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6 décembre 2007 4 06 /12 /décembre /2007 11:41
Il 1° dic. è iniziato lo sciopero della fame di 737 ergastolani e di 8353 altri detenuti, familiari, cittadini...
 
 
dal carcere di Spoleto un contributo di Carmelo Musumeci
http://www.autprol.org/Public/news/news000232204122007.htm

NON LASCIAMOLI SOLI
http://www.autprol.org/Public/news/news000230930112007.htm

Sprigioniamodiritti, Mai dire mai
http://www.autprol.org/Public/news/news000230730112007.htm

30 novembre e 1 dicembre a Genova
http://www.autprol.org/Public/news/news000230630112007.htm

SABATO 1 DICEMBRE GIORNATA ANTICARCERARIA In solidarietà ai detenuti in
sciopero della fame
http://www.autprol.org/Public/news/news000230228112007.htm

GLI UOMINI E LE DONNE CHE COMBATTONO E LOTTANO VINCONO SEMPRE ANCHE
QUANDO PERDONO
http://www.autprol.org/Public/news/news000230127112007.htm

LETTERA APERTA AI FAMILIARI DEI PRIGIONIERI DI OPERA
http://www.autprol.org/Public/news/news000229827112007.htm

UNA QUESTIONE DI TUTTI
http://www.autprol.org/Public/news/news000229727112007.htm

 
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19 novembre 2007 1 19 /11 /novembre /2007 07:18
Al 16 novembre i detenuti ergastolani che aderiscono allo sciopero della fame dal 1° dic. a sostegno dell'abolizione dell'ergastolo sono 737, le adesioni di detenuti non ergastolani, familiari, amici, semplici cittadini sono 7668.

Carcere di Livorno 02/11/2007

Pensiero notturno
 
E'l'una passata, sono da due ore che cerco di dormire mi giro e mi rigiro nel mio letto senza trovare una posizione che mi permetta di riposare, contrariamente di quanto si pensa la notte non è lunga, mi giro a guardare l'orologio e mi accorgo che le ore passano e io sono sempre sveglio, mi innervosisco ancora di più perché penso che fra poco è l'alba e io non ho chiuso ancore occhio. Poi mi calmo perché penso che in fondo anche se non dormo non cambia niente, farà lo stesso giorno e io farò la stessa vita, un po' rincretinito per il mancato riposo ma la stessa vita, quella che ho fatto da sedici anni e cioè niente! La solita vita di merda! Un solo giorno equivale a tutti i gioni, mesi, anni, tutti uguali, nessuna possibilità di cambiamento, statico come un quadro di un pessimo pittore, senza significato.Spesso mi chiedo dove trovo la forza per continuare, ma non trovo risposta è come se una forza invisibile mi dicesse di tenere duro e di resistere, ma a cosa? Sono cosciente di non avere più nessuna speranza di rivedere la libertà, e nonostante tutto tengo duro.In queste notti tristi (per fortuna rare) mi chiedo se questo abbia senso, mi chiedo se il mio coraggio di vivere a queste condizioni in realtà non sia coraggio ma vigliaccheria.Una persona "normale" non accetterebbe di vivere una non vita. Per vivere in queste condizioni bisogna essere folli o vigliacchi, io non ho ancora scoperto a quale categoria appartenga. Spesso mi faccio coraggio che un giorno tutto finirà, una piccola illusione persa in tante verità.Seneca diceva: perché perseverare nel vivere a tutti i costi quando non hai più speranza di vita. Cosa trattiene l'uomo a chiudere il sipario quando la commedia è finita, perché ostinarsi a recitare con la platea vuota? Cerco questa risposta dentro di me con la speranza di non trovarla mai, se la trovassi potrei avere il coraggio di chiudere il sipario.Forse mi ostino a recitare la vita perché in realtà non l'ho mai vissuta, non ho paura di morire, solo chi ha vissuto ha paura di morire e io non ho mai vissuto, come potrei rimpiangere ciò che non ho mai avuto?Vivo di ricordi, ma sono finiti anche quelli, non ho avuto molto tempo per crearmeli e quelli che ho, in sedici anni di prigionia sono finiti, li passo e li ripasso fino alla nausea, non mi resta altro che inventarmi dei ricordi non veri, frutto solo della mia fantasia, e quando avrò finito anche quelli cosa succederà? Non lo so. Per adesso mi sono stancato sono le due meno un quarto e credo che adesso potrò dormire un po' o al limite mi creerò un falso ricordo, ma prima mi fumo la ennesima sigaretta, e poi si vedrà.E' mattino, sono riuscito a dormire, come ho previsto mi sento un po' rincretinito ma rilassato ed ecco che inizia un'altra giornata  di non senso.
Alfredo Sole.
 
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15 novembre 2007 4 15 /11 /novembre /2007 16:04
Le Centredir  présente
le jeudi 22 novembre 2007 à 20 h au cinéma Le Latina
20, rue du Temple Paris 4
Métro Hôtel de Ville


« ADDIO LUGANO BELLA »
de Francesca Solari
avec Giorgio Bellini et Oreste Scalzone
Allemagne, Suisse, 2000, 70 min
vo italienne-française sous-titrée en français

(Una produzione Ventura film , in coproduzione con ZDF
Sceneggiatura : Francesca Solari, con la collaborazione di Michel Loulergue, Pierre Loizeau, Ilaria Bussoni, Philippe Blancher
Fotografia  : Renato Berta, Eric Turpin
Suono presa diretta:  Remo Belli, Ives Szlotnicka
Montaggio :  Dominique Pâris

Montaggio suono  : Dominique Pâris, Jean Marc Schick
Arrangiamento : Ivano Torre

Produttori  :   Elda Guidinetti, Andres Pfaeffli)

Le film sera présenté par la réalisatrice Francesca Solari et Oreste Scalzone

Le film
Une femme se raconte : l'arrestation de l'homme qu'elle aime, l'explosion des souvenirs du passé révolutionnaire, la solidarité généreuse du vieil ami et leader de cette époque révolue, les accusations gravissimes démenties enfin. L'erreur judiciaire est à l'origine d'un voyage intérieur, nourri du dialogue avec le père, peu avant sa mort inattendue.
Entre récit autobiographique et regard sur le monde, souci de soi et souci de l'autre, la réalisatrice cherche le fil de sa propre histoire en contrepoint de l'image masculine. Giorgio Bellini, figure emblématique des révoltes des années '70 à Zurich, Oreste Scalzone chef mythique du '68 à Roma, interprètent  leur propre rôle à la frontière entre documentaire et récit scénarisé.

