Per l'amnistia, Oreste Scalzone, Vademecum dallo sciopero della fame alle rivolte di parigi, Immaginapoli, Movimento contro il carcere, Potere Operaio, Autonomia Operaia, blackblog, no alle estradizioni,Marina Petrella, Cesare Battisti, Paolo Persichetti, extradition, ref

Sulla spada di Damocle che grava su questi compagni ho già provato a mettermi in gioco. Offrendomi come ostaggio in cambio della moratoria delle estradizioni, rinunciando ai benefici della prescrizione ormai imminente per la mia pena (mancano meno di 18 mesi). E anche qui la risposta è stata un silenzio assordante. E quindi a ‘sto punto mi sono guardato bene dal risollevare questo discorso e non solo per non impattare con la demagogia di un Castelli e di un Bossi. L’hanno già fatto contro Sofri e contro Battisti. Metabolizzano sempre qualche spunto che gli si offre ma, addirittura, ci mancava solo che Previti mi dicesse: in nome di che vogliono la moratoria? Beh in nome della vita.
Ah, i signorini almeno chiedessero un’ amnistia politica per tutti i loro compagni.
E se chiedi quella diranno: ah e perché non chiedono l’abolizione delle carceri, del capitalismo? Mica questi hanno scuorno, di destra o di sinistra che siano.
La partita in Francia 
Secondo me questa bizzarria dovrebbe confortare i patiti del servizio pubblico. Perché mostra che non siamo ancora al punto in cui la legge del mercato domina esclusivamente. Oppure dovremmo arrivare a pensare che il dominio è talmente perfetto che ha fatto tutto il giro e si può permettere anche questa clamorosa omissione, poiché è talmente totalitaria che si può permettere di fare come
Al livello della spasmodica corsa sul terreno dell’esibizione invece che di muscoli di intelligenza, della feroce concorrenza mimetica di essere più uguali degli altri al botteghino delle quotazioni giornalistiche si è dimostrato che si può tranquillamente prendere un “buco” da un piccolo giornale come Politis perché è più forte una decisione tipo Pravda che la logica, anche quella terribile del mercato, dello scoop, del reality show.
C’è chi vuole vedere i giornalisti come facenti parte della piccola borghesia, e chi li ritiene invece come un segmento dell’operaio sociale, ma sono tutti e due. Anche l’operaio che batte la mazza è portatore di quell’ambivalenza che (tanto per cominciare in termini tecnici-teorici) Tronti definiva il double caracter, forza lavoro-classe operaia che si ribella, lavoro come bestie e break out dello sciopero, servitù volontaria indotta dal ricatto a monte del bisogno, e sollevazione, insurrezione. Ambivalenza è tutto, quindi è inutile grattarsi la testa: è chiaro che persino il poliziotto – si sa, Pasolini non aveva letto Marx –persino il poliziotto è questo e quell’altro, è una figura del controllo, dello sbirragliamento, improduttivo ma è anche dentro le dinamiche del mercato del lavoro.
IMG: Cartier Bresson