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16 avril 2007 1 16 /04 /avril /2007 20:44

"GLI AUTONOMI - Presentazione del libro"
a cura di Sergio Bianche e Lanfranco Caminiti
ed. DeriveApprodi
Data Evento: 19/04/2007
Inizio evento: 19:00
Termine evento: 21:00

Alla presentazione parteciperanno
Vincenzo Miliucci e Oreste Scalzone




«Estremisti», «violenti», «provocatori», «mestatori», «prevaricatori», «squadristi», «diciannovisti», «fiancheggiatori», «terroristi». Questi sono solo alcuni degli epiteti coniati nel corso degli anni Settanta da illustri opinionisti, intellettuali, dirigenti di partito e di sindacato per definire gli autonomi, una variegata area di rivoluzionari attivi in quegli anni nel nostro paese.


Il giorno 7 aprile 1979 un’imponente iniziativa giudiziaria imputò a decine di dirigenti e militanti autonomi di essere a capo di tutte le organizzazioni armate attive in Italia e il cervello organizzativo di «un progetto di insurrezione armata contro i poteri dello Stato». L’accusa, dimostratasi col tempo del tutto infondata, fece da iniziale supporto a ulteriori arresti di massa, detenzioni preventive nei carceri speciali, processi durati anni e condanne a lunghe pene.




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13 avril 2007 5 13 /04 /avril /2007 19:20
PLINIO E STAGNARO CONTRO SCALZONE A SESTRI LEVANTE

GENOVA. 12 APR. Il capogruppo regionale A.N. Gianni Plinio e il Presidente del Circolo Territoriale di Sestri Levante Giancarlo Stagnaro, comunicano che «in merito alla manifestazione di venerdì sera presso il “Punto d’Incontro Coop” di Sestri Levante alla presenza dell’ex terrorista Oreste Scalzone, hanno dichiarato: “Ribadiamo la nostra richiesta di vietare l’iniziativa. Un conto è il diritto alla libera opinione altra cosa è far tenere una manifestazione con ospite d’onore un signore che, non più tardi di un mese fa a Torino, disse, tra l’altro, che “non si sarebbe sentito di dire nulla ad un giovane che volesse imbracciare le armi” proprio in un momento in cui ci sono informative del Sisde che parlano, anche per Genova e provincia, di un rischio di terrorismo. È scandaloso il silenzio del Sindaco di Sestri Levante a fronte di una presenza così inquietante in città soprattutto se si tiene conto che il Sindaco di Torino Sergio Chiamparino, autorevole esponente diessino, deplorò fermamente una analoga manifestazione del leader di Potere Operaio nel capoluogo piemontese”».

12/4/2007
© Copyright Liguria Notizie
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13 avril 2007 5 13 /04 /avril /2007 16:03
Palermo. Il preside nega l'incontro con Scalzone
Lettere, occupata la presidenza
E Ruffini sospende le lezioni
Ateneonline

Il collettivo universitario ritiene esclusivamente politici i motivi del divieto. Gli studenti hanno fatto sapere poi che l'iniziativa "verrà svolta ugualmente giorno diciotto". Il preside spiega i motivi per cui ha preso questo provvedimento: "Questo atto non può passare sotto silenzio"

Gli studenti del "collettivo universitario autonomo" hanno occupato per un giorno la presidenza della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Palermo. La loro è una protesta simbolica contro il preside, Giovanni Ruffini, che non ha dato loro il permesso di incontrare l'ex membro di Potere Operaio, Oreste Scalzone. Militante del movimento extraparlamentare, Scalzone è tornato in Italia a seguito della prescrizione per i reati di partecipazione ad associazione sovversiva, banda armata e rapine, per cui era stato condannato a sedici anni di reclusione, poi ridotti a nove. I ragazzi - una trentina -riempita la stanza, gridano: "Contro la censura, lotta dura". "Da più di un mese Ruffini ci nega l'incontro con Scalzone per motivi chiaramente politici e non possiamo accettarlo", dice Gaetano Mazzola, membro del collettivo. "Noi abbiamo occupato la presidenza mentre lui - il preside - ha bloccato le lezioni per cercare di metterci contro gli studenti ma finora abbiamo ricevuto solo manifestazioni di solidarietà da parte loro", dice un altro ragazzo del collettivo, Ruben Monterosso. Dal canto suo Ruffini ha ritenuto l'occupazione della presidenza "un fatto che non può passare sotto silenzio" e ha motivato così la sospensione delle lezioni.