Una donna si racconta : l'arresto dell'compagno che sta appena iniziando ad amare, l'esplosione di ricordi del passato rivoluzionario, la solidarietà generosa del vecchio amico e leader di quell'epoca passata, le accuse gravissime smentite alla fine. L'errore giudiziario è all'origine di un viaggio interiore alimentato dal dialogo con il padre, appena prima della sua morte inattesa.
Tra racconto autobiografico e sguardo sul mondo, cura di sé e cura dell'altro, la regista cerca il filo della sua storia in contrasppunto con l'immagine maschile. Giorgio Bellini,  figura emblematica delle rivolte degli anni '70 a Zurigo. Oreste Scalzone, mito del '68 romano, interpretano se stessi alla frontiera tra documentario e racconto sceneggiato.

La réalisatrice Francesca Solari
Née en 1950 à Locarno, Francesca Solari, s'engage dès '68 au Lycée de Lugano et pendant toutes les années '70 dans les mouvements antagonistes et  féministes, en Suisse et puis en Italie. Elle étudie la philosophie et la sociologie de l'art à Naples.
Après la naissance de sa fille en 80, elle s'installe à Paris. Elle travaille pour la télévision suisse comme journaliste et réalisatrice. Dans une trentaine de documentaires à l'approche anthropologique, elle sillonne les différences ethniques et sociales. Depuis 93 elle complète sa formation de cinéaste.
Avec Addio Lugano bella - 2000 - sélectionné pour le prix du cinéma suisse - elle explore les frontières entre les genres. Tenir ensemble cinéma, médecines holistiques, architecture, événements culturels… devient pour elle le pari du nouveau millénaire.

Nata a Locarno nel 1950, dal 68 al Liceo di Lugano e per tutti gli anni 70 si impegna  nei movimenti antagonisti radicali e femminista in Svizzera e poi in Italia. Consegue a Napoli la Laurea in Filosofia e Sociologia dell'arte.
Dopo la nascita della figlia nell'80 si trasferisce a Parigi. Lavora come giornalista e regista per la radio e televisione svizzera. Con documentari dall'approccio antropologico indaga le differenze sociali e etniche. Dal 93 perfeziona la sua formazione di regista.
Con Addio Lugano bella 2000 – nominato per il premio del cinema svizzero – esplora le frontiera dei generi. Tenere assieme cinema, medicine olistiche, architettura, eventi culturali… diventa per lei la scommessa del nuovo millennio.

Oreste Scalzone

Né en 1947 à Terni, il est le cofondateur avec Toni Negri de Potere Operaio.En 1981, condamné à 12 ans de prison en Italie pour constitution de bande armée, il fuit en France, où il se consacre corps et âme au soutien inconditionnel pour tous les militants d'extrême gauche en fuite. Le 4 février 2007, une fois les faits prescrits, il entame des voyages en Italie en qualité de "subversif itinérant".
Oreste Scalzone , nato nel 1947 a Terni. Ferito negli scontri durante il 68 a Roma ne diventa un'icona. Con Toni Negri tra i fondatori di Potere Operaio e più tardi alla testa della movenza dell'Autonomia. Nell'81 ripara in Francia per sfuggire a una condanna a 12 anni in Italia. Si deidica anima e corpo a soccorrere incondizionatamente tuuti i rifigiati dell'estrema sinistra italiana. Nel febbraio 2007, con la prescrizione della pena, intraprende frequenti  viaggi in Italia, da "sovversivo itinerante"
 
Festivals
Festival Internazionale del Film Locarno 2000, Cineasti del Presente, Roma Film Festival, 2000, Nomination Prix du cinéma suisse alle Giornate del cinema svizzero di Soletta, 2001, Festival del Film Alpe Adria, Trieste 2001, Festival International de films de femmes de Creteil, 2001, Internationales Documentarfilm Festival München,  2001, 23esimo Incontro internazionale di film di donne, Firenze,  2001, Le réel en scène - les écrans documentaires,  Paris - Gentilly, 2001
 Addio Lugano bella - Memoria ribelle – Napoli - rassegna di arte cinema e parola, attorno agli anni 70, aperta e ispirata dal film Addio Lugano bella

Un grand merci à Silvia Balea
et Maria de Medeiros, notre marraine.
 
 
Organisé au Cinéma Le Latina , cinéma des pays latins, sous les auspices de l'Union latine
par le  Centre audiovisuel Simone de Beauvoir
28 place Saint-Georges 75009 Paris     
tel + 33(0)1 5332 7508
www.centre-simone-de-beauvoir.com
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1 novembre 2007 4 01 /11 /novembre /2007 23:16
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29 octobre 2007 1 29 /10 /octobre /2007 23:15

