attraverso quelle leggi provvisorie divenute permanenti e le facili estradizioni, per fare tabula rasa - dopo l'11 settembre - della "Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo " e del diritto d'asilo .

Anzi, la nuova generazione , quella salita alla ribalta per desiderare-realizzare un "nuovo mondo possibile", rischia proprio in virtù del giustizialismo e conservatorismo istituzionale di perdere i diritti politici e sociali; di finire a lungo in galera a causa delle numerose battaglie fatte in tutela dei diritti-bisogni negati:iniziative perseguite con tipologie di reati aberranti, quali quelli associativi usualmente aggravati da quell' "eversione dell'ordine democratico", recentemente affibbiati a 29 precari di Bologna ,rei di essersi autoridotto il biglietto del cinema per reclamare l'accesso gratuito alla cultura .


Il compagno Oreste Scalzone esule a Parigi , da sempre sostenitore di un vero provvedimento di amnistia-indulto , si è subito aggiunto allo sciopero della fame-sete rimettendo nelle mani del movimento no global la decisione di sostenere questa battaglia ; altri esuli e varie personalità in Francia hanno raccolto l'appello di Oreste Scalzone , impegnandosi in vario modo per l'amnistia e contro le estradizioni .


La Confederazione Cobas , che da lungo tempo si è espressa per l'amnistia-indulto si fa partecipe di questa contingente necessità , sollecitando nei confronti dei propri iscritti, simpatizzanti ed interlocutori la massima attenzione e il sostegno per le iniziative in corso .


La Confederazione Cobas intende contribuire a promuovere la più larga mobilitazione difronte al Parlamento e alle sedi istituzionali , dove dal 19 aprile a Senato verrà messo in votazione il provvedimento di amnistia-indulto .

Roma 10aprile2005
CONFEDERAZIONE COBAS

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