Il collettivo universitario ritiene che il ruolo dell'Università debba essere quello di garantire l'approfondimento di tematiche "appartenenti alla nostra storia" e che "la possibilità di avere una testimonianza diretta degli anni '70 "se non approfondita, discussa e criticata in un dibattito, rischia di far ricadere nell'oblio le lotte, le vittorie e gli errori commessi proprio in quegli anni". Gli studenti hanno fatto sapere poi che "l'incontro verrà svolto ugualmente giorno diciotto.

Stefania Brusca (13 apr 2007)
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12 avril 2007 4 12 /04 /avril /2007 18:18

L’allarme terrorismo del Sisde sulle conferenze di Scalzone

Il Giornale- giovedì 12 aprile 2007

L’informativa del Sisde che indica Genova come città a più alto rischio terrorismo fa riflettere. Ancor più alla vigilia del doppio appuntamento ligure con Oreste Scalzone (stasera sarà al centro sociale Zapata di Sampierdarena), ex leader di Potere Operaio, ex terrorista mai pentito.

Il capogruppo di An in Regione, Gianni Plinio e Giancarlo Stagnaro, presidente del circolo territoriale di Sestri Levante (dove domani Scalzone terrà una conferenza al «Punto Incontro Coop») vanno ancora all’attacco: «Ribadiamo la nostra richiesta di vietare l'iniziativa. Un conto è il diritto alla libera opinione, altra cosa è far tenere una manifestazione con ospite d'onore un signore che, non più tardi di un mese fa a Torino, disse, tra l'altro, che "non si sarebbe sentito di dire nulla ad un giovane che volesse imbracciare le armi" proprio in un momento in cui ci sono informative del Sisde che parlano, anche per Genova e provincia, di un rischio terrorismo. È scandaloso il silenzio del sindaco di Sestri Levante a fronte di una presenza così inquietante in città».

E Forza Nuova rincara la dose. Non solo un affondo contro il silenzio assoluto di Comune e Provincia sulla presenza di Scalzone allo Zapata. L’estrema destra chiede «la chiusura immediata di tutti i centri sociali, ricettacolo di droga ed eversione»

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10 avril 2007 2 10 /04 /avril /2007 10:39


ITALIA ‘77 EUROPA ‘07
DALL’ASSALTO AL CIELO AI CONFLITTI NELLA METROPOLI GLOBALE
GIOVEDI’ 12 APRILE
dalle 20.00 incontro con:
ORESTE SCALZONE

I territori e le nuove forme di conflitto: quali prospettive per quale futuro?
La rivolta delle banlieuse: crisi di un modello di cittadinanza e irruzione di un nuovo soggetto
Il 77 trent’anni dopo: una questione ancora aperta?
http://www.dirittinrete.org/zapata/
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6 avril 2007 5 06 /04 /avril /2007 14:18
Gli studenti di lettere invitano Oreste Scalzone per un dibattito sugli anni '70,il preside Ruffino lo vieta.

Più di tre settimane fa, il C.U.A. della Facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo, ha richiesto l'autorizzazione per potere usufruire di alcuni spazi all'interno della Facoltà per lo svolgimento di un ciclo di incontri ed iniziative, intitolato "Il filo rosso della rivolta" che ripercorre le lotte durante il trentennio 1977-2007.
Tutte le richieste sono state accettate (presentazione del libro "100 giorni" sul movimento della Pantera, un dibattito sul prossimo vertice del G8 in Germania, con la presenza di una delegazione tedesca) a differenza dell'incontro che prevede la presenza di Oreste Scalzone, per il quale, il Preside Giovanni Ruffino ha espresso il suo diniego, motivato da una sorprendente affermazione: "non lo stimo", affermando cosi' una precisa posizione politica.