Marina a été arretée mardi 21 août. Incarcérée depuis à la prison de Fresnes, elle est sous le coup d’une procédure d’extradition à la demande du gouvernement italien. Elle est une réfugiée italienne. Agée de 53 ans, mère de deux filles, elle vit depuis 1993 en France, où en 1998 lui à été octroyée une carte de séjour de dix ans. Au fil des ans, elle s’est inves- tie dans son métier d’assis- tante sociale auprès de plu- sieurs mairies et associations de la région parisienne. Il y a trente ans, en Italie, elle a été de ces dizaines de milliers de jeunes, de militants, des prolé- taires, d’hommes et femmes dont la révolte contre l’Etat et le capital a été jusqu’aux armes. Poursuivis par une jus- tice d’urgence, c’est à dire dans le cadre d’un «état d’ex- ception»inavoué (60 000 pro- cès, 6000 prisonniers polit ques), parfois après des années de prison (Marina a passé 8 ans en détention préventive), plusieurs centaines d’hommes et femmes se sont réfugiés en France où le Président de la République affirmait le «refus de toute extradition politique». Alors que l’Etat italien s’est enferré dans le refus d’une amnis- tie pour les condamnés pour les agissements, et notamment les faits d’armes, des années 60 et 70, cette politique d’asile de la France a été maintenue sans interruption vingt ans durant et dans des contextes politiques divers. Cette politique a pour- tant été renversée, son principe concrètement bafoué en août 2002, quand Paolo Persichetti a été remis aux autorités italiennes, puis deux ans plus tard, avec la tentative d’extradition de Cesare Battisti. Aujourd’hui, c’est au tour de Marina d’être incarcérée. Et on voudrait la livrer à un Etat qui ins- trumentalise les victimes et leur douleur pour construire une «justice infinie» qui revient à une infinie vengeance. Car en agitant le spectre qu’” autrement, il serait impossible aux proches des vic- times de faire leur travail de deuil”, l’Etat italien a imposé, en lieu et place des anciennes «parties civiles», le droit absolu et le devoir sacré des victi- mes à poursuivre indéfiniment leur quête de puni- tion. Alors même que la loi sur le repentir a produit un véritable “marché des indulgences”, on a subrepticement aboli le caractère fini de la peine:la possibilité d’une loi d’amnistie est désormais considérée scandaleuse et même l’idée de “pres- cription de peine” est devenue tabou. Marina risque la réclusion à perpétuité pour des faits datant d’il y a 25 ans. En effet, les tenants de la solution pénale aux conflits sociaux et politiques – autant que à tout ‘mal-de-vivre’ –, continuent à donner le ton en Italie, droite et gauche, société politique et ordre judiciaire confondus. Pourtant, ce sont ces même “gens d’en- haut” (politiciens, Opinion-makersau premier rang, s’appelant «classe dirigeante»par eux mêmes...) qui prêchent partout dans le monde - du Rwanda aux territoires palestiniens occupés, en passant par l’Irlande, l’Espagne, la Turquie - les vertus de l’oubli et du renoncement à la vengeance (donc ce qu’en droit est appelé «oubli judiciaire», «renoncement à la peine») aux fins que des sociétés, des groupes humains puissent respirer, recommencer à vivre...En revanche, dans le cas de cette poignée de gens ayant trouvé refuge en France, ils considè- rent que le temps est comme arrêté, que le crime est imprescriptible.

Collectif solidarité pour Marina

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Affiche de Tardi pour Paolo Persichetti



Ahmed, compagnon de vie de Marina et pére de sa fille cadette Emmanuelle, a dècidé d’entamer, a partir de ven- dredi 2 novembre 2007, jour de son anniversaire, une grève de la faim pour attirer l’attention sur l’affaire Marina.“Les média mettent une personne sous le feu de la rampe pendent quel- que jours, puis les lumières s’éteignent sur celle qu’a été la proie du dispositif spectaculaire, et elle revient dans l’opacité, dans laquelle toute iniquité et arbitraire peuvent se passer sous silence, sans être dérangés. La grève de la faim est un geste d’usage de son corps comme ëarme communicationnelleí : un moyen de briser ce silence feutré, de tenter de parvenir à com- muniquer d’une façon élargie avec les gens du commun...”

Ahmed, compagno di vita di Marina, padre della sua figlia minore, Emmanuelle, ha deciso d’iniziare, venerdi 2 dicembre, giorno del suo compleanno, uno sciopero della fame per attirare l’attenzione sul caso di Marina. “I media mettono una persona, la sua vita, il suo mondo, sotto le luci crude della ribalta per un giorno, quando aggrada... E quando l’interesse voyeristico Ë esaurito, si spengono le luci piombando quella che Ë stata una “preda” del dispositivo spettacolare nell’opacità, in cui ogni iniquità o arbitrio puo’ passare sotto silenzio, indistur- bato. Lo sciopero della fame è un gesto di uso del proprio corpo come “arma comunicativa” : un mezzo per rompere questo silenzio, e tentare di stabilire una comunicazione allargata con “la gente comune”...”

