Gruppo informale (pro tempore e ad hoc : "unitevi spesso e in modo effimero…")
'Les Appezzottès' di Piazza Bellini & dintorni
Prologo in corso d'opera per un rap più o meno immaginario
Napoli, Gianturco, ex Manifattura tabacchi occupata
EcoBallo, Concerto-feuilleton , I episodio
(con Daniele Sepe, Contrabbanda, & Occupants…)
23 gennaio 2008
Sarà un poema immaginario, in corso d'opera, accumulo di semilavorati, assolo, cori: e questo ne è il prologo a braccio, d'ultimora.
Vorremmo fare un slam, un rap, un volantino, una lettera -- impossibile, sempre sfuggente… -- che "dica tutto o almeno quanto basta, a quanti e quante basta". Lettera che si spieghi, "vuoti il sacco".
Vorremmo parolare, cantare, un urlo e un sussurro ragionato, pulce nell'orecchio di tutti e ciascuno.
Napoli, Città Nova della Gran Grecia, metropoli già prima di Roma, crogiuolo umano, grumo di vissuto, di disperata vitalità, "potenza di persistere nel proprio essere", esserci, potenza di vivere malgrado tutto.
Napoli tellurica, sulfurea e gaia, dà vita a spettacolo grandioso e atroce.
Napoli resiste. Gli occhi delle tv hanno mostrato ai mondi più lontani il lato della merda della macchina-mondo, Cosmomacchina: stratificazione di nature, d'artifizi naturalizzantisi, teologizzati. Hanno mostrato il lato oscuro, back-side, delle smaglianti miracolistiche delle teologie dell'economico, della tecno-scienza, dello Stato, della gouvernance.
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Chiunque ha potuto, volendo, vedere. Eppure, occhi distratti di sapienti, supposti e supponentisi sapere, ci guardano in tralice -- occhi vitrei un po', un po' acquosi sfuggenti -- sembrando pensare che stiamo parlando di N.U., Nettezza Urbana. Loro, hanno mostrato esser disposti epronti ad ipnotizzarsi sulla parte per il tutto, a non vedere la tessitura delle travi: enorme metonimia, sineddoche inibente la critica, e la sovversione.
Salta agli occhi invece che poteri, legali, illegali, poteri legalillegali costituiti, sistemi di relazioni, funzioni luoghi reti di comando di qualsivoglia e di tutti i colori, e composizioni e dosaggi, mostrano il loro carattere di insieme mortifero, decerebrato, criminale, che secerne deliri, ingiunzioni imposizioni d'assurdo normativo: insieme criminogeno, illusionistico, penale. Sempre più.
Sinora, qui si è "sacrosantamente" resistito, con le unghie e coi denti, con la forza di cui è capace un corpo quando gli vogliono tenere la testa sott'acqua. Si è protestato, imprecato, denunciato: dunque, malgrado tutto, si finiva per proporre, attendersi, rivendicare (e poi magari la delusione scoppiava in furore) ; ma tutto questo era, per forza, ancora dipendente, manteneva un legame.
Qui, ora (anche nel drittofilo delle donne di Acerra, della loro esperienza) si è operato un piccolo ma forse decisivo strappo, passo -- scarto, inizio di deviazione, di linea di fuga. Si è sparigliato.
Sovvertimento e riformulazione dei termini delle questioni. Si è innanzitutto deciso su chi decide, compiuto un atto di autodeterminazione.Abbiamo cominciato a dire: "Non li trattiamo più, facciamo". Atto, compiuto.
Chi occupa il sito-Manifattura, ha cominciato nel contempo a fare : ciascuno/a con le sue proprie mani ; e a dire. Senza "addetti ai avori", professionisti dell'una o dell'altra cosa ; senza schisi, senza alienazioni. Senza "in nom'& per conto"…
Appena, per cominciare, la modesta, banalissima azione di fare e organizzare "raccolta differenziata dei rifiuti" : 'na cos'e niente', in sé, e all'apparenza; epperò 'guardacaso' negata da anni dai Sovrastanti con pervicacia di assurdo fatto norma, quali che ne siano i moventi.
Si è decretato: "questo è il luogo della raccolta differenziata, o niente". Miopi quanto i 'dimolto Sapienti', tanti 'dimolto rivoluzionarisssimi', 'critici della critica critica', talmente che 'la cosa del sogno' per loro è sempre benaltra, benaltrove, benaltroquando, benaltrimenti, benaltrui… e scambiano per "servizio gratuito reso al sistema, castagne toltegli dal fuoco…" quello che è esperienza di "espropriazione degli espropriatori", espropriatori di capacità ed esercizio d'autonomia singolare-comune, comunanza indipendente, di libertà reciprocamente costitutive (esperienza, se è per questo, e si parva licet…, piuttosto comunarda – e che cos'è la Comune, cosa son stati i suoi giorni – "che valgono anni" – se non questo di riappropriarsi di facoltà, e relative capacità, confiscate, anzi inibite, inducendo una <malattia della volontà> che diventa anomizzare per eteronomizzare, avocare per sussumere, "formattare", possedere/distruggere…?) …
"Forma finalmente cominciata a esser riscoperta", pur nell'estrema modestia dell'esperienza in corso? In ogni caso, si sarà mostrato che le genti umane," il 'sotto' che si solleva", possono, e non possono che, cambiare il proprio destino insieme, da sé : questo è autonomizzazione comune, "comunautonomia". O no ?
E' possibile che i sovrastanti, padroni, servi, servo/padroni, arrivino pretendendo di vietare. E' possibile: perché il Leviatano, "mostro freddo", non sopporta che si dimostri che si può fare a meno di lui, che è lui — che in definitiva ha natura di mero sortilegio, non vive di vita propria, come il vampiro : è di risulta… –, è lui che è dipendente, come un tossico dalla sua dose; mentre quelli che vuole sottomettere, i "fatti oggetto", assoggettati, possono benissimo fare a meno di lui…
Vedremo: se quelli a cui il sangue altrui non fa paura -- il mazziere capo di Napoli e Genova 2001, il sinistro manichino in tuta mimetica che lo accompagna -- manderanno sbirri e cingolati, "tonfa", flash-ball epperchenno',di più, questo sarà spettacolo-dimostrazione a/traverso il mondo.
Li hanno mandati &a significare un segnale un messaggio camorristico, mafioso di Stato, un "mò venimm'" : potranno anche venire, ma così si scaveranno più in fretta la fossa, come sistema generale, è possibile.
Questa non vuol'essere profezia, se non come presagio che si autorealizza – tenta, cerca di darsene i mezzi. Vuol'esser scommessa, e un po' promessa.
E adesso, cominciamo ad andare a cominciare.
Napoli, 24 gennaio 2008
Abbozzato, imbastito da
'Les Appezzottès':Complici & Oreste,
della redazione napoletana del Giornal'immaginario,
versione bisestile -- "esce ogni 29 febbraio"--,
il cui primo numerozero appare nel febbraio "Sessantotto + 40",
scritto, a voce – audio, video, parole, gesti --,
tra Napoli, Parigi, Frigolandia (Repubblica di-) & in contatto
con altri 'ove' in mezzo e oltre, da Palermo a Milano, Torino o Montreuil…