Questa, a nostro parere, costituisce una motivazione inaccettabile, in quanto parlare delle lotte di quegli anni, di cui Scalzone è stato uno dei fondamentali protagonisti, significa affrontare una discussione critica su quelle lotte che già costituivano le radici delle crisi socio-politiche del presente: la crisi della rappresentanza, l'emergere e il diffondersi della precarietà, l'autonomia dei movimenti e la sempre maggiore mercificazione e privatizzazione delle risorse e dei saperi.
Nessuna nostalgia, noi cerchiamo solo di dare risalto a quella parte della storia che si cerca di occultare e rimuovere dalla memoria collettiva e dalle aule accademiche ,proprio per questo motivo l'iniziativa con l'ex leader di potere operaio si svolgerà comunque mercoledì 18 aprile presso la facoltà di lettere e filosofia alle ore 16:30 e annunziamo già dalla prossima settimana iniziative all'università per contestare l'autoritarismo del preside Ruffino e delle istituzioni , sempre pronte e servili quando c'e' da autorizzare qualche "convegno" elettorale del centro-sinistra e uglualmente pronti immediatamente a vietare ogni iniziativa autonoma degli studenti.

Si vogliono apertamente zittire tutte le voci fuori dal coro? O Forse qualcuno ha paura di una testimonianza diretta o di una reale ricostruzione di quegli anni?
Non ci stupisce questa presa di posizione da parte del Preside, che così facendo attua una censura e oltrepassa il proprio ruolo, spinto da personali posizioni politiche e per le quali dovrà pagare un duro prezzo politico.

COLLETTIVO UNIVERSITARIO AUTONOMO PALERMO

http://www.ecn.org/excarcere/



















ARTICOLO DEL GIORNALE DI SICILIA
5 aprile 2007

UNIVERSITA',RUFFINO DICE NO ALL'INCONTRO CON SCALZONE

Il preside della facoltà di lettere e filosofia,Giovanni Ruffino ,ha negato l'autorizzazione allo svolgimento di un incontro tra gli studenti e Oreste Scalzone,ex leader di potere Operaio,che sarebba dovuto intervenire a un ciclo di incontri dal titolo “ il filo rosso della rivolta.
L'iniziativa organizzata dal Collettivo Universitario Autonomo,vuole ripercorrere le lotte durante il trentennio 1977-2007.

Gli studenti hanno fatto sapere per bocca di Gaetano Mazzola del Collettivo che inviteranno ugualmente Scalzone a intervenire all'incontro del 18 Aprile : “Non ci faremo fermare dalla censura e da personali posizioni politiche”.
Ruffino ha risposto che “ la facoltà rimane un luogo aperto al confronto,ha ospitato personalità di tutte le provenienze e non c'è nessuna discriminazione ideologica o politica nei confronti di nessuno.
Non c' erano aule disponibili,questo è il motivo,e comunque non sarei stato disposto a spostare attività della facoltà per un incontro con un personaggio che non stimo”.
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6 avril 2007 5 06 /04 /avril /2007 13:57
Gli studenti invitano l’ex leader di Potere operaio a un dibattito, il preside nega l’aula magna. Braccio di ferro su Scalzone a Lettere
La Repubblica Giovedì 5 Aprile
ISABELLA NAPOLI

BRACCIO di ferro tra gli studenti della facoltà di Lettere dell’Università di Palermo e il preside Giovanni Ruffino sulla presenza a Palermo di Oreste Scalzone. L’ex leader di Potere operaio, condannato a 16 anni nel 1979 per terrorismo e rientrato a febbraio scorso dalla Francia dopo la prescrizione dei reati, sarà in città il 18 aprile. Il preside ha però negato l’autorizzazione a svolgere un dibattito nell’aula magna della facoltà: un incontro che il collettivo universitario autonomo e il Centro sociale “ex Carcere” aveva in calendario nell’ambito delle iniziative “Il filo rosso della rivolta”, sul trentennio di lotte dal 1977 al 2007. Dopo un seminario su “I 100 giorni della Pantera”, un incontro con alcuni rappresentanti della sinistra berlinese antifascista che stanno organizzando una mobilitazione no global a Berlino per il G8 di giugno, la presentazione     del libro “Gli autonomi” e il 14 aprile la proiezione del film Guerrilla Girl, un viaggio all’interno della selva colombiana per riprendere la storia dell’addestramento di una giovane delle Farc, il ciclo doveva concludersi idealmente con il dibattito con Scalzone. «Un momento di confronto fondamentale — spiega Elisabetta Di Patti, del centro sociale Exkarcere — per avere una memoria storica di quei giorni. Per ricordare e rielaborare le lotte sociali e la conquista dei diritti, abbiamo pensato di contattare il leader di uno di questi movimenti autorganizzati che è da poco rientrato in Italia».