Marina è una rifugiata italiana di 53 anni, madre di due figlie, che vive in Francia dal 1993, e alla quale nel 1998 è “stata consegnata” un permesso di soggiorno di 10 anni. Durante tutti questi anni Marina ha svolto l’attività di assistente sociale, lavorando a più riprese con diversi comuni ed associazioni della regione pari- gina. Trent’ anni fa, in Italia, lei come altre migliaia di giovani, di militanti, di proletari, di uomini e di donne si sono ribellati conto lo Stato ed il capitale prendendo le armi. Nel decennio seguito al sessantotto, pi ̆ di trent’anni fa, in Italia, la rivolta di decine di migliaia di giovani, di militanti, di proletari, uomini e donne che si sono ribellati contro il capitale e lo Stato è arrivata, per una larga parte di loro, fino alle armi. Marina ha fatto parte di questa onda lunga. La risposta Ë stata una giustizia “d’’emergenza”, che ha instaurato uno “stato d’eccezione” inconfes- sato e per ciò stesso più pervasivo e senza limitazioni (60.000 processi con oltre 6000 prigionieri politici: le cifre ne d‡nno la misura). C’è stato un uso generalizzato di anni e anni di carcerazione preventiva, resa necessaria da processi monstre di natura squisitamente politica, in un involucro giudi- ziario divenuto mero simulacro (Marina ha patito 8 anni di carcerazione preventiva : durata talmente lunga, da comportare l’ob- bligo della scarcerazione per decorrenza dei termini). Ad una situazione di questo tipo, centinaia di uomini e donne hanno scelto di sottrarsi, sfuggendo alla caccia poliziesca : chi ha potuto ha scelto come linea-di-fuga quella dell’espatrio, e poi o apertasi l’insperata possibilità di trovare un “porto” o di riparare in Francia, dove un Presidente della Repubblica aveva affermato il principio del “rifiuto a tutte le estradizioni politiche”, e argomen- tato il perché esso dovesse valere anche per i fuggiaschi da paesi dell’Unione Europea, nella fattispecie dall’Italia. Poiché lo Stato italiano negli anni si Ë arroccato sulla posizione di rifiuto totale di una amnistia per i reati riconducibili a quel periodo di sovversione che ha attraversato gli anni 60 e 70 della storia italiana (periodo arrivato ad una sorta di latente stato insurrezionale, che qualcuno ha definito “guerra civile a bassa inten- sità”), i governi succedutisi in Francia hanno ritenuto per oltre 25 anni di non sconfessare e rovesciare la politica d’asilo enunciata dal Presidente Mitterrand. Questa politica è stata disattesa ed esplicitamente revocata nell’agosto del 2002, quando Paolo Persichetti è stato estradato in Italia. Acio’ha fatto seguito il tentativo di estradizione di Cesare Battisti. Oggi è toccato a Marina. Incarcerata per essere consegnata ad uno Stato il cui ceto politico e di governo, in un disperato tentativo di autolegittimazione, strumentalizza il dolore delle vittime inalberando il vessillo di una “giustizia infinita”, che traduce un’ossessione di infinita vendetta. Ciò gronda abie- zione - si pensi allo spettro agitato di una ‘impossibilità dell’elaborazione del lutto da parte dei familiari delle vittime ... Ciò costituisce oltretutto fel- lonia rispetto ai propri presupposti, poiché è, per sovrammercato, “antigiu- ridico” e “incostituzionale”. Portando le “parti lese” a debordare ben oltre i limiti della “parte civile”, per trincerarsi dietro un diritto assoluto che al contempo è dovere sacro delle vittime a perseguire all’infinito la loro sete di punizione che diventa supplizio per tutti, vittime e carnefici veri e pre- sunti , si chiude il cerchio di un dispositivo fondato sulla sostanziale impu- nità per chi ha scelto — riscrivendo la cronaca e modificando la storia, ris- crivendo una verità fantasmatica — di aderire a questo rito collettivo di impossibile catarsi e repressione infinita. Da quando le leggi che premiano la collaborazione hanno prodotto un vero mercato delle indulgenze giudi- ziarie, dal diritto e dalla politica italiana è stata sostanzialmente cancellata la possibilità di fare una legge di amnistia, rendendo scandalosa perfino l’idea della prescrizione della pena ( nonché perfino — cosa assai graveper qualsivoglia società e gruppo umano — abolendo la pensabilità stessa di una possibile fine pena senza “pentimento”). Marina rischia la reclusione perpetua (fine pena: mai...) per fatti risalenti ad oltre 25 anni fa. In effetti la deriva imposta dalla ideologia della soluzione penale ad ogni costo per dirimere i conflitti politici e sociali - oltre che il mal di vivere di una intera società - continuano a rendere l’azione del ceto politico, e più in generale istituzionale, italiano assai confusa. Funzioni di governo, poteri “politici”, ordine giudiziario, si condizionano, si incalzano, competono, finendo a spingere la risultante in un’unica direzione, che è quella di una sorta di “delirio pan-penalistico”, nutrito di populismo “giustizierista”. Gli araldi delle “classi ” — politici, opinion makers, intellettuali — che pur pre- dicando per tutto il mondo, dal Rwanda ai territori palestinesi occupati, passando per l’Irlanda, la Spagna, la Turchia, il dovere di ‘oblio e di rinun- cia alla vendetta (cio’ che in termini giudiziari è detto “oblio giudiziario” e “rinuncia alla pena”) come unico modo per queste società di costruirsi un futuro, sono del tutto incapaci di applicare il medesimo principio in casa propria (dove peraltro non si puo’ non rilevare che le ferite sono, come entità numerica quantomeno, obiettivamente minori). E’possibile accet- tare il fatto che solo per il pugno di persone ormai rimaste tra quanti si erano rifugiati in Francia il tempo debba essersi come arrestato? Possibile che si debba sopportare che i loro atti vengano considerati come “impres- crittibili”, alla stregua di quanto vale per i “crimini contro l’umanità” ? Dovremo parlare, discutere di molte cose : di storie d’estradizione; di tossicomania punitiva della «Giustizia infinita»; di catastrofe mentale, etica, umana, prodotta dall’ideologia della soluzione penale come panacèa universale (prodotto ‘di sostituzione’ che sussume l’odio per la propria condizione conformandolo nella modalità più subaltena e degradante : come avviene in ogni guerra tra poveri, ogniqualvolta si esorcizza la potenza di vita, il potenziale di comunanza di autonomie singolari e diverse attirando i sottostanti nella coazione mimetica, nella rivalsa, nel conato di ritorsione, nella competizione/concorrenza, nell’antropologia della «teppa»); dell’anomalia italiana del rifiuto d’am- nistia; della necessità di una ricerc/azione anti-penale come ‘porta stretta’ per dei movimenti che vogliano evadere dalla mortificante uto- pia del buongoverno per riconoscere come ‘linea direttrice’ una comun’autonomizzazione. Rispetto a questi contesti, i ‘casi’ degli “imprescrittibili... di qui all’eternità” sono anche dei sintomi straordinaria- mente rivelatori, che tra-scendono la dimensione ‘locale’di prossimità. Su questi temi, ci permetteremo di invitarvi a un Giornale immaginario il prossimo mese di dicembre, a Roma.

GIORNALE IMMAGINARIO COMUNAUTA

Collectif solidarité pour Marina
Pour éclairer la cellule de Marina de notre solidarité, inondons-la de nos cartes postale:
Marina Petrella - n° d’écrou 932940  Maison d’arrêt de femmes de Fresnes Allée des Thuyas - 94261 Fresnes
Participez à la solidarité financière pour la défense de Marina et contre les extraditions :
Chèques ou virements à Janie Lacoste 67 rue de la Mare 75020 Paris CCP: 2113776N020 54 (étab : 30041 / guich : 00001)
Contact :marinapetrella2007@yahoo.fr
Appel pour les signatures :
http://www.paroledonnee.info



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21 octobre 2007 7 21 /10 /octobre /2007 11:14
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La gouvernabilité, science délirante

Une rencontre avec Oreste Scalzone
par Ilaria Urbani, Naples
Il Manifesto


Rentré en Italie depuis 8 mois, il est déjà le protagoniste de deux documentaires sur l'époque de la militance et sur celle de la "non-militance critique". Nous l'avons rencontré à "Adunata Sediziosa".
 

