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TERRORISMO: PETRELLA; EX BR, NON C' E' STATA GIUSTIZIA (ANSA) - VERSAILLES, 14 DIC

'Non c' e' stata giustizia' ha detto l' ex br Marina Petrella, parlando dopo la lettura della sentenza della Corte d' appello di Versailles che ha concesso la sua estradizione richiesta dalle autorita' italiane.

'Sono incarcerata da tre mesi e mezzo ed esprimo la mia indignazione contro la mia detenzione', ha detto la Petrella, che da giorni, nel carcere di Fresnes, dove e' rinchiusa, ha iniziato uno sciopero della fame, dopo che per tre volte nelle settimane scorse le era stata respinta la domanda di liberta' provvisoria. Un brevissimo intervento concluso da 'Buon Natale e felice anno nuovo a tutti'. (ANSA).

PETRELLA: CARUSO (PRC) IN DIFESA DELL’EX BR (AGI) - Roma, 14 dic.

Francesco Caruso, deputato Prc, in campo per difendere l’ex-Br Marina Petrella dopo la decisione del tribunale di Versailles favorevole all’estradizione. Caruso annuncia la sua partecipazione lunedi’ 17 dicembre alla conferenza stampa che si terra’ a Parigi a sostegno dell’ex-brigatista. “Lo sciopero della fame di Marina Petrella portato avanti ormai da una settimana - afferma Caruso in una nota - e’ un grido di protesta di una persona alla quale dopo 15 anni il governo francese sceglie di revocargli l’asilo politico. Dopo trent’anni di esilio, dopo aver ricostruito una vita, con una famiglia, gli affetti, un lavoro, il governo francese tradisce gli impegni presi nei confronti di una persona che ha scelto di sfuggire alla morsa della violenza politica e della repressione degli anni settanta in Italia. La ‘dottrina’ Mitterand, che concedeva diritto d’asilo ai rifugiati italiani ricercati per terrorismo purche’ rinunciassero a ogni velleita’ eversiva, non fu un dispetto della Francia all’Italia, bensi’ una mano tesa per aiutarla ad uscire dai cosiddetti ‘anni di piombo’”. “Riportare indietro le lancette della storia, rinnegare e violare gli impegni presi - prosegue Caruso - servirebbe solo ad appagare una assurda e anacronistica vendetta di Stato che si cerca di nascondere dietro il piu’ che legittimo dolore dei familiari delle vittime. Marina Petrella in Francia non e’ mai stata latitante, in quanto le autorita’ francesi hanno sempre preteso dai rifugiati italiani la reperibilita’ e il muoversi alla luce del sole. La classe politica italiana vive ancora prigioniera di schematismi vecchi di trent’anni per rifuggire dalle sue responsabilita’, dal cercare una volta per tutte, a distanza di trent’anni, una soluzione politica in grado di chiudere definitivamente con i cosiddetti anni di piombo. Per questo motivo lunedi’ 17 alle ore 11 - conclude - partecipero’ a Parigi alla conferenza stampa di denuncia contro l’estradizione di Marina Petrella indetta da varie associazioni francesi di difesa dei diritti dell’uomo che si terra’ nella sede dell’organizzazione cristiana non governativa CIMADE di Rue Clisson 64 a Parigi, punto di riferimento storico, fin dai tempi dell’occupazione nazista della Francia, dell’associazionismo umanitario francese. Alla conferenza stampa parteciperanno inoltre Pasteur Maury, presidente emerito della Federazione Chiese protestanti di Francia, Stephane Hessel, Ambasciatore di Francia, il genetista Albert Jacquard e lo storico Jean Lacouture. (AGI) Red/Bbb www.diritto-oggi.it

 

TERRORISMO:ADDIO DOTTRINA MITTERRAND!PETRELLA ESTRADATA/ANSA RICORSO IN CASSAZIONE; MASTELLA, OTTIMA COOPERAZIONE FRANCIA (di Fausto Belia) (ANSA) - VERSAILLES, 14 DIC

