Per l'amnistia, Oreste Scalzone, Vademecum dallo sciopero della fame alle rivolte di parigi, Immaginapoli, Movimento contro il carcere, Potere Operaio, Autonomia Operaia, blackblog, no alle estradizioni,Marina Petrella, Cesare Battisti, Paolo Persichetti, extradition, ref
Stavolta, invece, voglio provare a partire da uno specifico punto, una malattia del pensiero, della parola, sintomo di una mutazione antropologica generale, dagherrotipo della compagneria: l’altrovismo. Una tecnica perseguita scientemente e scientificamente, con sapienza gesuitica e protervia maramalda, che negando le ragioni dell’altro persegue lo scopo perverso di fargli perdere la ragione. Con un metodo semplice: negare sempre la possibilità di determinare una specifica affermazione ma spostare sistematicamente il piano. Dal locale al globale e viceversa. Quando entra in gioco una posta reale, che impone un’assunzione di responsabilità nella sfera dell’etica pratica, qui e ora, scatta inesorabilmente lo slittamento. All’altrodove. All’altroquando.
E’ l’incubo della doxa, della pappa informe dell’opinione pubblica, un pastone maleodorante dove tutto si confonde, la banalizzazione del grandioso: e così si finisce per equalizzare il Papa e Ranieri, Diana e le Twin Towers, lo tsunami e il Ruanda. Che a volte può avere il tratto naif delle vecchie tavole illustrate di Walter Molino per
Bisognerebbe allora cominciare una lettera, per dirla con Giannino Stoppani, “scrivendo cose di molto intelligenti”, che parlino dell’attualità, cose vaste, colossali. Ma io voglio provare un complicato esercizio di stile. Contro
IMG: Umberto Boccioni