Cette fois-ci la voix caverneuse d'Oreste Scalzone n'arrive pas à Adunata Sediziosa, la fête des antagonistes campaniens, d'un vidéowall de Paris, comme il s'était passé il y a deux ans lorsque l'Alliance Nationale italienne avait essayé d'empêcher la liaison en direct.
      L'ancien membre de Potere Operaio, qui est rentré en Italie en février suite à prescription après 26 ans d'exile (mais disons bien de fuite, s'ils y tiennent), n'est pas reparti tout de suite de Naples, le dos bloqué ("bien sûr, le coup de banc des fascistes en '68 à la fac' de de droit ne m'aide pas, mais puis j'y ai apporté ma contribution…"). Dans le scénario hyperréaliste d'une terrasse donnant sur les toits du quartier Materdéi,  Laura Perini a tourné una partie de la rencontre pour son film Le vol de l'imaginaire (produit par Marinella Frasca) sur la vie de l'ancien membre de Potere Operaio et sur "les lieux de l'antagonisme social dans l'Italie de la deuxième république", conténant aussi des conversations avec Zizek, Sloterdijk, Sassen, Kurtze, Trenkle, Bauman et Vandana Shiva.
    Oreste Scalzone a été accusé en 1979 de tentative d'insurrection armée et autres chefs d'imputation; il a été libéré pour graves raisons de santé, puis s'est enfuit en Corse et enfin réfugié à Copenhague et à Paris. Il est aussi le protagoniste d'un film d'Aïtor Pacheco sur ses premier jours de vagabondage après sa rentrée en Italie. Il est tout à fait naturel de lui poser immédiatement une question sur la manifestation de 20 octobre. "Bon, j'ai dit aux camarades du Réseau des communautés en mouvement, qui participent à la manif pour la radicaliser dans le sens e comme signal d'opposition au gouvernement: Si Giordano a dit à Prodi 'Nous serons ton service d'ordre', le message c'est donc: 'C'est un gouvernement de merde, mais c'est notre gouvernement'. Or, les mouvements sociaux radicaux peuvent-ils avoir un Gouvernement ami?  Plutôt que de procéder d'une désillusion à l'autre avec un corollaire de ressentiment, il faudrait tenir compte de l'obsolescence de la forme-gouvernement et la nature délirante de la "gouvernementalité réelle" dans le monde. Il faudrait donc passer de l'utopie du bon gouvernement à la ligne directrice de l'autonomie commune. De toute façon, sommes-nous vraiment sûrs que notre et leur agénda doivent toujours aller au même pas?? Certes –continue-t-il-, je finirai probablement par y aller, le 20 octobre. Mais cela dépend de la structuration névrotique de ma personalité. Cependant, mon dream serait qu'on organise, en même temps que la manifestation et en en contrechant, une occupation de logements dans une trentaine ou une dizaine de villes (ne serait-ce pas une forme de revenu vital?) dont les sujets électifs ne pourraient être que des précaires et des immigrés, avec ou sans papier. Sinon, ça va se passer comme en '97 avec la bataille pour l'amnistie partiale: si on permet que la question soit gérée par la politique partitaire, on n'aboutit à rien." Un argument encore fort actuel, c'est les posthumes pénaux de la guérilla urbaine des années '70. Voilà que reviennent les thèmes de la solution politique et du refus de l'amnistie, des extraditions et de la justice infinie après que Marina Petrella, condamnée à la pérpetuité dans le cadre de l'affaire Moro et elle aussi réfugiée en France il y a 15 ans, a été interpellée à Paris en août passé. Elle risque de ne jamais sortir du cachot, de même que Cristoforo Piancone, arrêté à Sienne il y a deux sémaines suite à un hold-up. "La bataille pour Marina est difficile, et on va tout faire pour trouver des éléments qui puissent se revéler favorables. Certes, songer à une nouvelle doctrine sur l'asile, sur le modèle de la politique de Mitterrand (qui n'avait aucune raison pour nous aimer: il était tout simplement un politicien réaliste) paraît tout à fait impossible. On parle à présent d'une femme que les pouvoirs publiques français ont autorisé à songer à un avenir en lui donnant un permis de séjour de la durée de 10 ans: ce renversement politique rétroactif signifie frapper une jeune fille de dix ans, qui ne vivrait pas une telle tragédie sans cet espoir. Qu'au moins on nous épargne les ricanements de Prodi, qui parle de "secrets qui, de cette manière, pourront être mis à jour…" Secrets, que dalle! Les juges de ces procès, ce sont les premiers qui le nient, et qui disent que 'les repentis ont renversé les groupes de lutte armée comme un gant.' Au cas où, c'est bien Prodi qui nous devrait expliquer quelque chose; c'est lui qui a dit avoir entendu le fameux nom Gradoli pendant une séance de spiritisme.

    Puis, c'est vraiment symptomatique que la façon dont a géré l'affaire de Gérard Piancone. Ces chacals haut placés s'adonnent à leurs délires, comme s'ils croyaient que les mesures d'atténuation de la peine et les amnisties totales ou partielles ne soient que des gentils cadeaux et des manifestations de sympathie à l'égard de ses bénéficiaires, et non des formes "techniques" de régulation. Violante, Amato et Mastella croient-ils vraiment que Togliatti était un crétin et qu'il voulait faire, avec l'amnistie liée à son nom, un cadeau aux tortionnaires fascistes ou aux partisans qui avaient dépassé les bornes? Et De Gaulle voulait-il  rendre un service à l'OAS qui avait essayé de le tuer? La soi-disant classe dirigeante, comme elle aime se définir fait semblant de ne pas savoir que la pensée politique doit faire abstraction, et bien cruellement. Elle ne peut pas être séparée de la pensée statistique ou de toutes les singularités composant la "complexité sociale" dont elle est reducteur. Ça ne pourra qu'être toujours ainsi, tant que la communauté humaine autonome sera vue au maximum comme une utopie (et c'est pour ça, déjà dans Marx, que la critique de la politique est associée à celle de l'économie, ou du droit). Sinon, il n'existerait pas d' histoire, mais seulement une séquelle infinie d'horreurs particuliers. Ici chez nous, s'il advient qu'un buraliste soit tué par un braqueur et l'on découvre que ce braqueur est, mettons, roumain, on procède à un pogrom légal contre les roumains. Il faudrait donc demander à D'Alema (Grillo, Di Pietro): est-ce donc ça, le "pays normal" ou "moral" qu'ils désirent? Que les victimes aient droit à une "justice infinie", ça, c'est devenu tout à fait naturel…

