Per l'amnistia, Oreste Scalzone, Vademecum dallo sciopero della fame alle rivolte di parigi, Immaginapoli, Movimento contro il carcere, Potere Operaio, Autonomia Operaia, blackblog, no alle estradizioni,Marina Petrella, Cesare Battisti, Paolo Persichetti, extradition, ref
Sta bene così. Vado a chiudere. Volessi “politicheggiare”, potrei dire in bellezza. Ancora ieri mi concedevo l’allegrezza di pensare a chi avrebbe risposto, i Cobas, Papillon, per partire dai più grandi e poi molte ma molte persone, come suol dirsi, al di qua e al di là delle Alpi, gente, compagni, compagne, gente di compagneria, amici, radio, siti, giornali e rivistine, anche , è doveroso dirlo, degli uomini e delle donne fascisti, una ventina dal secondo giorno, dopo che un loro sito aveva detto offrendomi il rispetto del Lei “ se vuole accettare” onorandomi, onorandosi, del termine di nemico, ricordando esplicitamente dello sconcerto di riconoscere una cosa a un “comunista libertario come è Lei” - avrebbero anche potuto metter Voi, non era un problema, si scrive voi in fascista e lo si può leggere in napoletano - senza cercare di annebbiare confini, senza nemmeno provarci ove mai lo volessero, a ventilar connubi e compiacersene, senza sfiorare i travestitismi, infiltrazioni, mimetismi, conati di annessione, camaleontismi, trasversalità, chiasmi, scavalchi, nemmeno nel senso del nemico del mio nemico…
Ciò che è più volgare è l’idiozia dei re travicelli che pontificano e continueranno a farlo, dalle nostre bande, e che nessuno di loro ha notato il giorno che questa gente ha fatto una fiaccolata per due morti loro di 32 anni fa, che la “verità giudiziaria” aveva attribuito a dei militanti di parte nostra, colpevoli di un incendio doloso finito in omicidio involontario, involontario ma certo omicidio, dunque in sé atroce, ma uno dei parecchi da una parte e dall’altra.
Il giorno, dico, in cui questi uomini e donne, che si chiamano e si dicono fascisti - e noi dobbiamo prendere tutti alla lettera - erano là con lo stesso sangue agli occhi che noi conosciamo bene (il contestarlo a chicchessia con lo sghignazzo vuol dire essere essenzialisti, considerare chicchessia un sottouomo o sottodonna, e perciò stesso significa aver cambiato paradigma aderendo a quelli hitleriani) non c’è niente da aggiungere.
Tanti sapienti e sapientoni non avranno notato, perché prima o poi ce lo contesteranno, che 300 donne e uomini, fascisti con il sangue agli occhi, nella gola la voglia frustrata di vendicare, cosa fin troppo umana, fa parte della spontaneità cioè dell’esatto contrario dell’autonomia, e pure hanno detto, malgrado ciò, Amnistia per tutti. Cioè hanno detto in tempo reale il contrario di quella che era la loro torsione che sgorgava spontanea, e coltivata dai precordi, dalle appartenenze delle passioni, l’hanno contraddetto e hanno onorato, come fosse chissà che, un modesto sciopero della fame di un modesto agitatore lontano, che quel poco che sa, ha capito e imparato, gli viene non dal sapiente ma da una sorta di destinazione al paradosso, dall’esser venuto al mondo come di straforo ed essere vissuto in mezzo a gente che pensava ci rimanesse come per miracolo.