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Per l'amnistia, Oreste Scalzone, Vademecum dallo sciopero della fame alle rivolte di parigi, Immaginapoli, Movimento contro il carcere, Potere Operaio, Autonomia Operaia, blackblog, no alle estradizioni,Marina Petrella, Cesare Battisti, Paolo Persichetti, extradition, ref

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“E’ UN’INDECENZA PERMETTERE ANCORA A SCALZONE DI CALCARE LE SCENE”

 
(ACS), Perugia 8 febbraio 2007 – “E’ un’indecenza che si permetta a Oreste Scalzone di calcare nuovamente le scene”. Con queste parole il consigliere di Alleanza nazionale Aldo Tracchegiani ha commentato la presenza dell’ex leader di Potere operaio a Giano dell’Umbria.
 
“Il mio pensiero –fa sapere Tracchegiani- si associa alle considerazioni espresse dal responsabile del circolo di An di Giano, Gian Luca Bocconi”. Il vice presidente della III° Commissione si domanda “come sono potuti bastare pochi anni per dimenticare le violenze e gli estremismi di cui si è reso complice Scalzone, come leader di Potere Operaio, durante gli anni di piombo? E’ inaccettabile, -aggiunge- per un uomo di destra come me, ancorato ai valori tradizionali, che il sindaco di Giano abbia permesso ciò!
 
La sinistra non perde occasione per rinfacciare a noi uomini di destra le vittime che si sono fatte durante il regime fascista e poi cosa fa? Manda in giro, da ambasciatori, soggetti come Curcio e Scalzone che da sempre si sono contraddistinti per violenza, repressioni ed incitamenti alla delinquenza. E’ora di iniziare ad utilizzare lo stesso metro di punizione per chiunque sbagli, -ammonisce Tracchegiani- sia esso un uomo di destra o di sinistra. Basta con le disparità e con il celarsi dietro a delle scuse (vedi la giustificazione data dal sindaco di Giano Gian Carlo Morbidoni sul caso). E’ una questione di rispetto –sottolinea l’esponente di An- per coloro che durante gli anni di piombo hanno perso la vita nel tentativo di difendere le proprie idee e i propri valori.
 
E noi cittadini civili abbiamo il dovere di batterci contro chi, a distanza di anni continua ancora ad offendere il ricordo dei nostri giovani. Il rispetto per chi non c’è più –conclude Tracchegiani- è un valore che va al di là dell’appartenenza politica e non è assolutamente lecito permettere ad un personaggio come Scalzone di continuare ad offendere, anche con la sola presenza, la memoria di chi se ne è andato e di chi c’è ancora, ma non ha certamente dimenticato”.
 
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