Se l' aspettavano tutti il si' della Chambre de l'instruction della Corte d' appello di Versailles all' estradizione dell' ex br Marina Petrella, condannata all' ergastolo nel 1988 nel processo Moro ter, richiesta dalle autorita' italiane. Se l' aspettava il suo avvocato, Irene Terrel, che aveva disertato l' udienza, definendola 'un epilogo annunciato di una decisione iniqua'. Se l' aspettava la figlia piu' grande della Petrella, Elisa, 24 anni, ma che annuncia ora: 'la battaglia continua con il ricorso in Cassazione e per impedire la firma del decreto d'estradizione del primo ministro'. Se l' aspettava la comunita' dei rifugiati italiani a Parigi: il loro punto di riferimento, Oreste Scalzone, aveva anticipato al cronista le parole che avrebbe voluto dire in aula, certo che i gendarmi glielo avrebbero impedito. E che invece ha potuto pronunciare. Ora, nel caso in cui la Cassazione dovesse confermare l'estradizione, spetterebbe al primo ministro firmare il decreto che potra' essere comunque impugnato in seguito davanti al Consiglio di Stato ed eventualmente davanti alla Corte europea dei Diritti dell'uomo. Addio dottrina o giurisprudenza Mitterrand! Addio Francia terra d' asilo per gli ex protagonisti degli Anni di piombo - quelli che, secondo alcune interpretazioni di quella dottrina, non si erano macchiati di reati di sangue - che s'impegnavano a rinunciare alla violenza! Dopo Cesare Battisti - fuggito da Parigi dopo il si' all' estradizione ed arrestato in Brasile - e' la volta di Marina Petrella. 'La decisione dei giudici francesi - ha osservato il ministro della Giustizia, Clemente Mastella - e' un' ulteriore dimostrazione degli ottimi rapporti di cooperazione giudiziaria con la Francia nella prospettiva della costruzione di uno spazio giudiziario europeo sempre piu' concreto e fattivo'. Il ministro si e' detto 'convinto che gli anni terribili vissuti dal nostro Paese durante il terrorismo, che non dobbiamo dimenticare e che non devono ripetersi piu', possano considerarsi definitivamente conclusi solo se i familiari delle vittime ottengono giustizia'. Marina Petrella dice, invece, che 'non c' e' stata giustizia'. L'ex br parla in aula dopo la lettura della sentenza: 'Sono incarcerata da tre mesi e mezzo ed esprimo la mia indignazione contro la mia detenzione'. Da giorni la Petrella, nel carcere di Fresnes, dove e' rinchiusa, ha iniziato uno sciopero della fame, dopo che per tre volte nelle settimane scorse le era stata respinta la domanda di liberta' provvisoria. Voleva stare accanto alla figlia piu' piccola, che ha dieci anni, avuto con il suo compagno algerino. Si era rifatta una vita in Francia. Lavorava come assistente sociale ad Argenteuil. Petrella, 53 anni, ex membro della colonna romana della Brigate rosse, latitante in Francia da una quindicina d' anni, era stata arrestata nell' agosto scorso ad Argenteuil, nella banlieue di Parigi. La donna era nella lista dei dodici ex terroristi per i quali l' ex ministro della giustizia Roberto Castelli aveva chiesto l' estradizione. La richiesta era stata ripresentata da Mastella. Mentre la Petrella veniva condotta fuori dall' aula, dai banchi del pubblico ha preso improvvisamente la parola Scalzone. C' e' stato un momento di confusione, con agenti di polizia pronti ad intervenire, ma l' ex leader di Potere Operaio e' riuscito ad andare avanti nel suo intervento. 'Signori giudici - ha detto, fra l' altro - avevate la possibilita' di opporvi. Avevate la possibilita' di farlo, applicando la legge, la clausola umanitaria contenuta nella convenzione di Dublino. Avevate la possibilita' di far valere il principio giuridico che esige 'tempo ragionevole' fra la condanna e l' esecuzione della pena. Avevate questa chance e l' avete perduta'. Finito di parlare Scalzone ed una ventina di persone del collettivo che si era formato a sostegno della Petrella sono usciti dall' aula, intonando 'Addio Lugano bella'. (ANSA).

TERRORISMO: PETRELLA; CARUSO, FRANCIA TRADISCE IMPEGNI PRESI (ANSA) - ROMA, 14 DIC

'Dopo trent'anni di esilio, dopo aver ricostruito una vita, con una famiglia, gli affetti, un lavoro, il governo francese tradisce gli impegni presi nei confronti di una persona che ha scelto di sfuggire alla morsa della violenza politica e della repressione degli anni settanta in Italia'. Cosi' Francesco Caruso, deputato del Prc e membro della XII Commissione Affari Sociali alla Camera, commenta l'estradizione della ex brigatista Marina Petrella da parte del governo francese. 'La 'dottrina' Mitterand, che concedeva diritto d'asilo ai rifugiati italiani ricercati per terrorismo purche' rinunciassero a ogni velleita' eversiva - aggiunge Caruso - non fu un dispetto della Francia all'Italia, bensi' una mano tesa per aiutarla ad uscire dai cosiddetti 'anni di piombo''. 'La classe politica italiana - sottolinea - vive ancora prigioniera di schematismi vecchi di trent'anni per rifuggire dalle sue responsabilita' dal cercare una volta per tutte una soluzione politica in grado di chiudere con i cosiddetti anni di piombo'. 'Per questo motivo - conclude - il 17 dicembre partecipero' a Parigi alla conferenza stampa di denuncia contro l'estradizione di Marina Petrella indetta da varie associazioni francesi di difesa dei diritti dell'uomo'. (ANSA).