"Car c'est la seule indemnisation reconnue dans cette époque –ajoute Scalzone- où on assiste tranquillement et de tous côtés à l'hybridation entre l'ultra-modernisme, le techno-libertinisme et des sursauts ancestraux de chasse aux sorcières et de colonne infâme. Mais cela –le refus de toute coéxistence entre la mémoire et  l'oubli – va amener le monde à l' Homo homini lupus, ou même pire, et préfigure un scénario où se déchaînent les guerres saintes d'annihilation entre six milliards  de Léviathans." Pour les questions sur Persichetti, Beppe Grillo, sur le pacifisme etc. on renvoie à http://orestescalzone.over-blog.com et à un numéro d'Alias à paraître.

 
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19 octobre 2007 5 19 /10 /octobre /2007 13:33

Il Manifesto 19/10/07
Ilaria Urbani

Tornato da 8 mesi in Italia, è già protagonista di due documentari, sull’epoca della militanza e su quella della «non militanza critica» di oggi.

Lo abbiamo incontrato ad «Adunata sediziosa»


La voce cavernosa di Scalzone arriva di persona all’8a festa degli antagonisti campani, «Adunata sediziosa», e non da Parigi e via videowall come 2 anni fa quando An cercò di impedire il collegamento. Rientrato a febbraio in Italia dopo 26 anni di esilio («diciamo latitanza, se ci tengono») e la prescrizione, l'ex potop è rimasto a Napoli per un po’, con la schiena bloccata («certo che la pancata dei fascisti nel '68 c'entra, ma poi ci ho messo del mio...»). Nello scenario iperrealista di una terrazza del quartiere Materdei, Laura Perini riprende parte dell’incontro per il suo film Il furto dell’immaginario (produce Mariangela Frasca) sulla vita dell'ex esponente di Potere operaio e «sui luoghi dell’antagonismo sociale dell’Italia seconda repubblica», che conterrà conversazioni, tra filosofia e politica radicale, anche con Zizek, Sloterdijk, Sassen, Kurtze, Trenkle, Bauman e Vandana Shiva.


Oreste Scalzone, accusato nel '79 di tentata insurrezione armata, e altro, scarcerato per motivi di salute, fuggito nell'81 in Corsica con l'aiuto di Gianmaria Volontè, rifugiato a Copenhagen e Parigi è anche protagonista di un film, sui primi 100 giorni da girovago dopo il rientro, di Aïtor Pacheco. Ovvio chiedergli subito della manifestazione del 20. «Dicevo ai compagni del network delle comunità in movimento che vanno per radicalizzarne il segno, nel senso dell'opposizione al governo: se Giordano ha detto a Prodi "Saremo il tuo servizio d'ordine", il messaggio "è un governo di merda, ma è il nostro governo". Ora, i movimenti sociali radicali possono avere un governo amico? Più che andare di illusioni in delusioni, con corollario di risentimento, ci sarebbe da vedere l'obsolescenza della forma-governo e il carattere delirante della «governamentalità reale» nel mondo. Ci sarebbe da passare dall'utopia del buongoverno alla linea direttrice dell'autonomia comune. E comunque, siamo proprio sicuri che la nostra agenda debba sempre coincidere con la loro? Certo continua poi finisce che ci vengo anch'io il 20 ottobre. Questo dipende dalla strutturazione nevrotica della mia personalità. Ma il mio dream sarebbe che, come controcanto, in 100, diciamo in 30, in 10 città si organizzasse un'occupazione di case (non è una forma di reddito d'esistenza?) i cui soggetti elettivi non potrebbero che essere precarî e immigrati, con o senza papier. Sennò accade come nel ’97, con la battaglia sull'indulto: per lasciare la questione ai partiti si finisce con un nulla di fatto». Un tema attuale quello dei postumi penali della guerriglia urbana anni ’70.

Tornano le questioni della soluzione politica e dell'amnistia negata, delle estradizioni, della giustizia infinita dopo che Marina Petrella, condannata all'ergastolo nell'ambito del rapimento di Moro e rifugiatasi 15 anni fa in Francia, è stata arrestata a Parigi nell'agosto scorso e rischia il carcere a vita. E dopo l’arresto di Cristoforo Piancone a Siena dopo una rapina in banca. «La battaglia per Marina è difficile, faremo di tutto per trovare gli elementi a suo favore. Certo, pensare a una nuova dottrina sull’asilo, sul modello della politica di Mitterrand (che non aveva motivo per amarci, era semplicemente un politico realista). Oggi parliamo di una donna che i poteri pubblici francesi hanno autorizzato a pensare di avere un futuro dandole un permesso di soggiorno per 10 anni: applicare un rovesciamento di politica retroattivamente, significa colpire una figlia di 10 anni che senza quella speranza non sarebbe qui a vivere una tragedia. Almeno fosse risparmiato lo sghignazzo di Prodi, che parla di "segreti che così potranno esser chiariti"... Ma quali segreti? I magistrati di quei processi per primi lo negano, affermando che "i pentiti hanno rovesciato i gruppi di lotta armata come un guanto".