Già a febbraio la facoltà aveva ospitato Renato Curcio, ex brigatista rosso. «Curcio ha scontato la sua pena — spiega Ruffino — mentre Scalzone è fuggito in Francia e ha mantenuto sempre un atteggiamento ambiguo. Non è una persona per cui posso modificare il calendario di attività già in programma e proprio per il 18 aprile, è già prevista nell’aula magna un altro seminario ». Ma gli studenti non ci stanno. «Non ci faremo fermare da questa censura — dice Gaetano Mazzola del collettivo universitario autonomo — e organizzeremo ugualmente l’incontro all’interno della facoltà, in un’altra aula». A La Sapienza di Roma, a febbraio scorso il preside di Lettere ha scelto di chiudere per un’ora la facoltà per una manifestazione non autorizzata proprio con l’ex leader di Potere Operaio. Succederà lo stesso a Palermo? «Non arriveremo a questo — risponde il preside — ma è chiaro che gli studenti non potranno occupare spazi in cui si svolgono altre attività, né tantomeno violare la legge. Se mi chiederanno l’autorizzazione per un’altra aula, valuterò il da farsi»


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5 avril 2007 4 05 /04 /avril /2007 15:18
FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA VIALE DELLE SCIENZE
INCONTRO CON ORESTE SCALZONE
Collettivo Universitario autonomo
Centro sociale exkarcere

www.ecn.org/excarcere/



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31 mars 2007 6 31 /03 /mars /2007 19:43
... ci ritroviamo in una stanza, nella città dell'oggi che trovasi ad essere Roma, un po' per caso, per ritardi che finiscono ad essere anticipi, per una imprevista e insperata "messa in libertà" dal “lavoro” di paroletari;
 ci ritroviamo i 4 gatti 4 di un giorno qualunque, dall'apparenza come spesso piùcche normale
prima che il mirabolante, il semiserio, l'esulcerato, l'urlato e ragionato e tutto il resto prevedibile e in agenda, nonchè l'improvvisa irruzione di sublimi demenziali, chiazze di allegrezza, picaresco tragicomico e mirabolante solo a raccontarselo, facciano irruzione, con la solita routine dell'imprevisto ;

 ci ritroviamo i 4 complici della comunità reale di oggi qui, forma odierna dell'incarnazione quotidiana della teoria dell'organizzazione più adeguata a sovversività radicale mai elaborata a nostro umile avviso, quella guattariana dell' "unitevi spesso e in modo effimero", vale a dire gaiamente pro-tempore / ad hoc, foss'anche, un oggi per dirne una sui fondamentali dell'universo, un domani o uno ieri strappare un amico a qualche grinfia, imprevista e insperata... Unirsi "per un momento come un sol uomo", senza altra pretesa di qualità, e consapevoli della contradictio di non potersi auto-annullare nella ... (non già "spontaneità", ma bensì, ma benaltro  nella più difficile arte, che è quella di aut'organizzare l'auto-generazione dell'autonomizzazione propria cioè comune, per forza con altrui, nell'auto-genes'incessante di comun'autonomizzazione, teoria che si oppone alla più vertiginosa impresa di disorganizzazione di ciò, che consiste nel lasciarsi convincere ad adagiarsi sull'alienare questa facoltà rivolgendosi al paradosso vivente di qualche sacerdote, liberatore libertador, autonomizzatore d'altrui, dottore del mondo, benefattore a viva forza, prete, bolscevico, altrettanto disorganizzatore dell'autonomizzazione speculare al più algido utopista della ultraliberale proprietà privata di sé in regime d'esclusiva assoluta... (...)