TERRORISMO: CARUSO (PRC), LA PETRELLA NON ERA LATITANTE IN FRANCIA ESPONENTE RIFONDAZIONE LUNEDI' A PARIGI PER CONFERENZA STAMPA DI DENUNCIA

Roma, 14 dic. (Adnkronos) - "La 'dottrina' Mitterand, che concedeva diritto d'asilo ai rifugiati italiani ricercati per terrorismo purche' rinunciassero a ogni velleita' eversiva, non fu un dispetto della Francia all'Italia, bensi' una mano tesa per aiutarla ad uscire dai cosiddetti 'anni di piombo'. Lo afferma Francesco Caruso, esponente di Rifondazione comunista, che lunedi' 17 dicembre partecipera' a Parigi alla conferenza stampa di denuncia contro l'estradizione di Marina Petrella indetta da varie associazioni francesi di difesa dei diritti dell'uomo.

"Lo sciopero della fame di Marina Petrella portato avanti ormai da una settimana - aggiunge Caruso- e' un grido di protesta di una persona alla quale dopo 15 anni il governo francese sceglie di revocargli l'asilo politico.Dopo trent'anni di esilio, dopo aver ricostruito una vita, con una famiglia, gli affetti, un lavoro, il governo francese tradisce gli impegni presi nei confronti di una persona che ha scelto di sfuggire alla morsa della violenza politica e della repressione degli anni settanta in Italia." (segue)

(Sin/Zn/Adnkronos) 14-DIC-07 14:55

TERRORISMO: CARUSO (PRC), LA PETRELLA NON ERA LATITANTE IN FRANCIA (2) = (Adnkronos)

"Riportare indietro le lancette della storia, rinnegare e violare gli impegni presi, servirebbe solo ad appagare una assurda e anacronistica vendetta di Stato che si cerca di nascondere dietro il piu' che legittimo dolore dei familiari delle vittime. Marina Petrella in Francia non e' mai stata latitante, in quanto le autorita' francesi hanno sempre preteso dai rifugiati italiani la reperibilita' e il muoversi alla luce del sole".

La conferenza stampa si terra' nella sede dell'organizzazione cristiana non governativa CIMADE di rue Clisson 64 a Parigi, punto di riferimento storico, fin dai tempi dell'occupazione nazista della Francia, dell'associazionismo umanitario francese. Alla conferenza stampa parteciperanno inoltre Pasteur Maury, presidente emerito della Federazione Chiese protestanti di Francia, Stephane Hessel, Ambasciatore di Francia, il genetista Albert Jacquard e lo storico Jean Lacouture.

(Sin/Zn/Adnkronos) 14-DIC-07 14:58

PETRELLA: CARUSO (PRC) IN DIFESA DELL'EX BR = (AGI) - Roma, 14 dic.

Francesco Caruso, deputato Prc, in campo per difendere l'ex-Br Marina Petrella dopo la decisione del tribunale di Versailles favorevole all'estradizione. Caruso annuncia la sua partecipazione lunedi' 17 dicembre alla conferenza stampa che si terra' a Parigi a sostegno dell'ex-brigatista. "Lo sciopero della fame di Marina Petrella portato avanti ormai da una settimana - afferma Caruso in una nota - e' un grido di protesta di una persona alla quale dopo 15 anni il governo francese sceglie di revocargli l'asilo politico. Dopo trent'anni di esilio, dopo aver ricostruito una vita, con una famiglia, gli affetti, un lavoro, il governo francese tradisce gli impegni presi nei confronti di una persona che ha scelto di sfuggire alla morsa della violenza politica e della repressione degli anni settanta in Italia. La 'dottrina' Mitterand, che concedeva diritto d'asilo ai rifugiati italiani ricercati per terrorismo purche' rinunciassero a ogni velleita' eversiva, non fu un dispetto della Francia all'Italia, bensi' una mano tesa per aiutarla ad uscire dai cosiddetti 'anni di piombo'". "Riportare indietro le lancette della storia, rinnegare e violare gli impegni presi - prosegue Caruso - servirebbe solo ad appagare una assurda e anacronistica vendetta di Stato che si cerca di nascondere dietro il piu' che legittimo dolore dei familiari delle vittime. Marina Petrella in Francia non e' mai stata latitante, in quanto le autorita' francesi hanno sempre preteso dai rifugiati italiani la reperibilita' e il muoversi alla luce del sole. La classe politica italiana vive ancora prigioniera di schematismi vecchi di trent'anni per rifuggire dalle sue responsabilita', dal cercare una volta per tutte, a distanza di trent'anni, una soluzione politica in grado di chiudere definitivamente con i cosiddetti anni di piombo. Per questo motivo lunedi' 17 alle ore 11 - conclude - partecipero' a Parigi alla conferenza stampa di denuncia contro l'estradizione di Marina Petrella indetta da varie associazioni francesi di difesa dei diritti dell'uomo che si terra' nella sede dell'organizzazione cristiana non governativa CIMADE di Rue Clisson 64 a Parigi, punto di riferimento storico, fin dai tempi dell'occupazione nazista della Francia, dell'associazionismo umanitario francese. Alla conferenza stampa parteciperanno inoltre Pasteur Maury, presidente emerito della Federazione Chiese protestanti di Francia, Stephane Hessel, Ambasciatore di Francia, il genetista Albert Jacquard e lo storico Jean Lacouture. (AGI) Red/Bbb 141526 DIC 07