Chi dovrebbe spiegar qualcosa è Prodi, che sentì il famigerato nome Gradoli durante una seduta spiritica. La gestione poi della vicenda di Gérard Piancone è sintomatica. In alto, tanti sciacalli straparlano, come se credessero che misure di temperamento della pena, amnistie, indulti ecc. siano doni graziosi, manifestazioni di simpatia per chi ne è oggetto, e non forme "tecniche" di regolazione. Violante, Amato, Mastella credono davvero che Togliatti, con l'amnistia legata al suo nome, volesse fare un regalo ai torturatori fascisti o ai partigiani che avevano sforato ? De Gaulle, decidendo per l'amnistia, voleva favorire l’Oas che tentò di ammazzarlo? La cosidetta classe dirigente fa finta di non sapere che la politica pensa dovendo per forza, crudelmente, astrarre. Non può non pensar statistico, prescindere da tutte le singolarità che compongono la "complessità sociale" di cui essa è riduttrice. Non può che essere sempre così, fintantoché l'autonoma comunanza umana viene considerata al più un'utopia (per questo, già in Marx, la critica della politica si affianca a quella dell'economia, o del diritto). Altrimenti non ci sarebbe storia, ma solo un'insensata accumulazione di orrori singolari infiniti. Qui, quando accade la tragedia che un tabaccaio è ucciso da un rapinatore e si trova che il rapinatore è, mettiamo, rumeno, si procede a pogrom legali contro i rumeni. Bisognerebbe chiedere a D'Alema (Grillo, Di Pietro): è questo il "paese normale" o "morale" che auspicano?». Il diritto assoluto delle vittime a una "giustizia infinita"è diventato ovvietà... «Perché è l'unico risarcimento riconosciuto commenta Scalzone in quest'epoca in cui bellamente si ibridano, al dritto e al rovescio, ultra-modernismo, tecnolibertinismo e risorgenze ancestrali di cacce alle streghe e colonna infame. Ma questo il rifiuto di ogni coesistenza di memoria e di oblìo porta il mondo ben oltre l' homo homini lupus: prefigura guerre sante d'annientamento tra 6 miliardi di Leviathani». Su Persichetti, beppegrillismi, pacifismo etc., vedi anche http://orestescalzone. over-blog.com/ e un alias futuro.

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7 octobre 2007 7 07 /10 /octobre /2007 01:05
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Mercoledì 3 ottobre:
Il tribunale di Napoli ha emesso una sentenza di condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione ( e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici) per estorsione contro nove compagni napoletani.

Questa è la risposta all’iniziativa organizzata nel 2004 dai Comitati per la IV settimana all’ IperCoop di Afragola contro il carovita, a cui  parteciparono di centinaia di precari e disoccupati, che rivendicavano semplicemente il loro diritto di arrivare a fine mese.
L’inizaitiva si concluse con la decisione (e il carattere volontario di questa scelta aziendale è stato anche provato durante il processo) da parte della direzione dell’IperCoop di distribuire pasta e scatole di pomodori a tutti i clienti.Ma questo è bastato a far scattare la trappola forcaiola contro i compagni. È un fatto che ci colpisce in modo inaccettabile, e ci dà la misura di quanto sia violenta la repressione proprio quando è scatenata contro le lotte più ineludibili e feroce la criminalizzazione di chi osa rivendicare il diritto al soddisfacimento dei bisogni, soprattutto se  sono quelli assolutamente fondamentali.
Di fronte a questa ulteriore aggressione i Comitati per la IV settimana lanciano un appello a sostenere con ancora maggior forza la battaglia 
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6 octobre 2007 6 06 /10 /octobre /2007 14:35
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Le Collectif RENCONTRE DÉBAT
Samedi 13 octobre 2007 à 15 heures
 

Des années de plomb en Italie……A l'asile politique en France  :
Comment arrêter la machine infernale des extraditions des réfugiés italiens
Participe entre autres: Oreste Scalzone


Organisé par le Collectif Persichetti (Valence) et la librairie La Gryffe.

« La révolte qui a balayé l'Italie dans les années 70, et dont les échos ont retenti jusqu'à la fin des années 80 a été …. l'entreprise révolutionnaire la plus significative advenue en Europe occidentale depuis la Seconde Guerre mondiale »

Si les chiffres attestent de l'ampleur de cette révolte - plus de 4.000 condamnations, plus de 20.000 personnes poursuivies; et plus 100.000 individu(e)s recensé(e)s comme « population socialement subversive »
(Note du BlackBlog: Il nous paraît que les chiffres soient par défaut: vérifier dans La mappa perduta, ed. <Sensibles aux feuilles> - de 5.000 personnes contemporainément en prison au début des 80' ; de 20.000 condamnées, 60. 000 poursuivies, plus que 100.000 enquêtées… D'ailleurs, un rapport de la CIA, « station » de Rome, désecreté il y a deux ans et publié par le quotidien La Stampa, faisait état d'une évaluation de l'Agence selon la quelle la 'mouvance' pouvait influencer 600 000 personnes environ. Or, peut-être que les auteurs du rapport avaient des motifs pour « gonfler » les chiffres, si même les scientifiques le font, question d'orienter les flux des financements à la recherche et expérimentation, question de compétition dans l'auto-valorisazion, sur le plan utilitaire mais aussi sur celui des « bénéfices secondaires »…Mais c'est en tout cas quelque chose…. Il s'agit de ce que le rapport de la Commission parlementaire d'enquête en la matière dite <Commission-Pellegrino>, parle de <forte, consistante minorité de la population, et en particulier de la jeunesse>, qu'à été protagoniste de celle qu'est définie <guerre civile limitée, à très basse intensité> ; et que nous avons de nôtre part défini « une vague de choc d'une latence insurrectionnelle, un état d'insurrectionalité sub-aigue, chronique, endémique)


Les moyens mis en œuvre par l'Etat italien ont été considérables, et les effets continuent aujourd'hui à polluer la vie des femmes et des hommes qui se sont battu(e)s à cette époque.