    Siamo quì oggi in una città, come per caso, ma potremmo essere altrove e il telefono potrebbe essere portabile, cioè per elezione girovagante, siamo per la cronaca come una micro-comunità di micro-spartito, comun'autonomo-libertario, siamo qui  Enrica, Franco, Aitor & Oreste, momentanei rappresentanti dell'aleatoria fragile possente e a volte struggente "societas" di complici;

siamo quì a sentire una voce insolitamente squillante, data l'ora, di Lucia che reclama il sopravventola precedenza per causa di buone notizie, e ci dice non già che hanno ammazzato da qualche parte qualche compare Turiddu, come spesso può capitare e passata la sorpresa tocca crederci stropicciandosi gli occhi, ma ci dice che HANNO TRASFERITO PAOLO, via da <Mammagialla> !.

Facciamo in tempo ad esultare come sempre un po' stupidamente in questi casi, giusto in tempo prima di infilarci nel frustrante effetto-asini di Buridano, che con un paio di linee sole e pochi scatti non sanno a chi devono telefonare per primo/a e finiscono per non telefonare a nessuno, facendosi sgambetti più o meno figurati come nei tragici gran finali delle pochades.

Dopo di chè si sono fatte le 5, ore diciassette, e se vogliamo almeno aver telefonato a Piperno e andarci a mangiare un gelato con la madre di Paolo, Maria, ci tocca scrivere una lettera schifosamente burocratica come questa, lettera circolare, come l'abbraccio di quelli e quelle presi di spalle con le braccia intrecciate e una scritta color seppia AMNISTIA che avevamo trovato e plagiato nel 1982 del secolo scorso, per il numero 01 di Synopsis, amnistia che poi risultò essere scritta così, cioè in basco.

Mandiamo intanto questa un po' in giro, anche all'eroe convocato del sapere poliglotta Riccardo, a cui chiediamo di tradurla in francese.
Ci tocca aggiungere, forse per il solito vizio assurdo di farci un dovere di rischiare l'inverno dello scontento per non derogare ad un elementare buon senso critico radicale, che non possiamo non trovare un po' derisorio il trovarci ad essere così contenti e contente per il fatto che un amico e fratello si trovi in questo momento in una cella di Rebibbia, che è comunque una mmerda di carcere ...

Cioè in altri termini e chiudo: manco quando si esce a fine pena si può effettivamente parlare di libertà, ché la libertà è comunque un paradosso e un asintoto, che solo per poterne parlare servirebbero almeno un paio di rivoluzioni, tanto per cominciare; ma non possiamo nemmeno parlare di scarcerazione, sprigionamento; e nemmeno di semi-libertà, che è come dire mezzo-vivo, cioè mezzo-morto; e nemmeno di 3 giorni 3 di uno scampolo di simulacro di libera circolazione in una città perimetrata da obblighi, epperò dobbiamo dire che non possiamo che essere contenti perchè almeno Paolo è uscito da certe grinfie di certa gente,che aggiungeva effetti di brutti nasi di Cleopatra a concatenazioni di logiche sistemiche...
Tutto ciò la dice lunga anche su certi uomini, donne e tempi, giudici giudicesse e carcerieri nonchè sbirri e altra giovagnoleria e seguenti...

Ringraziamo con vera gratitudine Maria, la sua gente, l'avvocato Francesco Romeo, le compagne e i compagni, amiche e amici, conoscenti, zii, nonni e nonne d'elezione, casseurs, filosofi, persino giornalisti deputati, Graziella e Francesco, ringraziamo i nostri avvocati di Parigi, mister blog, la gente della rifugiaterìa e i Lucio' l'irreductible e i libertarî della Passerelle, e le corali, e gli hackers, e chi la cucina, la tavola dei libri, e Chiara Gigi e Claudio, e conoscenti e sconoscenti, e Professori, avversari e perfino magari qualche nemico ma non indecente, ringraziamo chi odia la galera e va col cuore appresso ad una Bella, grazie a voi, con nojaltri d'oggi qui, di questo pur minimissimo risultato.
             Segue lettera, abbracci e baci,
                                                                  Orest'& C. ( Complici dei differenti oggi e dei differenti quì e ora di quest'ultimo scorcio di destino girovago... , con un pensiero d'augurio per tante e tanti, e in particolare oggi a Marie a Jeanie, Cesare, Roberto e chi e chi...). Bè, ciao, pass'&chiudo
segue....

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31 mars 2007 6 31 /03 /mars /2007 12:23
Un primo, modesto, risultato della lotta per la sua liberazione. Ci aggiorniamo in attesa della conferma del suo trasferimento a Roma.
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