TERRORISMO: OCCHI PUNTATI SU 30 LATITANTI IN FRANCIA /ANSA LE AUTORITA' HANNO GIA' LA LISTA DELLE RICHIESTE DI ESTRADIZIONE (ANSA) - ROMA, 14 DIC

Sono circa una trentina, nelle valutazioni dell'Antiterrorismo italiano, gli esponenti di primo piano del terrorismo rosso latitanti in Francia. Marina Petrella, l'ex br condannata all'ergastolo per la quale oggi la Corte d'Appello di Versailles ha dato parere favorevole all'estradizione, era stata arrestata a Parigi lo scorso agosto, cinque mesi dopo la cattura in Brasile di Cesare Battisti, un altro latitante famoso in Francia, fuggito dalla capitale proprio per evitare l'arresto e la consegna alle autorita' italiane. Sono una decina i nomi per i quali il ministero della Giustizia italiano ha inoltrato alla Francia la richiesta di estradizione. In cima all'elenco ci sono gli ex brigatisti ENRICO VILLIMBURGO e ROBERTA CAPPELLI, da una ventina d'anni residenti a Parigi. Entrambi sono condannati all'ergastolo in Italia per partecipazione a diversi omicidi. In una decina di quelli firmati dalla colonna romana delle Brigate Rosse ci sarebbe stato il concorso morale di Villimburgo, a prescindere dalla sua concreta partecipazione. Fra questi, l'uccisione del colonnello Antonio Varisco e del vicepresidente del Csm Vittorio Bachelet, ma anche del giudice Girolamo Minervini. Quanto alla Cappelli, fu giudicata responsabile di delitti come quello del generale Enrico Galvaligi, dell'agente di polizia Michele Granato e del rapimento del giudice Giovanni D'Urso. Per lei ci fu anche, nel 1995, una sentenza di estradabilita' della Chambre d'accusation della Corte d'Appello, ma la 'dottrina Mitterrand' blocco' la procedura. Nella lista ci sono poi gli ex Br GIOVANNI ALIMONTI e MAURIZIO DI MARZIO, condannati rispettivamente a 22 e 15 anni per una serie di attentati che hanno provocato morti; l'ex Br ENZO CALVITTI, condannato a 21 per il tentato omicidio di un funzionario di polizia; VINCENZO SPANO', ritenuto uno dei leder dei Comitati organizzati per la liberazione proletaria (Colp); MASSIMO CARFORA, membro dei Colp, condannato all'ergastolo; WALTER GRECCHI, autonomo, condannato a 14 anni per l'omicidio del poliziotto Antonino Custra'; GIOVANNI VEGLIACASA, ex membro di Prima Linea; GIORGIO PIETROSTEFANI, condannato a 22 anni di carcere assieme a Sofri e Bompressi per l'omicidio del commissario Calabresi, e' latitante dal 2000: FRANCESCO NUZZOLO E GIANCARLO SANTILLI, legati a Prima Linea. E in terra francese ci sono anche altri personaggi come SIMONETTA GIORGIERI e CARLA VENDETTI, sospettate negli anni scorsi di contatti con le nuove Brigate Rosse; SERGIO TORNAGHI, legato alla colonna milanese delle Br 'Walter Alasia'. Complessivamente si stimano in circa un centinaio gli ex terroristi italiani rifugiatisi in Francia dopo che l' ex presidente Francois Mitterand aveva promesso che 'nessuno sarebbe mai stato estradato, qualunque fosse stata la decisione dei tribunali francesi'. Una dottrina che ha cominciato a vacillare con la concessione dell'estradizione per Paolo Persichetti. (ANSA)

 

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