Aujourd'hui, sous couvert du Système d'Information de Schengen (SIS), l'Etat français extrade au compte goutte les italiens réfugiés sur son sol, en dépit de la parole donnée par François Mitterrand alors qu'il était Président de la République. « Quoi qu'on dise, le choix d'ouvrir la porte à l'extradition des ressortissant(e)s italien(ne)s des 'années de plomb' après vingt ans 'd'asile de fait' officiel et ininterrompu ne peut se targuer ni d'attributs juridiques, ni d'impératifs éthiques. En fait, il ne s'agit-là que de décision à caractère éminemment politique. »

Il nous appartient de réfléchir ensemble sur les actions à mettre en œuvre pour arrêter cette machine infernale des extraditions, pour soutenir, Marina   Pertrella actuellement sous écrou extraditionnel, tous ceux qui ont été extradés – Paolo Persichetti, (NOTE du BlackBlog: PP, 'subtilisé' par la République Italienne par le truchement d' une véritable forfaiture dont l'exécuteur direct à été le Procureur de Bologne Paolo Giovagnoli avec les ROS des Carabinieri ; Paolo, qui est depuis 5 ans en proie d'une véritable '' machine de persécution 'scientifique')  ; Cesare Battisti (NOTE du BlackBlog: qu'heureusement il y a peu de chances qu'il soit extradé pour le Brésil, où il s'était réfugié après le décret d'extradition français, et où a été entre-temps appréhendé et écroué dans l'attente d'une décision sur son extradition), mais aussi l'ensemble des réfugié(e)s italien(ne)s, personne exclue.
Le débat et l'information sont les premiers actes d'une résistance à la politique d'extradition de ce gouvernement

Non à l'extradition de Marina Petrella



Librairie libertaire LA GRYFFE, 5 rue Sébastien Gryphe 69007 LYON, France.
Ouverte du lundi au samedi inclus de 14 heures à 19 heures.
Téléphone/ fax : 04 78 61 02 25
Courriel : librairie@lagryffe.net
site Web : www.lagryffe.net

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Il Collettivo
INCONTRO DIBATTITO
Sabato 13 Ottobre alle ore 15

Dagli anni di piombo in Italia…all’asilo politico in Francia :
Come fermare la macchina infernale delle estradizioni di rifugiati italiani

Organizzato dal collettivo Persichetti (Valence) e la libreria La Gryffe.


« La rivolta che ha scosso l’Italia durante gli anni 70, e il cui eco è risuonato fino alla fine degli anni 80 è stata…l’impresa rivoluzionaria più significativa avvenuta in Europa occidentale dopo la Seconda Guerra  Mondiale »

Se le cifre attestano l’ampiezza di questa rivolta -  più di 4 000 condanne, più di 20.000 persone indagate ; e più di 100.000 registrate come « popolazione socialmente sovversiva » 
i mezzi messi a disposizione dallo Stato italiano sono stati considerevoli, e gli effetti continuano ancora oggi a inquinare la vita di donne e di uomini che si sono battuti all’epoca.

Oggi, col pretesto del Sistema di Informazione di Schengen (SIS), lo Stato francese estrada col contagocce i rifugiati italiani sul proprio suolo, a dispetto della parola data da François Mitterand quando era Presidente della Repubblica.  « Qualsiasi cosa se ne dica, la scelta di aprire la porta all’estradizione dei fuoriusciti italiani degli ‘anni di piombo’ dopo vent’anni di ‘asilo di fatto’ ufficiale e ininterrotto non può attribuirsi né attributi giuridici né imperativi etici. Di fatto, non si tratta d’altro che d’una decisione di carattere strettamente politico.

Riflettiamo insieme sulle azioni da mettere in pratica al fine di fermare questa macchina infernale delle estradizioni, per sostenere Marina Petrella attualmente minacciata di estradizione, e tutti coloro che sono stati estradati, Paolo Persichetti [ ‘prelevato’ dalla Repubblica italiana attraverso una vera e propria macchinazione il cui esecutore diretto è stato il Procuratore di Bologna Paolo Giovagnoli con i ROS dei Carabinieri; Paolo è oggetto da 5 anni di una vera e propria ‘macchina di persecuzione scientifica’, NOTA DEL BLOG] Cesare Battisti [ che si trova attualmente in arresto e in attesa di una decisione in Brasile, dove si era rifugiato dopo la decisione francese favorevole all’estradizione NOTA DEL BLOG) ma anche tutti i rifugiati le rifugiate italiane nel loro insieme. Il dibattito e l’informazione sono i primi atti di resistenza politica alla politica di estradizione di questo governo.

  ( NOTA del  Black-Blog : ci pare che queste cifre siano per difetto, da verificare in La mappa perduta, ed. Sensibili alle Foglie : 5.000 persone contemporaneamente in prigione all’inizio degli anni 80, 20.000 condannati, 60.000 indagati, più di 100.000 sotto inchiesta. D’altronde un rapporto della CIA, ‘sezione’ di Roma, svelato due anni fa e pubblicato dal quotidiano La Stampa, riportava una valutazione secondo cui ‘il movimento’ poteva influenzare circa 600.000 persone. Forse gli autori avevano motivo di « gonfiare » le cifre (anche gli scienziati lo fanno, per orientare i finanziamenti o per competizione nella ‘autovalorizzazione’, per utilità ma anche per via dei benefici secondari…) ma in ogni caso vorrà pur dire qualcosa…si tratta di quel che viene riportato dalla Commissione parlamentare di inchiesta detta Commissione Pellegrino : « forte, consistente minoranza della popolazione, e in particolare della gioventù »,protagonista di quella che è stata definita « una guerra civile limitata, a bassissima intensità » e che noi da parte nostra abbiamo definito « un’onda  d’urto di una latenza insurrezionale, uno stato di insurrezione sub-acuto, cronico, endemico)

NO all’estradizione di Marina Petrella


Libreria libertaria LA GRYFFE, 5 rue Sébastien Gryphe 69007 LYON, France.
Aperta da lunedi a sabato dalle 14 alle 19.
Tel/ fax : 04 78 61 02 25
E-mail : librairie@lagryffe.net
Sito :  www.lagryffe.net

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5 octobre 2007 5 05 /10 /octobre /2007 21:18
Per la difesa della salute, dei territori e dei beni comuni. Mobilitazione nazionale ad Acerra il 13 Ottobre 2007. No all’incenerimento ed alle megadiscariche
doc.gifLeggi Volantino

Rete Campana dei Comitati per la difesa della salute e dell’ambiente, Rifiuti Zero Campania
Per info/contatti/adesioni:retecampanasaluteambiente@noglobal.org   3477876909

 
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